Cagliari

Coronavirus, allarme nelle carceri sarde: “Stop alle traduzioni e all’arrivo di detenuti fuori dalla Sardegna”

Lo chiedono con urgenza i sindacati della Polizia Penitenziaria

Coronavirus, allarme nelle carceri sarde: “Stop alle traduzioni e all’arrivo di detenuti fuori dalla Sardegna”

Di: Alessandro Congia


“Subito lo stop alle traduzioni e all’arrivo di detenuti fuori dalla Sardegna”. Lo chiedono a gran voce i sindacati della Polizia Penitenziaria (Sappe, Osapp, Uil-Pa, Sinappe, Uspp, Fns-Cisl, Cgil e Cnpp), rivolgendo l’istanza in primis all’Amministrazione Penitenziaria della Sardegna: “Il Paese sta attraversando un momento difficile legato alla diffusione in scala mondiale di un virus partito dalla Cina, il cosi detto Coronavirus meglio denominato Covid 19 – dicoo i sindacati - per il quale ad oggi non si ha a disposizione nessun vaccino efficace. Il Governo seguendo l’evolversi della situazione è intervenuto più volte emanando un susseguirsi di Decreti che però, purtroppo, non vengono rispettati in modo adeguato dai cittadini e ciò comporta un pericolo maggiore che favorisce il propagarsi del contagio mettendo continuamente a rischio tutta la Nazione, compreso quindi tutto il sistema penitenziario italiano. Siamo interventi varie volte sollecitando l’Amministrazione ad adottare provvedimenti forti che purtroppo tardano ad arrivare, come il blocco delle traduzioni da e per la Sardegna. Il Prap intanto ha provveduto a bloccare le movimentazioni regionali dimostrando il coraggio che fino ad oggi è mancato al Dap e che solleciteremo ancora in tal senso. Alla Regione Sardegna, all’Assessore alla Sanità e a tutte le componenti politiche chiediamo la stessa serietà con cui gli Operatori della Sicurezza stanno affrontando questo grave momento. Bisogna assolutamente accelerare la fornitura dei DPI alle strutture penitenziarie che ne sono sprovviste – aggiungono unitariamente i sindacati di categoria - sensibilizziamo il Provveditore Regionale dell’Amministrazione penitenziaria, i Direttori e i Comandanti di Reparto dei penitenziari isolani ad una maggior attenzione ed attuazione delle normative in vigore affinché si operi nella trasparenza e nel rispetto di tutti. Oggi più che mai dobbiamo essere uniti ed affrontare la quotidianità all’interno e all’esterno dei penitenziari ancor più seriamente e responsabilmente cercando tutti, come abbiamo sempre fatto, di lavorare con spirito di corpo e abnegazione al dovere affinché si lavori come ogni giorno senza timore e senza cadere nel vortice del panico che altro non farebbe che aggravare una situazione del Paese già di per sé precaria”.

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