Buddusò

Avvolta nel mistero più fitto la morte agghiacciante di Diego Baltolu

Il corpo privo di vita del ragazzo è stato trovato riverso sui gradini davanti all'abitazione della fidanzata

Avvolta nel mistero più fitto la morte agghiacciante di Diego Baltolu

Di: Ansa - di Gian Mario Sias


Il corpo del fidanzato, con cui probabilmente le cose non stavano più andando bene, riverso sui gradini davanti all'abitazione in cui lei vive con la famiglia. La pistola accanto.

Un buco sul petto, causato da uno sparo a poca distanza. E’ la scena di fronte a cui si è trovata poco dopo le due di notte una giovane di Buddusò, la ragazza di Diego Baltolu, 19 anni di Alà dei Sardi. La sua morte, a distanza di ore, resta avvolta nel mistero più fitto e nel riserbo assoluto. I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Sassari e quelli della compagnia di Ozieri hanno ascoltato diverse persone e raccolto ogni elemento da sottoporre ad analisi o a riscontro.

Per ora, nessuno sembra essersi accorto di quello sparo nel buio della notte fonda. Gli investigatori, coordinati dalla pm Beatrice Giovannetti della Procura di Sassari, attendono elementi dall'autopsia: sarà eseguita lunedì nel Dipartimento di Patologia forense dell'Università di Sassari dal medico legale Salvatore Lorenzoni. Servirà per capire a che ora è morto Baltolu. Gli operatori del 118, arrivati sul posto, gli hanno steso sopra una coperta termica che ha mantenuto caldo il corpo, facendo fluttuare l'orario del decesso tra mezzanotte e le due del mattino.

Ci sarebbe una bella differenza, perché potrebbe significare che il cadavere del giovane è stato lì per oltre due ore, senza che nessuno intervenisse o si accorgesse di nulla. Ma servirà anche per inquadrare meglio gli indizi raccolti sin qui e per dissipare i dubbi sull'ipotesi - meno probabile ma ancora non scartata - del suicidio, come lascia pensare la presenza dell'arma accanto al corpo di Baltolu. Quella pistola con matricola abrasa potrebbe anche essere appartenuta alla vittima. Carabinieri e Procura scavano nel passato del giovane, che viveva ad Alà e fino a qualche tempo fa gestiva un bar, ma che attualmente risultava disoccupato.

Il ragazzo aveva un temperamento forte, ma non aveva precedenti significativi, solo qualche zuffa e qualche accusa di lesioni, quando ancora era minorenne. Era figlio di Lucio Baltolu, 57 anni, che in ottobre, quando già era in carcere per reati connessi allo spaccio di droga, era finito nell'inchiesta della Dda di Cagliari su un traffico tra Campania e Sardegna.

Per gli inquirenti, l'uomo aveva legami stretti con alcuni esponenti della cosca scafatese che si erano rivolti a lui per definire l'arrivo e la gestione della droga nell'isola. 

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