Cagliari

Coronavirus, ‘portapizze’ in nero e reddito di cittadinanza indebitamente percepito: i controlli a tappeto della Finanza

Ecco il bilancio delle operazioni delle Fiamme Gialle

Coronavirus, ‘portapizze’ in nero e reddito di cittadinanza indebitamente percepito: i controlli a tappeto della Finanza

Di: Alessandro Congia


Nell’ambito dei quotidiani controlli del territorio effettuati dalle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Cagliari, mirati all’osservanza delle disposizioni nazionali e locali volte al contenimento dell’epidemia da Coronavirus, presso un esercizio commerciale sono stati individuati 3 lavoratori in nero. 

Durante l’attività di pattugliamento in orario serale, i Finanzieri hanno controllato una pizzeria, la quale, in ragione dell’effettuazione dell’attività da asporto, era autorizzata ad operare: all’atto dell’accesso, sono stati individuati ed identificati tre fattorini “portapizze”, pronti ad uscire con i loro scooter per effettuare le consegne. 

I successivi approfondimenti esperiti mediante la consultazione delle banche dati in uso al Corpo, hanno consentito di rilevare che il rapporto di lavoro dei tre fattorini non era stato instaurato correttamente, mancando il formale contratto di assunzione, indicizzandoli, conseguentemente, come “lavoratori in nero”. 

Il datore di lavoro, oltre alla diffida a regolarizzare la posizione dei tre dipendenti, è stato destinatario di una sanzione amministrativa da un minimo di 5.400 ad un massimo di 32.400 euro, nonché di un ulteriore provvedimento di chiusura temporanea dell’esercizio in ragione del fatto che i lavoratori irregolarmente impiegati costituivano oltre il 20% del totale della forza lavoro. 

Nell’ambito del citato controllo, l’analisi della posizione dei lavoratori ha fatto altresì emergere che uno di loro aveva inoltrato all’I.N.P.S. apposita istanza per la concessione del reddito di cittadinanza: lo sviluppo dell’analisi della documentazione ha evidenziato che il soggetto non aveva comunicato all’Ente erogatore del beneficio l’esistenza del rapporto di lavoro, integrando, di fatto, una condotta illecita. 

Per tale circostanza, il lavoratore – il quale non aveva ancora ricevuto alcuna provvidenza economica – è stato segnalato alla locale Autorità Giudiziaria. 

In questo ultimo periodo, caratterizzato da una diffusa richiesta di sovvenzioni pubbliche per sopperire alle situazioni di difficoltà economiche connesse all’emergenza epidemiologica, l’attività di controllo operata dal Corpo nel comparto delle pubbliche provvidenze è ancora maggiormente e con più incidenza mirata alla verifica che le stesse siano erogate nei confronti dei soggetti realmente ricadenti nelle condizioni di “sofferenza” e che gli aiuti economici non vadano “dispersi” andando a beneficio di chi artatamente rappresenta una situazione di difficoltà.

 

 

In tal senso, negli ultimi giorni, le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Cagliari hanno concluso due controlli, entrambi riscontranti casi di irregolarità.

In una prima circostanza, i Finanzieri hanno accertato che un soggetto, successivamente alla presentazione della domanda per la concessione del reddito di cittadinanza, aveva instaurato due distinti rapporti di lavoro - individuati attraverso le rispettive comunicazioni obbligatorie da parte del datore di lavoro - senza effettuare le dovute comunicazioni all’I.N.P.S..

 

In un secondo caso, invece, l’esame delle informazioni rilevate nelle banche dati ha evidenziato che il richiedente il reddito di cittadinanza aveva omesso di indicare, nella Dichiarazione Sostitutiva Unica presentata ai fini del calcolo dell’ISEE, un componente del nucleo familiare percettore di reddito proprio e che quindi poneva la condizione reddituale dell’istante fuori dai parametri previsti per la concessione del beneficio.

 

I Finanzieri hanno provveduto a segnalare entrambi i soggetti all’Autorità Giudiziaria, nonché ad evidenziare la loro posizione all’ente erogatore del sussidio per la revoca dello stesso ed per il recupero delle somme indebitamente percepite, ammontanti nel complesso a 7.548 euro.

 

Questa attività di controllo sulla corretta fruizione di risorse pubbliche proseguiranno per tutto il periodo dell’emergenza sanitaria, accanto ai controlli sul divieto di allontanarsi dalle proprie abitazioni – tranne che per i casi previsti – e sul rispetto della disciplina sull’operatività di attività produttive ed esercizi commerciali.

Continueranno in parallelo anche le attività di polizia economica finanziaria volte alla prevenzione e repressione delle pratiche anticoncorrenziali, degli accaparramenti e delle manovre speculative sui prezzi, commesse approfittando dell’aumento della richiesta sul mercato di dispositivi di protezione individuale, di agenti biocidi e di apparecchiature elettromedicali, oltre che, in ragione dell’accentuata richiesta di taluni prodotti, alle violazioni che riguardino la disciplina sulla pubblicità dei prezzi, la qualità delle merci nonché i casi di frode in commercio.

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