Cagliari

Mauro Pili: “L’Algeria si prende il mare sardo”

Pesante denuncia del leader di Unidos: “Operazione spregiudicata”

Mauro Pili: “L’Algeria si prende il mare sardo”

Di: Antonio Caria


“Con un blitz senza precedenti sul piano internazionale l’Algeria si prende il mare sardo. Dopo il tentativo della Francia sventato qualche anno fa nel nord dell’isola adesso il blitz scatta a sud ed è scritto in arabo”.

A denunciarlo è il leader di Unidos, Mauro Pili, che aggiunge: “Ad attaccare i confini internazionali a mare questa volta è l’Algeria che, con decreto del presidente della Repubblica del 21 marzo del 2018, ha messo nero su bianco i nuovi confini della propria zona economica esclusiva marittima”.

“Operazione – ribadisce Pili – emersa solo qualche settimana fa nell'ambito internazionale ma tenuta segreta di fatto in Italia. Un’operazione spregiudicata messa in atto con le stesse procedure adottate dalla Francia con la differenza che questa volta non c'è stata nessuna intesa ma la via autonoma e unilaterale, consentita dalla norme internazionali”.

“Il principio è sempre lo stesso: se le acque internazionali non le usa nessuno sul piano economico e le usiamo noi. Il decreto presidenziale algerino è un insieme di articoli ma soprattutto di 63 coordinate satellitari che disegnano i nuovi confini a mare. La Sardegna, dunque, è sotto attacco e la zona economica esclusiva decisa ad Algeri finisce dritta dritta sul marittimo italiano”, queste ancora le sue parole.

“L’Algeria – sottolinea –con il decreto fa sue tutte le acque a ridosso delle 12 miglia passando da Sant’Antioco, Carloforte, Portovesme, Oristano, Bosa e Alghero.Un corridoio che fiancheggia le acque territoriali sarde e sottrae a ridosso delle nostre coste l’uso comune delle acque internazionali su quel fronte di mare. Un’operazione sulla quale regna il silenzio più assoluto nonostante il dossier sullo scippo sia riservatamente, e certamente tardivamente, arrivato sul tavolo dell’Onu”.

“L'atto algerino – ha aggiunto Pili – è stato un atto unilaterale che, seppur consentito dalle normative internazionale, ha trovato lo stato italiano dormiente e incapace di proporre una propria rivendicazione. Le mire espansionistiche messe in atto con il decreto del Presidente della Repubblica algerina non riguardano ovviamente solo la pesca e l’acquacoltura o la generica valorizzazione e protezione del mare ma si spinge direttamente sul tema delle risorse energetiche”.

“Gli algerini – specifica Pili – hanno deciso, infatti, di estendere da 40 a 180 miglia la propria zona economica esclusiva con un confine valido anche per il fondale. A largo di Sant' Antioco, Carloforte, Portovesme, Oristano, Bosa e Alghero non solo avranno l’esclusiva per la pesca ma anche quella per la ricerca e lo sfruttamento di risorse energetiche”.

“L’Italia, come al solito, – rincara la dose il leader di Unidos – dorme e soltanto qualche settimana fa ha presentato una protesta formale alle Nazioni Unite. Nonostante il tentativo dell’Italia di porre rimedio a questa gravissima falla nel sistema della tutela dei confini a mare e delle acque internazionali dall’ONU non è arrivata sino ad oggi nessuna risposta. Il rischio ora è che l’Italia, non avendo fatto tutti i passi necessari nei tempi dovuti, si ritrovi al limite delle proprie acque territoriali con uno spazio di acque internazionali di esclusiva pertinenza di un altro Stato, in questo caso l’Algeria”.

“Il silenzio – conclude Pili – su questa nuova incursione straniera sui mari della Sardegna rende sempre più evidente la totale inconsistenza sia del governo del mare sia nei rapporti con i paesi confinanti. Si tratta di un piano che va bloccato in ogni modo perché costituisce una vera e propria aggressione economica, ambientale e giuridica alle acque internazionali di diretta pertinenza della Sardegna. Sorprende come tutte le forze politiche e gli stessi governi, sia quello italiano che quello sardo, non siano stati in grado di respingere questo ennesimo blitz ai danni della Sardegna e dei sardi”.

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