Giave

Apre i battenti l’Istituto San Michele

Domenica scorsa l’inaugurazione della struttura dopo 29 anni di attesa

Apre i battenti l’Istituto San Michele

Di: Antonio Caria


Dopo 29 anni di attesa,  ha aperto le sue porte a Giave l’Istituto San Michele. La cerimonia si è svolta domenica 2 giugno, giornata dedicata alla festa della Repubblica.

Alle 10.00 il parroco Don Pietro Faedda ha celebrato la S.Messa che è stata accompagnata dal Coro Paulicu Mossa di Bonorva. Subito dopo è partito il corteo in direzione del caseggiato. 

Presente l’Amministrazione comunale, in testa la Sindaca Maria Antonietta Uras con il suo vice Luciano Faedda, l’assessore Maria Stefanelli e i Consiglieri Gavino Figos, Tonino Spissu e Giovanna Delogu.

A loro arrivo Don Pietro ha dato la benedizione alla Casa di riposo mentre la prima cittadina ha tagliato il nastro tricolore con a fianco i dirigenti della Società Platamona, Giovanni Battista Serra e Simona Pilo.

La Uras  ha iniziato il suo discorso parlando della importante Festa della Repubblica. Un saluto è andato anche Gian Mario Corda, figlio di uno dei soci fondatori. La Uras ha anche letto un messaggio arrivato via mail dall’ex ministro dell’interno Giuseppe Pisanu.

Tra gli interventi, anche quello dell’ex Presidente del Consiglio Regionale Giacomo Spissu , che ha ricordato il suo importante intervento per l’Istituto quando era in carica, al momento del suo acquisto. Un grazie è andato anche agli ex sindaci Amedeo Scodino e Giuseppe Deiana, tutti Amministratori che hanno aggiunto un tassello importante alla storia travagliata dell’Istituto.

Il Dottor Nicola Addis, attuale Presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia di Sassari ha spiegato l’importanza di un “Istituto all’avanguardia,bello e spazioso come questo, al centro del Meilogu e della Sardegna”.

Il Professor Marco Spissu ha rimarcato l’idea della nascita Istituto da parte del Cavalier Lintas, anche lui socio fondatore, mentre il dottor Antonello Zanza ha ricordato che da quando era sindaco lui a Bonorva e in Comunità Montana si parlava dell’apertura di questo Istituto.

La casa di riposo era stata ideata e costruita per opera di tre concittadini giavesi, Don Giovanni Maria Campus, il Cavalier Michele Lintas e l’ Onorevole Professor Michele Corda, tutti e tre deceduti, che l’avevano battezzata come Istituto San Michele.

Nel corso degli anni la struttura ha avuto bisogno di varie opere di adeguamento. Come ha dichiarato la prima cittadina “Rimane la passerella che dal Viale Italia porta all’interno dei locali da mettere a norma in quanto è stata dichiarata interdetta da VVFF, nonostante la precedente Amministrazione abbia speso una notevole somma per realizzarla. Già indicata in bilancio la somma per sistemarla ma al momento l’ingresso avverrà dal cancello centrale”.

Due i moduli operativi: Una parte accoglierà una comunità alloggio destinata ad ospitare anziani auto sufficienti mentre l’ altra una comunità integrata per utenti non auto sufficienti. Complessivamente, la struttura potrà accogliere fino ad un massimo di 48 utenti

“Gli ospiti – ha spiegato ancora la Uras – potranno godere di un ambiente nuovo e ben organizzato, completo di tutte le sue parti, con camere doppie e singole, tutte corredate di bagno in camera a norma, luminose e dotate di ogni confort; di spazi comuni, come ampie sale di pranzo, salette con televisore, palestre per attività motorie e riabilitative, soggiorno e sala ristoro, una biblioteca e uno spazio multimediali con personal computer e musica, sono accoglienti e funzionali per svolgere le varie attività ludico ricreative”.

All’interno, oltre agli uffici direzionali e alla stanze per il personale, una lavanderia, una cucina ultrà moderna e una cappella che è stata donata da Monsignor Lauro Nurra insieme a un pulmino per disabili..

La struttura dispone anche di alcuni pulmini attrezzati per l’eventuale trasporto degli ospiti in nosocomi per effettuare visite mediche o pellegrinaggi.

I servizi offerti saranno disponibili non solo per gli ospiti ma anche per altre fasce di utenti, con possibilità di richiesta di solo pernottamento, dispensazione di pasti a domicilio in collaborazione con i servizi sociali del Comune, organizzazione eventi, laboratori e attività sociali in genere.  

Le rette da pagare mensilmente saranno calcolate in base alla certificazione Isee e comunque per i residenti saranno di circa 1.300 euro e per i non residenti di 1.600 euro circa.

Chi volesse lavorare in Istituto, venerdì 7 giugno dalle 10.00 alle 12.00. presso il Centro sociale , la Società di gestione Istituto, accoglierà le persone  che dovranno portare in copia il curriculum con carta identità, scheda anagrafica aggiornata, e i attestati in possesso (educatori, oss, osa, cuochi ecc).

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