Cossoine

Bilancio 2017 della Pro loco “Bastiano Unali”: la relazione del presidente Piero Foddanu

Nei giorni scorsi l’approvazione del conto consuntivo

Bilancio 2017 della Pro loco “Bastiano Unali”: la relazione del presidente Piero Foddanu

Di: Antonio Caria


Pubblichiamo integralmente la relazione del presidente della Pro loco Bastiano Unali di Cossoine, Piero Foddanu, sulle attività svolte nel 2017.

Cari Associati,

nel relazionare l’attività svolta nel corso del 2017, dobbiamo anzitutto annoverare un progetto importante ovvero l’avvio di un protocollo di intesa fra la nostra Pro Loco, il Parroco Don Peppino Lintas e l’Arcivescovo Padre Paolo Atzei per la gestione della Casa Parrocchiale, con l’obiettivo di valorizzare la struttura e destinare gli spazi a iniziative socio-culturali.

La convenzione d’uso prevede la durata di un anno ma la stessa potrà essere rinnovata per lo stesso periodo, qualora sussistano le condizioni, fino al subentro di un nuovo parroco. L’accordo prevede l’utilizzo per attività di riunione, promozione turistica, visita guidata al museo di arte sacra, mostre estemporanee, proiezioni, rassegne culinarie, rassegne d’arte, incontri musicali, incontri tematici, incontri giovanili, spettacoli culturali, animazione sociale e quant’altro. Negli auspici dell’Associazione e del Parroco, la volontà di dare nuovo respiro alla struttura e consegnarla alla popolazione quale spazio da vivere, fulcro di attrattive culturali, aggregative e sociali. A cominciare dal museo di arte sacra, centro espositivo del patrimonio religioso e liturgico, contenente paramenti ecclesiastici e vari oggetti sacri: quadri, calici, libri, statue, documenti e quant’altro.

Il mese di febbraio ha dato l’avvio a un progetto di collaborazione con l’Associazione Culturale Sarda Grazia Deledda di Pisa, in prosecuzione con l’avviato progetto di commemorazione della Grande Guerra, nel centenario della Strafexpedition, iniziato nel 2016 con lo Spettacolo teatrale, “La Memoria e il Silenzio”. Nella tappa a San Giuliano Terme presso Pisa, il progetto ha raccolto fiumi di applausi e suscitato commozione. I tanti conterranei accorsi all’Associazione Culturale Sarda “Grazia Deledda” sono rimasti quasi senza parole di fronte all’interpretazione, alle musiche, all’accostamento dei testi e dei filmati portati in scena dalla nostra Associazione e dagli studenti del Liceo Scientifico di Pozzomaggiore.

Presente anche la Pro Loco di Siligo, abbiamo portato i saluti dei paesi interessati al progetto – Cossoine, Pozzomaggiore, Bonorva – e sottolineato l’importanza di perpetrare nel tempo l’esperienza dei fanti caduti in battaglia, quale monito per la futura convivenza e tolleranza fra i popoli. Gianni Deias, Presidente dell’Associazione ospitante “Grazia Deledda” Pisa, ha condannato la guerra quale dramma per l’umanità intera e, al di là dei riferimenti temporali, ha ricordato i tanti profughi attualmente in fuga dai moderni conflitti, ai quali vanno riservati ponti e non muri.

Pierangela Deriu, Vicepresidente del “Grazia Deledda”, si è compiaciuta del grande lavoro svolto e del tentativo, riuscito nel Mejlogu, di aggregare le diverse realtà in progetti comuni.

Antonio Deias, Presidente dell’Associazione Culturale Sarda Quattro Mori di Livorno, ha manifestato stupore di fronte a un progetto - a suo avviso di una straordinarietà unica - esempio per le nuove generazioni e guida nella riflessione sugli accadimenti attuali.

Francesca Concas, Vicepresidente dell’Associazione Culturale Sardi in Italia di Firenze, ha posto l’accento sul titolo del progetto e ha sottolineato l’importanza di non far spegnere la memoria, in quanto mezzo efficace per evitare il ripetersi dei conflitti.

La Memoria e il Silenzio ha lasciato anche spazio a numerosi contributi e riflessioni degli spettatori, alcuni dei quali – visibilmente emozionati - si sono rivisti in esperienze dirette, altri in ricordi legati alle proprie ascendenze; è il caso di Diego Sechi di Santulussurgiu, paracadutista dell’esercito italiano in Somalia o Maria Gaias di Burgos, insegnante in pensione e autrice di vari seminari di educazione alla pace. Quest’ultima in particolare, nel comunicare d’essere in sede di passaggio per precedenti impegni, ha affermato di non aver potuto evitare di trattenersi, di fronte alla capacità interpretativa dei ragazzi coinvolti nel progetto. “Da insegnante, pur conoscendo la storia” – ha detto – “sono rimasta scioccata dalle immagini, dai testi, dal racconto in se, e non sono neppure riuscita ad applaudire perché mi sembrava di interrompere un momento sacro”. Quindi si è rivolta direttamente ai ragazzi e nel condannare chi superficialmente giudica le nuove generazioni, li ha ringraziati per la giusta sensibilità dimostrata nell’aver aderito a un progetto complesso, portatore di pace, e per aver ben coltivato l’ascolto dell’anima, propria e di chi non è più presente. Nell’invitarli a restare tali, senza imitare i tanti difetti degli adulti, ha quindi lanciato un appello affinché le scuole possano accogliere il progetto, altamente educativo e stimolante.

I ragazzi, accompagnati dal Prof. Gavino Pinna, hanno ascoltato con interesse le numerose attestazioni di stima loro rivolte, si sono sentiti partecipi attori dell’esperienza dei fanti e hanno altresì interiorizzato la responsabilità della “memoria” che raccontano e che hanno il dovere di trasmettere.

Nell’occasione è stato anche siglato un progetto di alternanza Scuola-Lavoro con il Liceo Scientifico di Pozzomaggiore, nell’ambito di Tourisma, il Salone Internazionale dell’Archeologia, e del Salone del Libro, Firenze Libro Aperto. L’evento - in collaborazione con Carlo Delfino Editore - è stata l’occasione per introdurre gli studenti al mondo del turismo culturale, spiegare loro le modalità di approccio al settore e le possibilità di crescita insite nel marketing relazionale e propositivo. In questo i ragazzi hanno incontrato la disponibilità di Piero Angela, noto divulgatore scientifico, il quale, insieme al figlio Alberto, ha presentato loro uno strumento nuovo nel campo culturale: il restauro con la luce. Nel percorrere un paralellismo proposta-effetto con La Memoria e il Silenzio, Piero Angela ha spiegato come sia stato possibile suscitare interesse nel visitatore attraverso la ricostruzione grafica dei siti archeologici, semplicemente dando vita ai monumenti. Allo stesso modo, nel ridare vita ai fanti della Brigata Sassari, gli studenti hanno scatenato nel pubblico le stesse emozioni trasmesse da Piero Angela nella ricostruzione virtuale della quotidianità nei Fori Imperiali. E’ sempre Piero Angela a raccontare loro la propria vita da studente e a ricordare quanto si annoiasse a scuola e ancor di più nei musei. Questo perché la comunicazione era molto carente e totalmente incapace di suscitare interesse. Abbiamo un cervello fatto in un certo modo – ha detto – per cui è l’emotività che attrae l’attenzione e di conseguenza la partecipazione. Una constatazione che ben ha spiegato l’emotività scatenata dal progetto sulla Grande Guerra. Ecco che il linguaggio- ha continuato Piero Angela - è la chiave esatta per la serratura giusta, basta solamente tradurre dall’italiano all’italiano. I ragazzi lo hanno ascoltato con interesse e ammirazione, altresì trasportati dal genio di Alberto Angela nel suo viaggio nella Gioconda di Leonardo. Il progetto di alternanza ha fatto loro capire che una semplice passione può anche diventare professione, naturalmente con la serietà, l’applicazione e lo studio, ingredienti base per la crescita professionale. Nel suo intervento, il Ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, ha posto l’accento sull’importanza di investire non soltanto denari ma anche cultura in tutti i siti archeologici italiani. Nell’ottica di una archeologia diffusa, ha sottolineato l’urgenza di valorizzare il patrimonio nazionale, anche al fine di allentare la pressione sui grandi monumenti, dotati di spazi ormai incapaci a contenere i molteplici numeri che il mondo globalizzato attrae.

Nel mese di marzoè stata realizzata una “Gita a S’Aspru”, ospiti del Mondo X di Padre Salvatore Morittu. Un lungo corteo di auto storiche ha percorso - il 26 marzo 2017 – il tratto stradale che da Sassari porta a Siligo, sulla strada che passa per Uri, Ittiri, Pozzomaggiore e Cossoine. Con la collaborazione dell’Associazione “Motori d’Epoca” di Sassari e del club 500 di Cossoine, è stato dato avvio a una staffetta di solidarietà verso i giovani ospitati in comunità. Dopo il ritrovo delle auto a Sassari, la carovana ha fatto tappa a Cossoine. Diversi modelli hanno sfilato per le vie del paese, alternati fra motori ruggenti e utilitarie raffinate: la fiat 500, l’alfa 33, l’Innocenti 112, la mini minor, la giulietta, e così via. Nell’occasione, sono stati presentati i murales “trompe l’oeil” del Maestro Angelo Pilloni, i bassorilievi in arte astratta dei Maestri Lendini e Abis, i monumenti, le chiese. Il parroco, Don Peppino Lintas, ha illustrato il museo di arte sacra e il lavoro di recupero di arte statuaria nella parrocchiale di Santa Chiara.

L’arrivo a S’Aspru ha visto una gara di regolarità fra tutte le auto, su un percorso sterrato, alternato a ostacoli. Immediatamente a seguire, Padre Morittu ha presentato la comunità Mondo X e l’attività di recupero della struttura residenziale, iniziata dopo la cessione dello stabile da parte della Curia di Sassari, inizialmente di proprietà dell’Ing. Murgia, diretto collaboratore di Benjamin Piercy, ideatore delle strade ferrate in Sardegna.

I giovani di Mondo X hanno ospitato i visitatori presso il refettorio e hanno preparato loro un ottimo pranzo a base di antipasti di terra, gnocchetti al sugo, pinzimonio, maialetto e agnello arrosto, frutta. Si è rimasti colpiti dall’organizzazione della struttura, dalle professionalità maturate all’interno, dalla gentilezza e dall’orientamento all’accoglienza. Particolare emozione ha destato l’intervento dei ragazzi, i quali, per il tramite del loro portavoce, Daniele, hanno sottolineato come la strada che conduce alla collina di S’Aspru abbia il magico potere di cambiare la vita a chi la percorre. E in effetti, in chi ci vive e in chi la visita, matura un sentimento di armonia col creato, un senso profondo di apprezzamento alla vita. Nella specialità pasticcera di una torta a forma di Lancia Delta Integrale, appositamente realizzata per l’occasione da Mondo X, sono piovuti gli applausi, lo scambio degli abbracci fra conoscenti, Padre Morittu e Don Lintas hanno coinvolto tutti nelle note di “NannedduMeu”.

Al pomeriggio, dopo la premiazione dell’auto più originale, si è conclusa la manifestazione con i saluti finali e un arrivederci - dalle associazioni ritenuto prossimo - nella cornice di una nuova iniziativa. Per il momento, ospiti e ospitanti hanno lasciato su per la collina un grande sentimento di familiarità e appartenenza, che ha unito tutti in un nuovo, meraviglioso legame.

Nel mese di aprile, in un salone parrocchiale gremito in ogni ordine di posto, l’Associazione ha presentato la prima dello spettacolo teatrale “L’America e l’Impero”. L’evento si preannunciava atteso, non solo dagli abitanti del paese ma anche dai residenti nel circondario, tutti accorsi, numerosi e curiosi, per il seguito de “La Memoria e il Silenzio”, il progetto sulla Grande Guerra che già aveva generato forti aspettative. E il pubblico intervenuto - attento e critico - non è rimasto certo deluso dalle straordinarie capacità interpretative degli studenti, dall’accuratezza dei testi, dalle musiche di scena, dalle immagini e dai video appositamente realizzati. Un evento dalla durata totale di circa tre ore - tra cerimoniale e spettacolo – comunque perfettamente in grado di catturare l’attenzione prolungata dello spettatore, rimasto in sala, addirittura oltre i titoli di coda. L’America e L’impero, come un Kolossal, ha saputo miscelare sapientemente le atmosfere del vivere quotidiano sotto la dittatura fascista, la Resistenza e la vita dei due personaggi cossoinesi, il pilota del P38 caduto a Mazzone e l’Anarchico, Giovanni Virgilio. Di corollario a una cornice teatrale, già di per se ricca di spunti e colpi di scena, la bocca dell’Orchestra, con il Maestro Antonio Manca al piano, Vittorio Vargiu al violino e la voce soprano di Sabrina Mura. Attraverso un laborioso lavoro di ricerca dei canti popolari dell’epoca, in certi casi addirittura ricostruiti in parte dei versi andati perduti, ha ripreso vita il canzoniere della radio, ai tempi strumento di propaganda ma anche di divertimento.

Un esordio di pregevole impatto ha introdotto il viaggio nelle Americhe del padre di Agostino Pani, partito da Cossoine nei primi anni dello scorso secolo e ricordato nella tradizione orale locale quale fratello dell’omonimo Agostino Pani, morto nel 1939 all’età di 77 anni. Malgrado l’assenza di una certezza documentata che il pilota alleato fosse realmente originario di Cossoine, la versione riportata con convinzione forte dagli anziani del paese ha convinto il pubblico, trascinato in una ricostruzione fedele dell’accaduto. Forte emozione anche per l’esperienza maturata da Giovanni Virgilio, in particolare il suo confino politico con Sandro Pertini – questa volta documentato – e la sua partecipazione, quale rivoluzionario, in episodi chiave della Resistenza.

Il progetto ha saputo coinvolgere i ragazzi, attenti e responsabili rispetto all’importanza del ruolo chiamati a impersonare: un eccezionale Edoardo Solinas - nei panni dei due personaggi cossoinesi- ha saputo trasportare i presenti all’interno dei viaggi migratori oltreoceano e negli episodi chiave, locali e nazionali, della guerra e della resistenza. Chiara Fadda ha illustrato efficacemente – quasi fosse un perfetto operatore radiofonico - la nascita dell’Impero Fascista e il suo definitivo tramonto. Andrea Sardu – con l’ilarità di chi a posteriori ha visto il Regime come una farsa – ha ripercorso il periodo autarchico e la propaganda mussoliniana. Maria Teresa Fais, impegnata nelle scene dell’indottrinamento e dell’assuefazione alla dittatura, ha saputo cogliere perfettamente il richiamo alla quotidianità del tempo. Grazia Fadda, con impostazione di lettura attenta e posata, ha ripercorso il periodo del consenso seguito alla nascita di Cinecittà. Danilo Galleri, con il richiamo del pubblico per mezzo di una parlata pacata e composta, ha ricostruito la battaglia del grano e le opere pubbliche imperiali. Fabiola Casule, con voce sopita e riflessiva, ha focalizzato l’attenzione sugli orrori della Risiera di San Sabba, unico campo di sterminio in Italia.

Alternati al pianoforte, Edoardo Solinas – studente di scuola civica di musica – e l’ormai navigato Egidio Campus, entrambi attenti nelle esecuzioni e nell’accompagnamento alle letture. La Regia è stata curata dalla Pro Loco di Cossoine, con la direzione progettuale di Alfredo Unali e il montaggio, gli accostamenti e le elaborazioni visive di Matteo Murru; alla fotografia Daniele Casula, l’allestimento scenico era di Tetta Rassu, Nanda e Luciana Sotgiu, mentre il coordinamento di produzione è stato affidato a Piero Foddanu, Presidente Pro Loco, con la collaborazione di Salvatore Unali e Mario Murru.

“Non me lo aspettavo. Una grande Pro Loco e dei grandi ragazzi; se continuate con questo impegno vi aspetta un futuro meraviglioso”. Così il Sindaco de La Maddalena, Luca Montella, dopo che tale spettacolo è stato proposto in occasione della Festa della Repubblica, dei 135 anni dalla morte di Garibaldi, dei 250 anni di fondazione della Città.

Le celebrazioni sono iniziate molto presto e sono proseguite senza sosta per tutto l’arco della giornata del 2 giugno, fra cerimoniali, interventi delle autorità civili e militari, l’omaggio ai caduti, il messaggio delle Istituzioni dello Stato - Presidente della Repubblica e Ministro della Difesa.

Per l’occasione, La Maddalena si è vestita a festa; ovunque fra i vicoli, il porto e i palazzi della storia riecheggiava un profondo senso di appartenenza italiana, enfatizzato dalla consapevolezza di trovarsi nell’ultima dimora di Garibaldi, grande protagonista dei processi di unificazione nazionale. I liceali hanno seguito tutte le celebrazioni con profondo senso del dovere, consci dell’importanza della ricorrenza e nella consapevolezza d’essere, essi stessi, parte di quei cerimoniali: lo scoprimento del nuovo busto in marmo e la consegna alla città dell’originale ritrovato di una lettera autografa di Garibaldi all’allora “Sindico” de La Maddalena; la deposizione delle corone nel monumento ai caduti e gli omaggi militari all’interno del Compendio Garibaldino; i concerti della sera all’insegna dell’Unità Nazionale.

Una vera e propria maratona celebrativa che si è conclusa alla ore 22, presso i magazzini ex Ilva, proprio con lo spettacolo “L’America e l’Impero”, alla presenza – oltre il Sindaco – del Vicesindaco Massimiliano Guccini, del Generale Antonio Vargiu, dell’onorevole Mario Birardi, di Anita Garibaldi, pronipote dell’Eroe dei due Mondi. E poi ancora storici della Resistenza Partigiana, consiglieri comunali, rappresentanti dell’Associazione Nazionale combattenti e reduci garibaldini, i sottoufficiali della Marina Militare ma anche persone comuni e trapiantati locali, originari cossoinesi, da anni stanziatisi nell’Arcipelago. Nel ripercorrere gli eventi nel cui alveo si sono consumati i movimenti di Resistenza, l’America e l’Impero ha ben rappresentato i processi che hanno portato alla nascita della giovane Repubblica Italiana, seguita alla fucilazione di Mussolini e al referendum del 2 giugno 1946. Tantissimi gli applausi, nella cornice di un pubblico perfettamente integrato nelle storie raccontate, compiaciuto, ispirato e coinvolto nel cantare “Bella Ciao”, fra i ringraziamenti istituzionali dei titoli di coda. L’evento si è concluso con la consegna delle targhe ricordo e l’omaggio al Sindaco, fra gli altri, del libro “La Pazza della Maddalena”, opera dello scrittore cossoinese Gavino Cossu, il quale soggiornò nell’Isola nel 1800 e ne tracciò una meravigliosa fotografia del tempo. Un legame che continua nel ricordo del gemellaggio di alcuni anni fa – proprio su Gavino Cossu - tra il Comune di Cossoine e la Città di La Maddalena. E i propositi sono ancora fermi. Fra la Pro Loco, il Comune e l’Associazione reduci garibaldini è stata armonizzata un’intesa per nuovi progetti comuni.

Un vero e proprio viaggio alla scoperta del sottosuolo quello invece presentato, l’11 giugno 2017, dalla Pro Loco di Cossoine e dal locale Tag, Truma de Archeo Guturulugia. Nella splendida cornice settecentesca della Casa Parrocchiale, ha preso vita il mondo silenzioso delle grotte, lungo percorsi fangosi, acque sotterranee, concrezioni basaltiche, stallatiti e stallagmiti. A presentarlo, con competenza e professionalità, due volti storici del Tag, Antonio Natale e Pietro Virgilio. Il cuore del convegno tematico si è articolato nella presentazione dell’Associazione Tag, nelle diverse fasi di speleogenesi e nell’analisi delle principali grotte di Cossoine.

Antonio Natale ha ricordato i momenti iniziali del Tag, quando con attrezzature auto costruite e corde non omologate si iniziò a esplorare le prime grotte del territorio. Si arrivò così al 1987, momento in cui si formalizzò la nascita del gruppo, tanto longevo da festeggiare nel corrente anno il trentennale dalla costituzione e i trentadue anni di attività. Nell’illustrare le grotte della Sardegna e la loro concentrazione nelle diverse arre territoriali sarde, ha analizzato l’area del Meilogu, culla del 15% del patrimonio regionale. Si è poi spostato lungo le coste e ha presentato le esplorazioni speleosubacquee nella grotta del Bue Marino, Su Molente, Su Spiria e Su Palau. Per il piacere degli intervenuti, ha quindi illustrato i fenomeni legati alla formazione delle grotte e delle concrezioni stallatitiche e stallagmitiche.

Pietro Virgilio, nel suo intervento, ha presentato la mostra ospitata al piano superiore della Casa Parrocchiale, nell’intento di far conoscere il patrimonio carsico del territorio di Cossoine. Lontano dal voler indirizzare il patrimonio speleologico locale verso una vocazione turistica – le grotte possono essere esplorate solo da personale esperto – ha voluto proporre una serie di immagini tematiche in modo da evidenziare la bellezza del sottosuolo cossoinese, tra i più ricchi della Provincia di Sassari. Si è pertanto addentrato in una spiegazione minuziosa delle particolarità presenti all’interno della grotta di Suiles, Malupensu, Mammuscone, Su Peltusu, oltre di tante altre grotte minori che interessano il territorio di Cossoine per una estensione superiore ai quattro chilometri.

L’esperienza di Gerardo Virgilio, casaro in Siria per conto del caseificio Fadda di Thiesi, è stata presentata, il 17 giugno, sempre in Casa Parrocchiale. Una nuova iniziativa culturale a regia Pro Loco “Bastiano Unali” che ha ripercorso la vita di un cossoinese prestato giovanissimo al settore caseario, prima da operaio in loco e poi da tecnico in varie parti del mondo: Usa, Canada, Cile, Bulgaria. Fra le tante esperienze, quella più lunga e significativa è stata proprio quella in Siria, una terra che ha spinto Gerardo Virgilio, in circa dieci anni di permanenza, a raccontare le vicende di un popolo, incontrato per motivi di lavoro e con il quale è rimasto positivamente coinvolto. Nel suo libro “Un sogno spezzato” ha raccontato infatti la Siria che i media non fanno conoscere al mondo occidentale, in un’analisi politica dei gravi fatti, apparentemente poco chiari, sui quali ha riflettuto e per i quali intende condividere le sfaccettature con le comunità italiane e sarde. Nella sua opera ha scritto la realtà così come vista, senza preconcetti o esagerazioni di sorta. Egli ha analizzato, nella prima parte, il suo rapporto con il caseificio realizzato in Siria, con la gente del posto e i suoi costumi. Nella seconda parte si è invece abbandonato a un’analisi geopolitica e ha cercato di spiegare le vere ragioni che stanno alla base del disastro siriano, con particolare riferimento alla guerra fredda, alla guerra in Vietnam, alla questione palestinese, all’Iraq, all’Afghanistan, all’abbattimento delle Torri Gemelle, allo sviluppo del fondamentalismo islamico, all’attualità siriana.

Nel mese di luglio, l’Associazione ha portato avanti una collaborazione con la cooperativa sociale “Terranimada” di Semestene, nell’ambito di un progetto di animazione e socializzazione volto a promuovere iniziative di solidarietà sociale, in particolare riferite all’inserimento di soggetti svantaggiati. Ha preso così vita un percorso di promozione turistica del paese, un itinerario enogastronomico con i prodotti realizzati dalle persone ospitate dalla cooperativa, un seminario sulla produzione e valorizzazione del grano e delle farine biologiche. Sempre nel mese di luglio, in collaborazione con l’associazione G.S. Portoscuso, è stato realizzato il terzo Memorial Tore Murru, campionato regionale di ciclismo su strada, aperto a tutti gli enti e federazione ciclistica italiana. Sabato 1 luglio, alle ore 16.00, la gara è partita da piazza Brigata Sassari presso il salice e si è snodato lungo la strada Pozzomaggiore – circonvallazione – bivio e salita Cossoine. Un totale di sei giri, ciascuno di12 km. All’arrivo, in piazza Brigata Sassari, presso il salice, si sono svolte le premiazioni. Gli sportivi, professionisti e amatori di ciclismo hanno partecipato all’evento, nella cornice di una festa dello sport, ricca di passione, fatica e socialità.

Oltre alle diverse collaborazioni con i comitati locali per l’estate cossoinese, il 28 luglio è stata affrontata una tematica poco trattata, quella sull’antico canto a chitarra, illustrata con passione e competenza dal Prof. Rolando Piana. Nel tepore della sera, seguito al solleone di luglio, lo splendido scenario del sagrato di Santa Chiara ha ospitato un pubblico numeroso e attento, accorso di buon’ora per seguire l’evento. Nella sua conferenza-racconto, il Prof. Piana ha illustrato le diverse fasi del canto a chitarra, dalle origini agli anni settanta, periodo in cui l’introduzione della fisarmonica ha reso la gara più ritmica e spettacolare,passaggio dalla tradizione alla modernità. Il seminario ha permesso la riscoperta dell’ormai sepolto “cantu a s’antiga”, anche attraverso l’ascolto di registrazioni audio di oltre cinquanta anni fa, per molti dimenticate nella notte dei tempi. Si è potuto quindi riassaporare l’antico “cantu a boghe e sonetto”, realizzato senza chitarra e iniziato nell’ottocento nel lavoro dei campi con “su cantu a boghe ‘e carru”, poi coltivato nei ritrovi familiari e in “soszilleris”. A partire dal 1915 sono iniziate le prime documentazioni ufficiali di vere e proprie gare a chitarra, anche se lo studio del Prof. Piana ha riscontrato testimonianze storiche già del 1912-13. A partire dagli anni 30, nel pieno della riforma scolastica Gentile, era stato affidato a Gavino Gabriel l’incarico di raccogliere i canti delle diverse realtà isolane. Fu lui a scoprire che ogni paese aveva la sua modulazione e a introdurre canti nuovi come quello “a sa piaghesa” oppure “a s’ottieresa”. Ai tempi le gare duravano anche cinque ore, finché resisteva la voce, e le chitarre venivano realizzate in proprio, spesso imperfette e difficili da accordare. Finita la guerra, in seguito al venir meno del periodo di austerità nei canti sardi introdotto dal fascismo, inizia il grande periodo del canto a chitarra, arricchito tra gli anni cinquanta e la metà degli anni sessanta. Si inserisce la “Corsicana” e il “fa diesis”, creato da Valentino Usai di Sassari e accompagnato da Adolfo Merella. E’ in questo periodo che esordisce Mario Mannu, cossoinese poi trasferitosi con la famiglia a Padru, cresciuto sotto l’egida di Leonardo Cabitza. Inizia la sua carriera a Ossi poi a Tempio con Mario Scanu e Ciccheddu Mannoni. Superato il concorso alle Poste, partecipa nel 72 e vince “l’Usignolo d’oro” a Ozieri. Contraddistinto da grande signorilità, è sempre stato uomo di grande rispetto, dalla voce bella e cristallina che esaltava i suoi acuti sostenuti. E’ proprio Mario Mannu a chiudere la serata con l’esibizione dei canti a chitarra, insieme a Franco Demuru, Giacomo Madeddu e Matteo Dore, accompagnati proprio da Rolando Piana, alternato a Nicola Saba. Gli applausi del pubblico hanno siglato la riuscita dell’iniziativa, proseguita ben oltre la conferenza, con moltissimi appassionati e cultori locali, dilettatisi nei principali canti a chitarra.

Dal primo ottobre 2017, la Pro Loco “Bastiano Unali” di Cossoine ha avviato un nuovo servizio turistico di visita guidata al paese. L’iniziativa ha voluto rappresentare un ampliamento dell’offerta al visitatore, al di là delle singole attività di intrattenimento culturale, sociale o di spettacolo. Le associazioni locali rappresentano attualmente una forte componente identitaria delle piccole comunità e assurgono a baluardo e presidio dei territori, specie in epoche, quali le recenti, dove i servizi vengono a mancare e lo spopolamento dilaga. In quest’ottica, la Pro Loco di Cossoine intende aprire il paese sia ai visitatori di passaggio sia ai visitatori impegnati nella scoperta dei centri rurali, delle popolazioni, della storia. Il servizio di accompagnamento turistico verrà garantito la prima domenica di ogni mese, verrà espletato in maniera del tutto gratuita e interesserà le bellezze interne al paese – i murales, le chiese, i beni architettonici – ma anche l’ambiente circostante, la chiesa di Santa Maria Iscalas e i diversi siti accessibili. Il centro di smistamento è stato individuato nella casa parrocchiale, presso la quale sarà possibile rivolgersi dalle ore 10.30 alle ore 12.30 e richiedere il servizio di visita guidata al paese. Tale servizio, offerto dai soci volontari pro loco, sarà sempre disponibile fino a un massimo di dieci persone su semplice presentazione, mentre i gruppi in unità superiore o comunque organizzati dovranno precedentemente comunicare, all’indirizzo mail prolococossoine@tiscali.it il numero esatto dei partecipanti per meglio pianificare la visita. Tutte le domeniche la Pro Loco - in collaborazione con il Parroco, Don Peppino Lintas - garantirà invece il servizio di visita gratuita al museo di arte sacra, sempre tra le ore 10.30 e le ore 12.30.Il museo di arte sacra raccoglie una abbondante oggettistica ecclesiale, utilizzata nel paese durante le funzioni religiose, a partire dal XVIII secolo e fino ad arrivare ai giorni nostri. Tanto materiale, spesso dimenticato, nel tempo impiegato per abbellire le chiese, officiare nei momenti liturgici più significativi, scandire i momenti legati alle principali tappe religiose del cristiano.

Uno spettacolo teatrale progettato per emozionare, quello presentato il 5 novembre al salone parrocchiale di Cossoine, in occasione del centenario trascorso dalla battaglia di Caporetto. Il racconto dell’immaginaria esperienza del milite ignoto, ha saputo intrattenere il numeroso pubblico attraverso un viaggio nei teatri di guerra, nel cuore degli assalti con la baionetta, all’interno della vita di trincea, nello sconforto delle fucilazioni, nei rari momenti di riposo delle truppe. I giovani liceali, da tempo impegnati nel progetto, hanno ben ricreato le atmosfere del tempo e tessuto la tela degli avvenimenti succedutisi nei tre anni di guerra. L’interpretazione calda e profonda ha scandito gli attimi più strazianti dell’esperienza dei fanti, le elaborazioni video e gli accompagnamenti musicali ne hanno segnato il passo e riflesso l’immagine. Ha preso così vita, quasi emersa dall’oblio, la vicenda storica della Grande Guerra, questa volta raccontata attraverso l’ausilio del colore, in antitesi alle riprese in bianco e nero tipiche di quegli anni. Una degna rappresentazione del centenario in corso, preceduto dalla riflessione sulle cause che hanno portato al pietoso arretramento al Piave delle truppe italiane, seguito all’avanzata austro-tedesca a Caporetto. Il pubblico, coinvolto e attento, ha omaggiato con applausi numerosi e continui le capacità interpretative degli studenti e l’impianto progettuale della rappresentazione. Le numerose attese della vigilia si sono così rivelate fondate, in un crescendo di emozioni e colpi di scena che ben hanno ripagato le aspettative. Francesco Bosincu, Fabiola Casule, Chiara Fadda, Maria Teresa Fais, Andrea Sardu, Edoardo Solinas: queste le voci narranti che hanno accompagnato l’avventura del milite ignoto. Gli accompagnamenti musicali sono stati curati da Egidio Campus ed Edoardo Solinas al piano e Fabiola Casule alla voce solista. Le canzoni del tempo sono state proposte dagli insegnanti di musica Antonio Manca, pianoforte, Vittorio Vargiu, Violino, Sabrina Mura, Voce Soprano. Direzione progettuale, soggetto e sceneggiatura di Alfredo Unali, elaborazioni grafiche, luci, audio e accostamenti visivi di Matteo Murru, coordinamento di produzione di Piero Foddanu, Mario Murru e Salvatore Unali, allestimento scenico di Tetta Rassu, Nanda Sotgiu e Luciana Sotgiu.

L’avventura della Grande Guerra è proseguita fino al 7 novembre, presso la Casa Parrocchiale, con la Mostra “La Guerra a Fuoco” - Dal Carso all'Altopiano di Asiago, dalla Bainsizza a Trieste, la Grande Guerra dei Sardi nelle fotografie dell’Archivio del Generale Carlo Sanna e delle raccolte Bellieni, Cocco Ortu, Deidda, Figari, Niccolai e Tola, National Archives di Washington e Londra. Il progetto è promosso dalla Fondazione di Sardegna con il patrocinio del Rotary Club di Cagliari Sud. L’iniziativa, realizzata in partneship con il Comando Militare Esercito della Sardegna e l’Ufficio Storico dello Stato Maggiore, fa parte del programma di attività del Comitato Sardo per il Centenario della Grande Guerra presieduto da Prof. Aldo Accardo. La Mostra è inoltre accreditata quale progetto rientrante nel Programma ufficiale delle commemorazioni del Centenario della PrimaGuerra mondiale, a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Struttura di Missione per gli Anniversari di interesse nazionale.

Una operazione importante, quella di ricordare il sacrificio dei fanti nella Grande Guerra e soprattutto il ricordare nel modo in cui gli studenti sardi hanno proposto, senza falsa retorica, senza momenti inutili. Un progetto che ha colpito tutti perché è stata una cosa viva, sentita, interpretata da ragazzi particolarmente calati nella parte, capaci di esprimere voci emozionate. Se la Scuola tutta riuscisse a insegnare la storia a questo modo, si catturerebbe di certo l’attenzione degli studenti. Queste le parole della Prof.ssa Annamaria Squarcini, docente di italiano e storia dell’Istituto di Istruzione Superiore Buontalenti, Cappellini, Orlando, al termine della rappresentazione, La Disfatta e la Riscossa. Parole che sanciscono, ancora una volta, il successo del nuovo progetto della Pro Loco di Cossoine, inerente i fatti della Prima Guerra Mondiale, presentato in occasione del centenario 1917-2017. Un’Aula Magna gremita, molte le persone rimaste in piedi, tutte straordinariamente coinvolte nel documentario-racconto. La platea, equilibrata fra ospiti e studenti, ha tributato numerosi applausi per tutto il corso dello spettacolo. Gli studenti locali, in particolare, si sono ritrovati immediatamente immersi nella storia e, quasi senza accorgersene, sono stati catturati dalle immagini, dai suoni dei teatri di guerra, dalle vicende raccontate con un linguaggio a loro vicino. Soddisfazione anche fra i partner dell’iniziativa, in particolare Antonio Deias, Presidente del Circolo dei Sardi “Quattro Mori” di Livorno e Gianni Deias, Presidente del Circolo “Grazia Deledda” di Pisa, quest’ultimo promotore del progetto “La Memoria e il Silenzio”, presentato in seno alla propria Associazione, in occasione del centenario 2016. Antonio Deias, già a conoscenza del precedente lavoro nell’occasione dell’incontro di Pisa, si è detto certo che La Disfatta e la Riscossa sarebbe stato di altrettanto pregio. E’ per questo che l’Associazione “Quattro Mori” non ha avuto alcuna titubanza a presentarlo agli studenti, addirittura senza averlo precedentemente visionato. Il risultato ha confermato tale certezza ed è stato ancora una volta il frutto di uno studio attento e di un enorme lavoro. Gianni Deias ha posto l’accento sull’efficacia del messaggio che la Pro Loco ha voluto trasmettere. Considerati i recenti venti di guerra, il progetto dovrebbe essere divulgato, soprattutto nelle scuole, affinché si possa avviare una riflessione sulla storia che ci ha preceduto. Le conclusioni arrivano sempre dalla Prof.ssa Squarcini, la quale si è detta interessata a proporre il progetto ai propri studenti, all’interno della tesina d’esame.

Nel mese di dicembre, la Pro Loco “Bastiano Unali”, in collaborazione con il Teatro S’Arza di Sassari e l’Amministrazione Comunale, ha ricalcato le scene di un evento, già proposto con successo lo scorso anno, in occasione dei 15 anni dell’Associazione. Si tratta di “Percorsi d’Arte”, una rassegna di teatro e musica, inserita nella cornice del 22° Festival Internazionale di Teatro di Ricerca. L’evento si è composto quest’anno di tre appuntamenti, il primo dei quali ha visto il teatro di Rita Atzeri - MARIA DI ELTILI di Bepi Vigna - l’8 dicembre, presso la Casa Parrocchiale. Con l’accompagnamento musicale al pianoforte di Alessandro Muroni, altresì autore delle musiche di scena, lo spettacolo – produzione il Crogiuolo – ha rappresentato un viaggio nelle coste della Sardegna, a raccontare la storia di una bambina rapita dai Saraceni.

Il 17 dicembre è stata invece la volta di “Percorsi in Musica”, un concerto per piano, voce e pianoforte, rispettivamente eseguito da Antonio Manca, Vittorio Vargiu e Sabrina Mura, nello splendido scenario della Chiesa di Santa Chiara. Un concerto che ha abbracciato non soltanto la tradizione classica ma anche brani natalizi particolarmente legati alla musica sacra. Un continuum con il Gran Concerto di Natale in Santa Chiara, da anni proposto dalla Pro Loco. Infine, i PERCORSI DEI BAMBINI, proposta di animazione e socializzazione rivolta ai fanciulli, di scena il 27 dicembre, presso la Casa Parrocchiale.

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