Cagliari

Pili: “Disastro nelle campagne, i pesci intasano le reti irrigue”

Da Elmas a Monastir, bloccata la distribuzione dell’acqua

Pili: “Disastro nelle campagne, i pesci intasano le reti irrigue”

Di: Alessandro Congia


«Pesci a valanga nelle reti, ma non quelle dei pescatori. Ad essere intasate da migliaia di pesci sono le reti irrigue che portano l’acqua nelle campagne del cagliaritano, da Elmas ad Assemini, passando per Monastir e San Sperate. Il disastro corre nelle reti irrigue che da lunedì sono bloccate lasciando a secco le campagne per l’ennesimo duro colpo al mondo agricolo». 

La denuncia è del leader di Unidos Mauro Pili che ieri ha incontrato gli agricoltori del comprensorio irriguo che avevano chiesto il suo intervento per verificare la situazione, denunciare i gravi danni al comparto e sollecitare un rapido intervento di ripristino della distribuzione. 

«Si tratta di una situazione al limite del paradossale – afferma Pili - se non ci fosse di mezzo l’ennesima gestione avventata della risorsa idrica in Sardegna. Aver scelto di immettere nelle reti irrigue acqua non idonea, aspirando e intubando migliaia di pesci, rappresenta l’ennesima dimostrazione di un governo irriguo ben oltre il limite della decenza. Il danno per le campagne è gravissimo soprattutto in un momento in cui le temperature rendono indispensabile un intervento irriguo per salvaguardare colture di ogni genere, dalle ortive alla produzione dei prati verdi. Un disastro che lascia esterrefatti per la superficialità con la quale è stata attivata la distribuzione di acqua totalmente inidonea in grado di intasare con pesci l’intero sistema di distribuzione irrigua di interi comprensori agricoli. Gli agricoltori già stremati dalle avverse condizioni climatiche devono ora patire questa chiusura della distribuzione senza conoscere i tempi del ripristino. Secondo quanto riferito da alcuni operatori l’approvvigionamento idrico sarebbe avvenuto dal lago del Simbirizzi senza nessuna preventiva verifica della qualità delle risorse irrigue e soprattutto senza aver verificato che nella canalizzazione dell’acqua in rete non finissero una valanga di pesci che ha finito per intasare tutta la rete distributiva. Questo episodio è la conferma, così come avevo denunciato nei mesi scorsi le perdite d’acqua nella rete di quel comprensorio, di una gestione irrigua dissennata senza alcun rispetto del lavoro degli agricoltori della zona. A questo si aggiunge il rischio di aver immesso in rete acqua grezza senza aver verificato i rischi batteriologici della stessa considerato l’uso anche in campo ortofrutticolo». 

 “I tecnici del consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale – ha proseguito Pili – devono individuare tutti i punti di blocco della rete in seguito all’intasamento dovuto ai pesci aspirati dalla captazione dell’acqua e dovranno aprire le condotte con mezzi meccanici, sezionare e liberare le condotte. Una negligenza che costerà cara agli agricoltori ma anche alle finanze del Consorzio visto il pericolo che le condotte debbano essere sezionate in più punti per poterle liberare dai pesci che si sono costipati all’interno delle reti. Una situazione incredibile frutto ancora una volta di una paradossale gestione del sistema irriguo e idrico della Sardegna. Una regione incapace di gestire un bene primario come l’acqua a tal punto da essere riuscita a far arrivare i pesci nelle campagne! Roba da dilettanti allo sbaraglio”.

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