Porto Cervo

Chirurgia protesica dell’anca, esperti a confronto in Costa Smeralda

Giovedì 16 e venerdì 17 maggio al Cala di Volpe una conferenza finalizzata alla formazione dei giovani chirurghi in ortopedia delle Università di Sassari e Cagliari

Chirurgia protesica dell’anca, esperti a confronto in Costa Smeralda

Di: Antonio Caria


Approfondire i temi principali della chirurgia protesica dell’anca, oltre che dare anche ai chirurghi più giovani e agli specializzandi l'opportunità di focalizzare le problematiche, ampliare e approfondire le conoscenze, migliorare il processo decisionale e le competenze chirurgiche. 

È questo l’obiettivo del convegno, dal titolo “La Chirurgia protesica dell’anca: fra tribologia, design e superfici”, promosso dall'unità operativa complessa di Clinica Ortopedica dell'Aou di Sassari diretta dal professor Carlo Doria e in programma il 16 e 17 maggio all'Hotel Cala di Volpe a Porto Cervo.

Sono previste cinque di lavoro: due nella giornata del 16 maggio e tre venerdì 17 maggio. Nella prima giornata, inoltre, al termine delle due sessioni sono in programma due letture magistrali: la prima del professore Paolo Tranquilli Leali dal titolo “«Panta Rei…..» Tribologia e protesi articolari: riflessioni sul divenire”; le seconda invece del professor Paolo Savona dal titolo “Algoritmi ed alchimie dell’Economia globale”.

“La chirurgia protesica dell’anca –  ha sottolineato Doria – permette di intervenire nei casi più avanzati di degenerazione dell’articolazione per i quali sono controindicati oppure non hanno avuto successo i trattamenti conservativi. Nella sua forma corrente, la sostituzione totale dell’anca è una delle operazioni di maggior successo della moderna chirurgia ortopedica poiché consente ai pazienti, affetti da patologie invalidanti, di migliorare la qualità di vita ripristinando la funzionalità articolare e abolendo la sintomatologia dolorosa”.

Una branca, quella della chirurgia protesica dell’anca, che necessità di un lungo apprendimento. «Ecco perché l'apertura dell'evento ai giovani chirurghi e agli specializzandi – ha aggiunto il docente – così che approfondiscano le conoscenze sugli impianti, sul patrimonio osseo e sull’anatomia del sito chirurgico per garantire il miglior risultato clinico e la più lunga sopravvivenza dell’impianto».

Il corso è riservato a medici specialisti in Medicina Fisica e Riabilitazione, Medicina dello Sport, Ortopedia e Traumatologia nonché ai dottori in Fisioterapia e Scienze Infermieristiche.

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