Sassari

“Il cane Fuego vivrà”

L’annuncio arriva dai medici: “Reagisce bene alle terapie e ogni giorno fa un passo in più verso la guarigione”

“Il cane Fuego vivrà”

Di: Antonio Caria


“Fuego vivrà”. È questo l’annuncio arrivato direttamente dai medici dell’Ospedale didattico veterinario dell’Università degli Studi di Sassari, che si stanno occupando del cane dal 2 aprile.

Due settimane di passione e di cure che a dir la verità non si sono ancora concluse. “Ci vorranno ancora 2-3 settimane di trattamento, in particolare per le ustioni”, ha spiegato la Direttrice sanitaria della struttura, la professoressa Maria Lucia Manunta. 

Il quadro clinico non era incoraggiante: quando Fuego è arrivato in ospedale, praticamente su ogni parte del corpo aveva estese bruciature, frutto della cattiveria umana: sull’inguine, sul dorso, sul naso e sulle orecchie; il fuoco ha anche cancellato i suoi baffi.

Grazie alla collaborazione degli specialisti del Centro Ustioni dell’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari, che lo seguono fin dall’inizio, molte ustioni si stanno risolvendo: “Sull’inguine –   si legge nel comunicato –  è già comparso il tessuto cicatriziale, e così piano piano sul resto del corpo. La zona più critica è il collo, ma nel complesso le condizioni sono stabili e i miglioramenti sono evidenti”.

“Reagisce bene alle terapie – aggiungono  – e ogni giorno fa un passo in più verso la guarigione. Ormai si alimenta da solo e fa brevi passeggiate nel giardino dell’ospedale. Continuiamo con i liquidi, gli antibiotici e gli analgesici, ma riducendo gradualmente le dosi”. Il meticcio, giovane adulto di circa un anno, è completamente avvolto in un bendaggio che serve a far penetrare le pomate nella pelle e che contribuisce a scaldarlo. Uno degli effetti collaterali è infatti il freddo percepito dall’animale: È  come se fosse nudo”.

Sulla sua gabbietta, oltre al foglio delle terapie, compaiono anche una bustina di “caramelle”, crocchette sfiziose che il cagnolino ha ricevuto in dono nel corso di una avvincente gara della solidarietà che continua tuttora.

“Tantissime persone ci chiedono come possono contribuire – concludono dall’ospedale –, e noi diciamo che bastano pomate cicatrizzanti e un po’ di cibo”. Eppure c’è chi vuole fare di più: offrire un contributo in denaro e adottare Fuego.

I contributi volontari in denaro vengono raccolti attraverso una raccolta che l’Università di Sassari. nel rispetto della normativa vigente. ha deciso di aprire anche per potenziare le attività di didattica e di ricerca del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell'Ateneo.

Numerosissime sono le richieste di adozione provenienti da tutta Italia: è stata superata da poco quota 80 e si viaggia verso il 100. “Se i fortunati fossero persone di questa zona, ci sarebbe il vantaggio di poter continuare a monitorare l’animale anche dopo l’adozione. Ma non decideremo noi: questo aspetto è gestito dal Comune di Sassari al quale stiamo trasmettendo i nominativi degli interessati”.

Per coloro che non riusciranno ad accogliere Fuego, tuttavia, il messaggio è chiaro: “Ci sono altri animali bisognosi di affetto e di cure”. Uno di questi è Prima, una cagnolina meticcia di pochi mesi completamente bianca, vittima di un investimento. Sembrava spacciata, ma ha prevalso l’istinto per la vita, sostenuto dalle cure dei medici, degli specializzandi, degli studenti e delle studentesse che arrivano da tutta Italia a Sassari per studiare Medicina veterinaria.

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