In Sardegna

E' morto Gianni Medda. Ora la Sardegna non canta più

All'età di 79 anni si è spento, questo pomeriggio a Cagliari, Gianni Medda, uomo conosciutissimo nel panorama della musica tradizionale sarda per essere stato per tantissimi anni manager e organizzatore di spettacoli ed eventi soprattutto nel campo della comunicazione televisiva.

E' morto Gianni Medda. Ora la Sardegna non canta più

Di: Redazione Sardegna Live


All'età di 79 anni si è spento, questo pomeriggio a Cagliari, Gianni Medda, uomo conosciutissimo nel panorama della musica tradizionale sarda per essere stato, per tantissimi anni, manager e organizzatore di spettacoli ed eventi soprattutto nel campo della comunicazione televisiva.

Vasto il cordoglio nell'Isola per la sua scomparsa. 

Di seguito proponiamo una bellissima intervista realizzata dal conduttore televisivo Giuliano Marongiu.

 

 

GIANNI  E  ELENA MEDDA FESTEGGIANO LE NOZZE D’ORO

 

 

I NOSTRI PRIMI CINQUANTANNI IN DUE

 

Nella vecchia stazione di Sarcidano, lungo la strada che da Isili conduce verso Nurallao, fiorivano i gerani.

Tra quelle brezze del mattino e i primi profumi di campo, un giovane con la sua bicicletta percorreva chilometri di pensieri, animato da una grande volontà di fare e creare.

Gianni Medda, terzogenito di sette figli, è nato a “Nuradda” il 10 Maggio del 1935. Il padre Pietro era operaio nell’Industria boschiva, tagliava alberi per produrre carbone e traversine per le miniere. La madre si chiamava Luigia, (per tutti “zia Luigina”) e gestiva “su stangu”, un piccolo emporio, unico in paese, che vendeva tabacchi e generi vari.

Elena Farris è nata in una famiglia con dodici figli e tanta povertà: la loro casa era a Sarcidano, nei pressi della stazione ferroviaria a 5 km da Nurallao. I suoi genitori la mandarono a scuola e spesso si recava a fare la spesa “a su stangu de sa domo de ziu Pera”, dove si pagava “al mese”, quando il padre riscuoteva il suo salario.

Elena ricorda Gianni, non ancora “suo”, nel transito che percorreva abitualmente in direzione di Mandas, dove si recava per rifornirsi di tabacco: “era bello, ma all’inizio non lo volevo proprio, perché avevo l’impressione che corresse dietro a diverse ragazze. Una volta mi scrisse una cartolina, ma una mia amica mi confidò che aveva fatto altrettanto con lei!”.

Di fatto, una sera Elena rientra a casa e trova Gianni che nel frattempo si era presentato ai genitori:

“Ciao” – le dice – “Cosa vuoi?” (risponde Elena) -  “Già lo sai” (ribatte lui).

Quel timido e imbarazzato contatto, benedetto dai genitori, segna l’inizio di una lunga frequentazione.

Elena si iscrive in una scuola di Sanluri, sogna di fare l’ostetrica, ma il futuro marito non è particolarmente d’accordo. Successivamente trova impiego come commessa in un negozio di Via Bayle a Cagliari: al fine di poterla incontrare più spesso, Gianni trova un nuovo impiego e si fa assumere come autotrenista, prima di assolvere agli obblighi di Leva a Piacenza, dopo aver fatto il Car a Fano.

L’unici gennaio del 1959, dopo sette anni di fidanzamento, si sposano nella Cattedrale di Castello.

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