Cagliari

Lauree ad honorem, l'Ateneo cagliaritano premia due luminari: Yung-Chi Cheng e Péter Mátyus

Questa mattina l'evento promosso dall'Università di Cagliari

Lauree ad honorem, l'Ateneo cagliaritano premia due luminari: Yung-Chi Cheng e Péter Mátyus

Di: Alessandro Congia


L’Università degli Studi di Cagliari ha conferito la laurea magistrale honoris causa in Biologia Cellulare e Molecolare al prof. Yung-Chi Cheng, nato in Gran Bretagna il 29 dicembre del 1944, e la laurea magistrale honoris causa in Farmacia al prof. Péter Mátyus, nato a Budapest il 29 maggio del 1952. Si tratta dei primi titoli honoris causa conferiti dall’Ateneo cagliaritano durante il mandato rettorale di Maria Del Zompo. 

Le proposte di conferimento – formulate dalla Facoltà di Biologia e Farmacia, presieduta da Enzo Tramontano e approvate dal Senato accademico - trovano fondamento nelle rilevanti carriere scientifiche dei due docenti, illustrate questa mattina da Anna Maria Fadda, direttrice del Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente. 

Nello specifico il prof. Yung-Chi Cheng si è distinto per un’intensa attività di ricerca su aspetti di rilievo nei settori indagati e un’intensa attività di consulenza scientifico-editoriale conseguendo prestigiosi riconoscimenti scientifici a livello internazionale. Le convergenze tra la medicina occidentale e la medicina cinese tradizionale sono state al centro della sua lectio magistralis. 

Il prof. Péter Mátyus – che ha invece tenuto una lectio sulla scoperta di nuovi farmaci - si è distinto per una ricca produzione scientifica e per avere individuato soluzioni innovative nella ricerca di settore nonché per un’importante attività di didattica della ricerca e di formazione per la ricerca avanzata a livello internazionale. 

“Si tratta di due lauree molto importanti – ha detto il Rettore, Maria Del Zompo – E’ importante interagire su temi così impegnativi, e scoprire per esempio punti di contatto tra la medicina occidentale e quella tradizionale cinese: oggi c’è la tendenza a recuperare valori antichi per camminare verso il moderno. Quanto alla scoperta di nuovi farmaci, oggi le multinazionali si stanno ritirando dalla ricerca sulle malattie neurodegenerative: diventa allora fondamentale la ricerca accademica. Urgono modifiche alle normative nazionali ed europee, perché la ricerca in accademica ha bisogno di essere finanziata con determinazione in modo da risolvere importanti patologie”. 

“La medicina del futuro è una ‘WE medicine’, una medicina del noi – ha spiegato il prof. Yung-Chi Cheng, durante la sua lectio - Le nuove generazioni dovrebbero riflettere sui nuovi percorsi che la collaborazione tra la medicina occidentale e la medicina tradizionale cinese potrebbe aprire”. Il professore ha poi fatto riferimento all’utilizzo delle erbe in Sardegna, che potrebbe diventare una strada da percorrere per elaborare nuovi farmaci, sulla base di quanto già avviene nella medicina tradizionale cinese. 

“La creatività è un punto di forza della ricerca accademica nella creazione di nuovi farmaci – ha sottolineato il professor Peter Matyus - Una sinergia tra l'industria farmaceutica e la ricerca universitaria è necessaria per sfidare e mettere in discussione vecchi dogmi della ricerca farmacologica e compiere dei passi avanti”. Il docente ha infine sottolineato la stretta collaborazione in corso in particolare con Micaela Morelli e Elias Maccioni, entrambi docenti dell’Università di Cagliari. L’esibizione con le launeddas del gruppo musicale “Cuncordia a launeddas” ha concluso la mattinata.

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