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Sono passati 8 anni dall'omicidio di Nicola della Morte, il 23enne originario di Chiavenna (Sondrio) ucciso a Sassari nella notte tra il 27 e il 28 maggio 2018 davanti agli occhi increduli di amici e compagni di squadra.
Militava nella squadra di calcio di Ottava (borgata sassarese). A causarne il decesso fu una coltellata al petto dopo una lite che lo aveva coinvolto mentre si trovava in un circolo privato vicino all'impianto sportivo dove era stato protagonista tante volte con gli scarpini ai piedi.
IL DELITTO
Secondo quanto ricostruito, quella sera il 25enne Daniele Ventriglia sarebbe arrivato nel circolo infastidendo i presenti e in particolare le donne che si trovavano con Nicola e gli amici. Della Morte avrebbe così invitato Ventriglia ad andar via, i due si erano fronteggiati ma il "rivale" aveva reagito con violenza accoltellando il calciatore.
ARRESTO E CONDANNA
Ventriglia, originario di Carbonia ma residente anche lui a Ottava, venne fermato dopo poche ore dagli agenti della Polizia stradale che insieme ai carabinieri si era messa sulle sue tracce.
Nel 2022, dopo vari gradi di giudizio, Ventriglia è stato condannato dalla Corte d’assise d’appello di Cagliari (presidente Massimo Costantino Poddighe) a quindici anni di carcere.
"AVEVI IL FUTURO NEGLI OCCHI"
Nei giorni, scorsi, la fidanzata di Nicola Della Morte, Eleonora, lo ha ricordato sui social con queste parole: "Sono passati 8 anni da quel maledetto 28 maggio 2018, più esattamente la notte del 27. Otto anni da quando ti hanno strappato via a questa vita con una crudeltà che ancora oggi fa male anche solo da pensare".
"E fa ancora più male perché eri un ragazzo giovane, con il futuro negli occhi, con sogni da vivere, partite da giocare, sorrisi da regalare. Uno di quelli che riuscivano a farsi voler bene da tutti senza nemmeno provarci. In campo eri un bomber vero, un attaccante che lasciava il segno, il migliore. Fuori dal campo eri ancora più grande. E poi c’era quel tuo accento della Val Chiavenna, così unico qui in Sardegna… bastava sentirti parlare per capire che eri speciale".
"HAI LASCIATO UN VUOTO"
"Hai lasciato qualcosa in chiunque abbia avuto la fortuna di conoscerti – scrive ancora Eleonora –. Il tempo passa, ma ci sono persone che non se ne vanno mai davvero. Tu vivi nei ricordi, nelle partite guardate col nodo in gola, nelle risate improvvise pensando a te, nel vuoto che hai lasciato dentro tanti cuori. Otto anni dopo, il tuo nome pesa ancora come quel giorno. E continuerà a farlo. Perché certe persone non si dimenticano. Mai".

