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C’è un confine sottile dove la realtà sfuma nell'allucinazione e il desiderio si trasforma in un labirinto sensoriale. È in questo spazio liminale che si muove “Sogno di una notte di mezza estate”, la produzione della COB / Compagnia Opus Ballet che, sotto l'egida del CeDAC Sardegna, ha compiuto una suggestiva tournée nell'Isola tra Tempio Pausania, Lanusei, Macomer e San Gavino Monreale.
Lo spettacolo, firmato dal coreografo di fama internazionale Davide Bombana, non è una semplice trasposizione del testo shakespeariano, ma una moderna favola sull'inconscio che fonde l'eleganza della perfezione classica con un'estetica profondamente contemporanea.
L'originalità della visione di Bombana risiede nella scelta di rifarsi ai temi dell'irrazionale e dell'assurdo. Il coreografo crea un'atmosfera quasi "beckettiana" dove un gruppo di dieci danzatori dà vita a un gioco di intrecci amorosi imprevedibile e vivace.
Al centro della narrazione c'è la ribellione di Ermia contro le convenzioni familiari, scintilla che innesca una fuga notturna nel bosco. Questo viaggio diventa, nelle mani di COB, un rito d'iniziazione simbolico: i quattro giovani amanti sono sopraffatti dal loro bisogno d'amore e dall'irruenza della libido, muovendosi in una dimensione "selvaggia" popolata da creature che appartengono al mistero.
Mentre i giovani inseguono i propri turbamenti, la vicenda si intreccia allo scontro feroce tra Oberon e Titania, definiti "re e regina del mondo dell'allucinazione". La loro furia non è solo un gioco di potere, ma un elemento che sconvolge l'equilibrio stesso del pianeta.
A orchestrare il caos interviene l'inquietante folletto Puck, che provoca lo scompiglio generale attraverso un fiore magico il cui polline genera innamoramenti parossistici e bizzarri. A fare da contrappunto a questo lirismo onirico interviene un gruppo di "eccentrici strampalati" impegnati nella preparazione di uno spettacolo, che inserisce venature scurrili e vivaci nel racconto.
L'impatto estetico della produzione è garantito da collaborazioni di altissimo livello. Il paesaggio sonoro reinventa la tradizione: alla partitura romantica di Felix Mendelssohn si affiancano le sonorità "nordiche" e contemporanee di Jóhann Jóhannsson, creando un contrasto affascinante tra accenti ottocenteschi e modernità.
I corpi dei danzatori sono vestiti dalle creazioni di Ermanno Scervino, che aggiungono un tocco di sofisticata sartorialità alla messa in scena, mentre il disegno luci di Carlo Cerri scolpisce lo spazio onirico.
Bombana ha scelto di dedicare questa creazione alla memoria di Silvia Poletti, critica di danza scomparsa nel 2024, ricordandone la sapienza e la sensibilità. Lo spettacolo celebra anche il talento della COB / Compagnia Opus Ballet, diretta da Rosanna Brocanello, un nucleo stabile di professionisti ormai riconosciuto a livello internazionale e sostenuto dal Ministero della Cultura.

