Donald Trump riaccende le tensioni internazionali, minacciando di nuovo la possibile annessione della Groenlandia. L’Europa, ancora scossa dal blitz in Venezuela, osserva con preoccupazione le dichiarazioni del presidente Usa, che invoca la “sicurezza nazionale” denunciando la presenza di navi “cinesi e russe” intorno all’Isola e criticando la capacità della Danimarca di difenderla, ignorando il fatto che il Paese faccia parte della Nato.

A parlare chiaro è la premier danese Mette Fredriksen: “Ci aspettiamo chiaramente che tutti, e in particolare i nostri alleati, rispettino i confini nazionali esistenti: non accetteremo una situazione in cui noi e la Groenlandia veniamo minacciati in questo modo”. Fredriksen avverte inoltre: “Se gli Stati Uniti decidono di attaccare militarmente un altro Paese della Nato, allora tutto finisce, compresa la Nato e quindi la sicurezza che è stata garantita dalla fine della seconda guerra mondiale”.

Il Regno Unito e l’Unione Europea si schierano a sostegno della Danimarca: Keir Starmer afferma, “Io sono dalla parte di Frederiksen… il futuro della Groenlandia deve essere deciso solo dal Regno di Danimarca e dalla Groenlandia stessa”. Una portavoce Ue ribadisce il rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale e sottolinea la solidarietà a Copenaghen e Nuuk, escludendo paragoni con il Venezuela.

Con meno di 60 mila abitanti, la Groenlandia è un territorio autonomo con governo e parlamento propri, sebbene continui a ricevere sostegno economico dalla Danimarca. L’ipotesi di indipendenza resta complessa, fra sfruttamento delle terre rare e tutela ambientale. Nel frattempo, il primo ministro groenlandese Jens Frederik Nielsen, eletto ad aprile, respinge le pressioni: “Adesso basta… Siamo aperti al dialogo, ma attraverso i canali appropriati e nel rispetto del diritto internazionale”.