In Italia

Farmaci scaduti e mancanza dei titoli professionali: i Nas chiudono 52 studi medici

Giulia Grillo: “Pugno duro contro l’abusivismo professionale. No alla giungla nella medicina estetica”

Farmaci scaduti e mancanza dei titoli professionali: i Nas chiudono 52 studi medici

Di: Redazione


Il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, d’intesa con il ministro della Salute, ha intensificato le verifiche sulla regolarità delle strutture e dei centri privati che erogano prestazioni mediche nell’ambito delle attività di controllo condotte nel corso del 2019.

I Nas hanno ispezionato 607 studi professionali medici, ambulatori e poliambulatori in tutta l'Italia che hanno determinato l’accertamento di irregolarità in 172 strutture (pari al 28% degli obiettivi controllati) a causa di gravi e palesi irregolarità igieniche e strutturali, spesso associate all’assenza autorizzativa e abilitativa dello studio oggetto di accertamento.

I militari hanno eseguito provvedimenti di chiusura o sospensione dell’attività nei confronti di 52 strutture sanitarie, il cui valore economico ammonta a oltre 16 milioni di euro.

“L’abusivismo professionale in ambito sanitario è una piaga gravissima su cui la nostra vigilanza è assoluta e l’aumentato ricorso ai trattamenti di medicina estetica impone una maggiore attenzione su questo campo che rischia di diventare una giungla senza regole. Tutti i trattamenti medici, anche per finalità estetica, vanno eseguiti nel rispetto delle regole e dei protocolli validati scientificamente. Nessuna tolleranza verso fai-da-te e pratiche invasive senza autorizzazione” dichiara il ministro della Salute, Giulia Grillo.

“Sappiano i delinquenti che pensano di poter agire impunemente, mettendo a repentaglio la salute dei pazienti, che il ministro della Salute e i Nas  faranno ogni cosa in loro potere per contrastare frodi e pratiche illegali. Voglio tranquillizzare i cittadini perché i controlli sono costanti e l’attenzione sul rispetto delle norme è massima e invito a segnalare eventuali casi sospetti. Ringrazio i Carabinieri del Nas che sono sempre in prima linea per assicurare la sorveglianza sulle strutture sanitarie di tutto il Paese” conclude il ministro.

Nel corso dell’operazione sono stati accertati interventi chirurgici di medicina sperimentale denominati “lipofilling articolare”, praticati in cliniche private senza la necessaria autorizzazione.

Riscontrate poi indebite prestazioni di medicina estetica denominate “PRP” (plasma ricco di piastrine) presso alcune cliniche private, poliambulatori e anche studi medici odontoiatrici, finalizzate a processi di rigenerazione cellulare con  fattori di crescita piastrinici a scopo dermatologico e di ricostruzione maxillo-facciale. Questa procedura veniva attuata illegalmente e senza autorizzazioni mediante il prelievo di sangue dai pazienti per essere reinfuso agli stessi una volta lavorato e concentrato per mezzo di apparecchiature convenzionalmente denominate “centrifughe del sangue”.

Qualunque struttura sanitaria privata - accreditata o non accreditata con il Ssn -  che utilizza emocomponenti autologhi per uso non trasfusionale deve aver stipulato una specifica convenzione con l’azienda sanitaria dove opera il servizio trasfusionale e per eventuali segnalazioni, il Centro Nazionale Sangue è l’ente di riferimento in materia.

“L’attenzione dei Carabinieri dei NAS ha riguardato tutti gli aspetti del delicato comparto - puntualizza il Generale di Divisione  Adelmo Lusi  Comandante dei Carabinieri per la tutela della salute  - con particolare riferimento all’idoneità delle strutture (autorizzazioni, requisiti igienico-strutturali), il possesso di titoli abilitativi in relazione alle diverse specializzazioni, la sicurezza nei luoghi di lavoro (adeguatezza dei sistemi antincendio, corretta applicazione della normativa sul fumo), la corretta custodia e somministrazione dei medicinali, senza escludere il regolare funzionamento delle apparecchiature medico-diagnostiche e lo smaltimento dei rifiuti sanitari. Gli esiti raccolti hanno evidenziato situazioni di irregolarità causate principalmente dall’esercizio abusivo della professione sanitaria, in particolare odontoiatrica, dalla detenzione di farmaci scaduti di validità e dall’erogazione di prestazioni mediche di svariate branche specialistiche in strutture prive di autorizzazione e in locali con carenze igienico-strutturali ed impiantistiche”.

“Complessivamente – ha proseguito il Generale nell’illustrare l’operazione - sono state contestate 341 violazioni penali e amministrative, deferendo all’Autorità Giudiziaria 222 medici e professionisti nel settore sanitario, mentre ulteriori 77 sono stati sanzionati per infrazioni amministrative, per un ammontare di 193mila euro.

Gli interventi dei NAS hanno determinato il sequestro di 1.915 confezioni di medicinali scaduti di validità o defustellati e svariate apparecchiature e dispositivi medici non regolari, per un valore stimato in oltre 103mila euro” – ha concluso il generale.

 

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