Giave

Giave. Nuovo “No” alla variante del tracciato ferroviario Bonorva-Torralba

La Sindaca Maria Antonietta Uras: “Insignificante in tutti i sensi”

Giave. Nuovo “No” alla variante del tracciato ferroviario Bonorva-Torralba

Di: Antonio Caria


Nuovo “No” del Comune di Giave alla variante del tracciato ferroviario Bonorva-Torralba. La Sindaca Maria Antonietta Uras ha inviato una nota alla Direzione Generale della Difesa dell’Ambiente, all’Assessorato all’Ambiente regionale e, per conoscenza, al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare (Commissione tecnica e verifica di impatto ambientale e Direzione Generale per le valutazioni ambientali), per esprimere tutte le sue criticità.

Ciò fa seguito alla stesura di una relazione per la protezione ambientale, naturalistica e delle emergenze archeoligiche della Valel dei Nuraghe, dove vengono specificate le criticità dell’opera.

“Posto che gli importi destinati da RFI alla rete sarda, confrontati con la totalità dell’investimento destinato al resto della nazione, sono cosa ben miserevole – si legge nel documento –, si rileva l’ulteriore atteggiamento di poca attenzione verso la Regione Sardegna, e la sua popolazione, che si concretizza nel fatto che il Ministero ha sottratto alla competenza regionale la valutazione del progetto contrariamente alla prassi consolidata”. 

“L’approccio forse un po’ superficiale –  si legge ancora nella relazione – ci sembra poterlo dedurre anche dalla distribuzione delle somme: si rileva infatti che la percentuale delle somme per lavori sia minore del 50% del totale, mentre quella delle somme a disposizione risulta superiore al 50%; si tratta di una situazione tutt’altro che consueta e piuttosto bizzarra e che fa la pari con la considerazione che l’intervento consentirà un risparmio di soli 4 minuti! Ci sembra veramente difficile da accogliere nell’ambito della ragionevolezza dal momento che la proposta non potrebbe reggere ad una attenta, e disinteressata, analisi del rapporto costi/benefici”.

Il pericolo, a detta della Sindaca, è che il progetto possa “Deturpare irrimedialbilmente” il patrimonio archeologico presente nella Valle dei Nuraghi.Inoltre, come aveva ribadito nel corso della manifestazione, «Il tracciato dovrebbe passare in mezzo alle aziende agricole e ciò costituisce un danno maggiore».

Alcune criticità “Di natura urbanistica e paesaggistica” vengono espresse anche dalla Direzione Generale della pianificazione urbanistica territoriale e della vigilanza edilizia dell’Assessorato regionale degli Enti locali, Finanze e Urbanistica “Da risolversi mediante un approfondimento del tipo di interferenza o un’eventuale rivisitazione del tracciato ferroviario”.

Sempre nel corso del corteo del 12 gennaio la Uras aveva parlato di “Spreco di soldi” mentre l’Assessore all’Agricoltura, Giovanni Nuvoli aveva posto l’accento sul fatto che Ci vogliono togliere la stazione approvando la costruzione di questo nuovo tratto ferroviario. Per risparmiare un paio di minuti vogliono spendere tanti soldi e creare”.

L’auspicio della Uras è che “Il buon senso delle persone, di amministratori e di enti, blocchi il progetto e spenda i soldi in opere più importanti di cui la Sardegna ha bisogno in questo momento”.

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