In Sardegna

Alienazione Parentale Genitori in conflitto e figli contesi

“Non voglio passare il tempo con te perché papà ha bisogno di me. Tu lo lasci da solo e lui non ce la fa”.

Alienazione Parentale Genitori in conflitto e figli contesi

Di: Redazione Sardegna Live


“Non voglio passare il tempo con te perché papà ha bisogno di me. Tu lo lasci da solo e lui non ce la fa”.

“Non voglio vedere mamma, perché è cattiva”.

“Non voglio stare con papà, perché non paga gli alimenti a mamma”.

Insomma avete già capito di cosa sto parlando, bambini confusi in conflitto con se stessi per “stare dietro” ai problemi relazionali di mamma e papà. Genitori spesso poco informati che scivolano in strategie poco funzionali per gestire i loro errori, le loro preoccupazioni, le loro paure, i loro stessi conflitti interiori.

L’Alienazione Parentale o AP, è ancora oggi un fenomeno misconosciuto,si parla di una forma di disagio in cui spesso i bisogni manipolati del bambino vengono confusi con quelli reali.  

Ma vediamo un po’ insieme come si manifesta.

L’AP va dal “semplice” disagio manifestato dal bambino nei confronti del genitore bersaglio a l’instaurarsi di una forte relazione simbiotica con il genitore alienante, alimentata da fantasie ossessive contro il genitore alienato.

Quando si parla di AP, si parla dunque dell’utilizzo del proprio figlio da parte di uno dei due genitori, a volte in maniera consapevole, a volte meno, al fine di allontanare prima affettivamente poi fisicamente l’altro genitore stimolando l’alleanza con se stesso.

Quando dico che i bisogni manipolati del bambino vengono confusi con quelli reali, intendo dire che il bambino non esprime direttamente i suoi bisogni, ma quelli del genitore alienante e questo lo si può comprendere parlando in maniera preventiva direttamente con il bambino, domandandogli le motivazioni della richiesta. Si scoprirà che le motivazioni non appartengono né al lessico del bambino, né saranno ancorate ai dati di realtà o ancora più semplicemente sarà il bambino a denunciare che l’ha sentito dire dalla mamma o dal papà.

Spesso i bambini si prendono carico delle sofferenze dei propri genitori e si sentono responsabili di queste. Se per esempio uno dei due genitori dice al bambino che sta molto male quando lui non c’è e che si sente solo, potrebbe darsi che il bambino si preoccuperà del dolore del genitore sofferente cercando di passare più tempo con lui per proteggerlo e vivrà il tempo lontano da lui in maniera negativa, arrivando a provare profonde angosce legate all’impossibilità di stare vicino al genitore alienante maturando una distanza con il genitore alienato che al contrario apparentemente non lamenta sofferenza in sua assenza.

 

Come incide nella vita dell’adulto l’AP?

L’AP è un vero è proprio abuso che esercitato su bambini piccoli, nei casi più gravi può portare (così come viene definito dall’APSAC Società Professionale Americana Sugli Abusi sui Bambini) a danni come depressione, bassa autostima, ansia, fino ad arrivare a una psicopatologia di tipo paranoideo.

Un bambino che desidera stare con entrambi i genitori, ma viene messo nella condizione di fare una scelta, stare con il genitore “buono” o con il genitore “cattivo”, non potrà sviluppare una libera capacità di scelta da adulto, né amore per se stesso, perché in qualche modo si sentirà responsabile della scelta e capirà di essere stato utilizzato per fini egoistici dei propri genitori. Imparerà così che l’amore sarà condizionato a qualcosa, che si può essere amati solo nella condizione in cui  si serve

Correlati

Il nuovo shop di Sardegna Live

SardegnaLive mette in vendita una serie di prodotti tipici dell’Isola, scopri i cesti regalo, i prodotti per il corpo ed i gadget nel nostro shop online.

Scopri lo shop