Cagliari

Coldiretti Sardegna: «Torna l’incubo della blue tongue»

Battista Cualbu: «Molto preoccupati per questo nuova epidemia»

Coldiretti Sardegna: «Torna l’incubo della blue tongue»

Di: Antonio Caria


 In Sardegna ritorna l’incubo della Blue Tonge. A dirlo è la Coldiretti Sardegna che ha sottolineato come il timore sia dato dal sierotipo 3 che è stato rilevato dal centro di referenza di Teramo che, si presume, sia arrivato dal Nord Africa.

Per questo motivo, la Coldiretti Sardegna ha inviato una lettera all’Assessore regionale della Sanità, Luigi Arru, per manifestare tutta la propria preoccupazione per questo nuovo rinfocolamento che rischia di danneggiare soprattutto il settore bovino con il blocco delle esportazioni.

Una decisione motivata dal fatto, a loro giudizio, gli allevatori sardi esportano la maggior parte dei propri vitelli fuori dalla Sardegna vista la mancanza di centri di ingrasso. A loro modo di vedere «Il blocco delle movimentazioni oltre al non rispetto dei contratti in essere crea non pochi problemi agli allevatori che si ritroverebbero ad avere ulteriori spese per il mantenimento degli animali che nel frattempo crescono e non rispettano più gli standard contrattuali». 

In aggiunta «L’isola è interessata dall’epidemia della blue tongue da ormai 15 anni, nel corso dei quali ci sono state diverse ondate virulente che hanno da una parte decimato le greggi e dall’altra bloccato l’esportazione dei bovini oltre Tirreno».

«Siamo molto preoccupati per questo nuova epidemia – ha dichiarato il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -, anche perché purtroppo conosciamo bene le conseguenze. Per questo abbiamo scritto all’assessore alla Sanità manifestando la nostra preoccupazione e chiedendo la massima attenzione e monitoraggio perché con il blocco delle esportazioni sono a rischio milioni di euro in un periodo positivo per il settore dopo la firma di contratti di filiera vantaggiosi».

Luca Saba (Direttore di Coldiretti Sardegna) ha rimarcato come “Alla Regione abbiamo chiesto di intervenire immediatamente con l’arrivo e l’implementazione dei vaccini per i sierotipi 1 e 4 che continuano ad essere presenti. Mentre per quanto riguarda il sierotipo 3, per il quale manca il vaccino, chiediamo di poter utilizzare l’esame PCR (analisi del sangue indicatore generale di un’infiammazione) per aprire le frontiere e poter esportare».

Alla Regione è stato un intervento presso il Ministero della Salute affinché favorisca con le Regioni di destinazione dei bovini degli accordi che riconoscano i protocolli sanitari sardi. E la possibilità di consentire la movimentazione in un periodo stagionalmente libero (da dicembre a marzo), quando è assente il vettore di contagio.

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