Sanremo

Achille Lauro: i suoi outfit veri colpi di scena a Sanremo: "Io allergico ai modi maschili e ignoranti con cui sono cresciuto"

Prima si spoglia del mantello "come San Francesco", poi ricorda Bowie. "Mi metto quel che voglio: pelliccia, pochette, occhiali glitterati. Mi chiedono: che ti è successo? Rispondo che sono diventato una signorina"

Achille Lauro: i suoi outfit veri colpi di scena a Sanremo:

Di: Redazione Sardegna Live


Il suo brano Me ne frego non ha forse la stessa forza di Rolls Royce, presentato l'anno scorso, ma la presenza di Achille Lauro al Festival di Sanremo 2020 non è certo passata inosservata.

Nella prima puntata ha sceso le scale dell'Ariston scalzo, coperto da una cappa nera finemente ricamata e firmata Gucci. Nel bel mezzo dell'esibizione, dopo aver lanciato un'occhiata maliziosa al pubblico ignaro, ha lasciato cadere il pesante mantello rimanendo seminudo, coperto solo da una attillata tuta effetto nude glitterata. Un look ispirato agli affreschi delle Storie di San Francesco della Basilica Maggiore di Assisi, ha spiegato. In particolare, il richiamo era alla scena in cui il Santo si spoglia dei suoi vestiti, metafora della rinuncia ai beni materiali.

Nella serata di ieri, dedicata ai duetti e alle cover, l'artista veronese ha presentato Gli uomini non cambiano di Mia Martini, affiancato dalla collega Annalisa. Abito verde smeraldo, parrucca arancione e trucco pesante. Un look che ricordava molto David Bowie, al quale è stato spesso accostato per stile e abbigliamento.

Nel suo libro Sono io Amleto, Achille Lauro scrive: "Cinquantenni disgustosi, maschi omofobi. Ho avuto a che fare per anni con ‘sta gente volgare per via dei miei giri. Sono cresciuto con ‘sto schifo. Anche gli ambienti trap mi suscitano un certo disagio: l’aria densa di finto testosterone, il linguaggio tribale costruito, anaffettivo nei confronti del femminile e in generale l’immagine di donna oggetto con cui sono cresciuto".

"Sono allergico ai modi maschili, ignoranti con cui sono cresciuto. Allora indossare capi di abbigliamento femminili, oltre che il trucco, la confusione di generi è il mio modo di dissentire e ribadire il mio anarchismo, di rifiutare le convenzioni da cui poi si genera discriminazione e violenza. Sono fatto così mi metto quel che voglio e mi piace: la pelliccia, la pochette, gli occhiali glitterati sono da femmina? Allora sono una femmina. Tutto qui? Io voglio essere mortalmente contagiato dalla femminilità, che per me significa delicatezza, eleganza, candore. Ogni tanto qualcuno mi dice: ma che ti è successo? Io rispondo che sono diventato una signorina.

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