Lo scorso aprile, Citigroup si è resa protagonista di un colossale errore informatico, trasferendo per sbaglio la cifra astronomica di 81mila miliardi di dollari — equivalenti a circa 78mila miliardi di euro — sul conto di un cliente. Un semplice pagamento da 280 dollari si è trasformato, nel giro di pochi istanti, in una transazione fuori scala, che la banca è riuscita a bloccare solo dopo diverse ore, recuperando l’intera somma.

Secondo quanto riportato dal Financial Times, il disguido è nato da un problema tecnico che ha costretto un dipendente a eseguire manualmente l’operazione utilizzando un software antiquato. Questo sistema, ormai obsoleto, precompila automaticamente gli importi con 15 zeri, che avrebbero dovuto essere rimossi prima della conferma della transazione. L’errore è sfuggito sia all’operatore incaricato sia al supervisore che avrebbe dovuto controllarlo, finché un terzo dipendente, circa novanta minuti dopo, ha notato un’anomalia nei saldi della banca.

Un caso clamoroso, ma non isolato

Per quanto eclatante, questa svista non è un’eccezione nella storia di Citigroup. Il gruppo finanziario ha alle spalle una lunga lista di errori simili, tanto che nel settore bancario questi episodi sono definiti "near miss", incidenti sfiorati. Solo nell’ultimo anno, secondo un report interno, Citigroup ha registrato dieci casi in cui gli importi errati superavano il miliardo di dollari, mentre l’anno precedente se ne erano verificati tredici. Sebbene errori di tale entità siano rari negli Stati Uniti, la banca sembra avere una preoccupante familiarità con questi episodi.

Nel 2020, un altro errore aveva fatto scalpore: Citigroup trasferì erroneamente 900 milioni di dollari a un gruppo di creditori legati a un contenzioso con un’importante azienda di cosmetici. Il recupero della somma fu lungo e complicato, e la banca si trovò coinvolta in una battaglia legale. Poco dopo, ricevette una multa di 400 milioni di dollari per gravi carenze nella gestione dei dati e delle operazioni finanziarie.

Problemi strutturali e nuove sanzioni

Negli anni, Citigroup non è riuscita a risolvere i problemi operativi che continuano a metterla sotto la lente di ingrandimento delle autorità di regolamentazione statunitensi. Nel 2023, la banca è stata nuovamente sanzionata dall’Office of the Comptroller of the Currency (OCC) e dalla Federal Reserve, che hanno evidenziato la necessità di riforme strutturali nella gestione dei controlli interni.

Di fronte all’ennesimo scivolone, Citigroup ha tentato di minimizzare l’accaduto, sostenendo che il sistema di monitoraggio interno ha permesso di individuare rapidamente l’anomalia. "Questo episodio dimostra i continui progressi della banca nell’eliminazione dei processi manuali e nell’automazione dei controlli", ha dichiarato un portavoce. Tuttavia, alla luce della frequenza con cui si verificano errori di questa portata, mercato e autorità sembrano meno inclini a credere alle rassicurazioni dell’istituto finanziario.