Guspini

Cambas de linna. Alla scoperta della maschera di Guspini

L’origine risale ai primi anni del 1950

Cambas de linna. Alla scoperta della maschera di Guspini

Di: Valentina Vinci


Cambas de linna, in Italiano gamba di legno, è il nome della maschera tipica di Guspini, Medio Campidano. La maschera è caratterizzata dall’utilizzo di trampoli che raggiungono anche un metro e dieci di altezza, una maschera sul viso, un abito di juta e un drappo rosso attorno al capo e in vita.

 

L’origine risale ai primi anni del 1950, due giovani ragazzi di Guspini, Pierino Loi e Vincenzo Sanna dopo una giornata alla festa di Santa Maria Acquas, a Sardara, rimasero impressionati positivamente da un trampoliere che faceva parte dello spettacolo circense di Buffalo Bill.  Tornati a casa decisero di cimentarsi in questa arte tipica del teatro di strada.

I due giovani guspinesi costruirono i trampoli con dei pezzi di legno utilizzati per asciugare il formaggio e decisero di fare la loro prima uscita ufficiale in occasione del carnevale, dipingendosi il viso di nero per non farsi riconoscere e utilizzando degli abiti vecchi. Per circa due o tre anni parteciparono al carnevale guspinese, ci sono alcune fotografie che li ritraggono durante la festa de L’Unità a Guspini.  Queste poche uscite hanno però lasciato un segno indelebile nella memoria dei guspinesi: “A Guspini sono molti coloro che raccontano di averli visti durante la loro giovinezza- racconta Federico Saba, uno dei membri del gruppo Cambas de linna- qui è il caso di quando storia e leggenda si intrecciano, negli anni ’50 qualcuno di questi non era neanche nato! Ma ciò che è importante è che in molti hanno memoria di questa maschera”.

Per oltre quaranta anni questa tradizione si è persa fino agli anni novanta quando al centro di aggregazione sociale di Guspini, Ante Litteram, gestito dall’associazione Riverrun teatro  di Cagliari tra i vari laboratori viene organizzato quello di trampoli finalizzato ad uno dei festival teatrali che venivano organizzati a Montevecchio in quegli anni: siamo nel 1997 e un bel gruppo di giovani ragazzi si appassiona all’arte dell’utilizzo dei trampoli. Grande merito va poi alla Pro loco di Guspini che alla fine degli anni ’90 ha intitolato il carnevale guspinese Is cambas de linna, recuperando vecchie fotografie si è cercato di riportare la figura del Cambas de linna nel carnevale del piccolo centro del medio campidano.  Nel 2000 Mirko Ariu e Federico Saba fondano l’associazione culturale Gli argonauti e riportano stabilmente la figura dei trampolieri nel carnevale guspinese: all’inizio però gli abiti erano sempre diversi, per circa dieci anni gli abiti utilizzati sono stati i più vari, ispirati ai temi carnevaleschi o prendendo spunto da autori sardi: “Un anno ci siamo ispirati allo scrittore e giornalista Sergio Atzeni con Passavamo sulla terra leggeri- continua Federico- erano sempre abiti che duravano solo un anno”.

Meno di dieci anni fa è nato il costume ufficiale de Is cambas de linna a opera di Mirko Ariu e Cristian De Logu: ispirato alla tradizione agropastorale della Sardegna, si è scelta la juta, le canne, le campane e il fazzoletto rosso. Da allora questo è l’abito con il quale è possibile vedere questa maschera nelle sfilate del Carnevale guspinese ma non solo: il gruppo ha partecipato proprio pochi giorni fa al carnevale siciliano A maschira a Cataffi e da anni è ormai nel circuito delle maschere tradizionali della Sardegna.

Nel 2014 tramite l’associazione di Mirko Ariu Circo Manoamano grazie ad un bando del Banco di Sardegna sono stati organizzati i primi corsi gratuiti a Guspini per imparare l’arte dei trampoli.

 “Siamo molto felici di aver formato un gruppo stabile- conclude Federico Saba – quello che ci piacerebbe è riuscire ad aprirci anche ai giovani ragazzi, nella associazione ci sono anche donne di cinquanta anni che ci sono messe in gioco a questa età, con ottimi risultati”.

Vi aspettano martedì 13 febbraio a Guspini per l’apertura della sfilata che porta il nome Is Cambas de linna e sabato 17 febbraio per il Carnevalinas, domenica 18 a Sinnai.

Foto gentilmente concesse da Federico Saba

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