“Ieri, il papà del bambino strappato in modo drammatico dalle sue braccia, ha chiesto formalmente al nostro Comitato di aiutarlo nella ricerca di un accordo con la mamma. Pochi giorni fa gli avvocati del padre, Claudia Mariani e Regina Proietti del foro di Roma, hanno inviato una richiesta formale alla mamma, al fine di trovare un accordo per il bene del bambino”.

E’ quanto fa sapere il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU Onlus) che negli scorsi giorni ha pubblicato un video shock che mostra le immagini di un bimbo che urla e si dimena perché non vuole separarsi dal padre.

 

 

I fatti ripresi nelle immagini risalgono al febbraio scorso e si riferiscono al momento, concordato con il padre, del prelievo del piccolo e del suo trasferimento in una casa famiglia. Un percorso stabilito dal tribunale per consentire al bimbo di recuperare il rapporto con la madre, perso durante i lunghi anni di litigi con l'ex compagno. La donna, attraverso il suo legale, ha spesso denunciato l'impossibilità di vedere il proprio figlio a causa dell'atteggiamento del padre. 

“Il padre – spiega il Comitato - si è dichiarato disponibile a favorire una mediazione volta a garantire il diritto del bambino a una vita normale”.

“Saremmo lieti di portare il nostro contributo, per aiutare questa famiglia a trovare una soluzione amichevole: non lo facciamo spesso – spiega il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani - perché la nostra mission sociale è esclusivamente quella di denunciare i crimini nel campo della salute mentale per ottenere una riforma che garantisca i diritti umani delle persone e dei bambini, ma in questo caso lo faremmo volentieri; come l’abbiamo fatto per un ragazzo di Trento, anche lui portato via con la forza. Se i genitori lo vorranno, li aiuteremo anche a preparare una denuncia contro chi ha violato così pesantemente i diritti del loro ragazzo”.

“Il trauma al bambino poteva e doveva essere evitato – afferma il Comitato -. Per strapparlo alla famiglia sono intervenute circa dieci persone tra operatori, vigili, agenti e assistenti sociali, mentre l’arresto di Totò Riina è stato eseguito da quattro carabinieri. Nessuna di queste persone si è opposta a questa violenza, nessuno ha cercato di ristabilire un po’ di umano buon senso. L’annullamento del buon senso e dei sentimenti, in favore di fredde teorie pseudo-umanistiche, non è una novità. Hannah Arendt, dopo avere assistito a un processo contro un gerarca nazista, ha scritto ‘La banalità del male’ - un best seller che ben spiega come un essere umano normale, che vive una vita normale in una famiglia normale coltivando interessi normali, possa essere indottrinato al punto di diventare il distaccato esecutore di crimini orribili. Senza voler paragonare la violenza evidenziata da questo video con l’atrocità dell’Olocausto – conclude il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani - evidenziamo la presenza di un comune denominatore: l’ideologia psichiatrica che de-umanizza l’uomo e lo riduce a oggetto, su cui un funzionario statale abbia il diritto d’intervenire contro la volontà del diretto interessato, così come non si chiede permesso a un’automobile prima di ripararla”.

 

GUERRA DI UNA COPPIA SEPARATA: "BAMBINO STRAPPATO DALLE BRACCIA DEL PADRE"

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