L'Uds (Unione degli Studenti), a due anni dall'approvazione della Buona Scuola, tinge il bilancio di nero. A differenza dei buoni propositi, il percorso in azienda durante il loro percorso scolastico ha poco di attinente alla formazione professionale e spesso si risolve in una mera forma di sfruttamento. In un contesto dove la dispersione scolastica stenta a diminuire e studiare diventa un lusso per certe famiglie, l'alternanza scuola – lavoro non è un favore per i datori di lavoro ma non è nemmeno da buttare. Semplicemente, occorre una revisione sostanziale.

“Non vogliamo abolire l’alternanza - ha spiegato il coordinatore regionale dell’UdS Francesco Ara - pretendiamo però che gli studenti vengano coinvolti nelle decisioni che li riguardano. Vogliamo poter decidere quali progetti sono validi e rispettano le nostre esigenze formative.” Cosi Francesco Ara, coordinatore regionale dell’UdS presenta il corteo organizzato per la mattina di venerdì 13 ottobre a Cagliari con partenza alle 9.30 da piazza Repubblica. Sarà uno “sciopero alla rovescia” su tutto il territorio italiano perchè verranno promossi dei confronti fra i tanti ragazzi per proporre progetti alternativi, congrui alle loro esigenze formative.

Attualmente, per tutti gli studenti che frequentano il terzo, quarto e quinto anno degli istituti superiori sono previste 200 ore nei licei e 400 ore negli istituti tecnici e professionali. L'obbligatorietà per ogni studente non corrisponde alla garanzia di partecipazione gratuita ai progetti e in tanti non partecipano per motivi economici.

Per Riccardo Murgia – Uds Cagliari, occorre cambiare qualcosa: “Vogliamo che i nostri diritti vengano rispettati, a tutti deve essere garantita la gratuità dei progetti. Nelle nostre scuole vogliamo che vengano approvati uno Statuto delle studentesse e degli studenti in alternanza e vogliamo che le aziende e gli enti coinvolti nei progetti rispettino un Codice etico”.