Sassari

Sassari. Aou: “Radioterapie in tempi congrui”

Dedola: “Impensabili tempi di attesa di otto mesi”

Sassari. Aou: “Radioterapie in tempi congrui”

Di: Antonio Caria


“Impensabili tempi di attesa di otto mesi per la radioterapia. I nostri si avvicinano ai tre mesi e possono essere considerati corretti rispetto alle terapie che prevedono trattamenti, che hanno una durata di circa due mesi”.

Sono queste le parole pronunciate da Maria Filomena Dedola, responsabile della Radioterapia nell'Aou di Sassari, che aggiunge: “Ogni giorno abbiamo circa 55 pazienti in trattamento, cioè che svolgono una terapia quotidiana che può durare anche 2 mesi. Si aggiungono 10 pazienti al giorno in visita di controllo in trattamento, ancora 10 sono le visite ambulatoriali giornaliere di follow-up e circa 5 sono i nuovi pazienti al giorno. Il tutto portato avanti da una équipe di cinque medici, due fisici e nove tecnici».

“Tanto per intenderci – aggiunge –, nel caso di una paziente con tumore alla mammella, una delle patologie più frequenti, non passano più di 3 mesi per la realizzazione della radioterapia: un tempo “oncologicamente” corretto per questa patologia”.

«La radioterapia trova indicazione, con intenti diversi – ha sottolineato la specialista – in circa il 60 per cento degli ammalati di tumore, nel corso complessivo della storia clinica. E visto che le indicazioni all'utilizzo della Radioterapia si stanno ulteriormente ampliando con l'avvento delle nuove metodiche, si presume che il bisogno di Radioterapia crescerà di circa il 20 per cento entro il 2020”.

Gli obiettivi dell’Azienda di Viale San Pietro sono quello di rivedere il parco macchine e l'ammodernamento delle due apparecchiature radioterapiche. “Per il primo progetto – ha rimarcato Dedola – stiamo aspettando i fondi, già stanziati, che fanno parte del finanziamento ministeriale destinato all'ammodernamento tecnologico delle radioterapie del Sud Italia. Si tratta di 9 milioni e 850 mila euro destinati alla Sardegna, 3 dei quali per Sassari. Il progetto prevede la sostituzione delle apparecchiature obsolete con nuove di alta fascia, questo anche per ridurre quel gap dato dalla nostra insularità”.

A questo proposito si pensa all'acquisto di un apparecchio di Tomoterapia. “Si tratta di una tecnologia diversa rispetto a quella che viene utilizzata con l'acceleratore lineare – ha concluso Dedola – perché ha una Tac integrata e un metodo di erogazione differente, che permette un trattamento veloce e sicuro”.

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