Cagliari

Progres verso la convergenza nazionale

Il Segretario nazionale Gianluca Collu: «riteniamo che attualmente non sussistano le condizioni per una proficua e soddisfacente partecipazione alle politiche di marzo».

Progres verso la convergenza nazionale

Di: Antonio Caria


Di seguito, pubblichiamo il comunicato di Progres sull’attuale situazione politica a due mesi dalle elezioni italiane

 

«Le recenti elezioni in Corsica e Catalogna hanno dimostrato al mondo, e in particolare a una ormai vecchia e inadeguata Unione Europea, che i popoli delle nazioni senza stato hanno acquisito la consapevolezza di poter cambiare il proprio destino, di essere artefici del proprio futuro e del significato più compiuto della parola “Democrazia”. In tal senso il nostro popolo, i cittadini sardi, possono guardare a questi processi con fiducia perché anche nella nostra Nazione l’indipendentismo ha maturato la consapevolezza e la determinazione politica di poter ambire a governare la Sardegna con un progetto condiviso di reale emancipazione politica, economica e sociale. Progetu Repubblica de Sardigna, fin dalla sua fondazione sostiene il dibattito con tutte le forze dell’arco politico nazionale sardo, con l’ambizione di costruire un’alternativa seria e credibile ai poli italiani. Da anni promuoviamo spazi di sintesi capaci di attrarre anche le forze sane della società, così come abbiamo fatto nelle scorse elezioni sarde del 2014. Pur essendo un giovane partito abbiamo aperto una nuova strada politica la cui strategia prescinde dall’obbligo di allearsi con i partiti italiani; per la prima volta nella storia della RAS abbiamo candidato alla carica di Presidente una donna indipendentista e proposto un programma di governo partecipato, condiviso con tutti i cittadini sardi. I risultati sono stati più che lusinghieri in termini percentuali ma non abbastanza da permetterci di governare e di mettere in atto il nostro progetto: la graduale costruzione della Repubblica di Sardegna. Oggi in tanti condividono questa strategia e l’esigenza di creare un’alternativa di governo al disastro compiuto – in egual misura – dalle coalizioni unioniste di centrosinistra e centrodestra. Ci ritroviamo davanti a un bivio e la disponibilità a costruire un blocco nazionale sarà determinata, oltre che dal momento storico propizio, dalle imminenti politiche italiane del 4 marzo. Quattro anni fa alle scorse elezioni proponemmo l’annullamento della scheda elettorale con la campagna “Bollo Nero”; era un modo per responsabilizzare i sardi, invitandoli comunque a recarsi nei seggi per esercitare un diritto democratico, e per dare un segnale ai partiti italiani e dire “la vostra politica è morta”. Oggi come allora riteniamo che l’impegno richiesto per una competizione di questo tipo, tenuto conto di una legge elettorale “Rosatellum” che rende praticamente impossibile arrivare ad ottenere un seggio in Parlamento, limiterebbe i nostri obiettivi alla mera testimonianza, o al poco edificante risultato di contribuire far perdere o vincere una coalizione unionista su un altra coalizione anch’essa unionista. Come partito indipendentista, pur considerando legittimo che altre forze politiche sarde si presentino alle elezioni, riteniamo che attualmente non sussistano le condizioni per una proficua e soddisfacente partecipazione alle politiche di marzo. Ciononostante siamo altresì convinti che si debba fin da ora aprire un confronto con i partiti sardi che condividono valori e obiettivi comuni come il riconoscimento della nazione sarda, il diritto a decidere del nostro popolo, la conquista di nuovi e maggiori spazi di sovranità, una ridefinizione dei rapporti con lo Stato italiano attraverso la riscrittura dello Statuto sardo, per una Convergenza che possa in tempi brevi proporre ai sardi un blocco nazionale forte e autorevole, determinato a cambiare le sorti del nostro Paese. Un blocco nazionale capace di lanciare la sfida di governo per le prossime elezioni sarde del 2019 con un programma incentrato sul lavoro, una fiscalità equa e la difesa degli interessi dei cittadini sardi. La campagna politica per le prossime nazionali sarde deve iniziare ora, possibilmente partendo dall’impegno nelle 42 comunità dove sono previste le amministrative di quest’anno, perché non si ottiene la fiducia dei sardi se non siamo in grado di proporci alla guida dei nostri paesi e delle nostre città. Su queste basi Progres è disponibile a confrontarsi per avviare un cammino condiviso verso la libertà, la prosperità e l’autodeterminazione nazionale del nostro popolo».

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