Durante queste feste di Natale e a pochi giorni dalla fine del 2025, tracciamo un bilancio dell’anno nell’Oristanese con Marco Franceschi, Segretario di Confartigianato Oristano, e guardiamo alle prospettive per il 2026. Tra difficoltà, opportunità e la valorizzazione dell’artigianato sardo, il Segretario racconta lo stato delle imprese locali e l’importanza dei regali artigianali come strenne sostenibili.

Come è andato il 2025 per le imprese?

"Per quanto riguarda le imprese, si lamenta sempre un certo grado di difficoltà e di incertezza derivante dall’impatto della tassazione e anche da fenomeni di concorrenza che non sono i soliti tradizionali. C’è una tendenza, per esempio, per tutto il settore delle riparazioni e delle assistenze tecniche, alla sostituzione dei beni piuttosto che alla riparazione degli stessi. È evidente che è una grande fetta di imprese che lavora in questo settore e deve fare i conti con la non economicità delle riparazioni e quindi la concorrenza del nuovo, che provenendo da mercati molto aggressivi, porta qui prezzi sempre più bassi."

Ci sono settori che hanno mostrato segnali positivi?

"Una nota positiva nei confronti di un settore trainante dell’artigianato è quella dell’edilizia. Temavamo la fine dei bonus, come l’ecobonus, come fenomeno che avrebbe potuto creare una contrazione del mercato e invece il mercato delle ristrutturazioni vede per le imprese che stanno sul mercato con maggiore attenzione una sorta di overbooking e di prenotazioni a lungo termine, derivanti anche dal fatto, fenomeno trasversale, della difficoltà di trovare manodopera qualificata. Questa è la cifra che probabilmente ci accompagnerà anche per il 2026."

Quali sono le richieste alle istituzioni?

"Il dialogo è sempre aperto. Vorremmo maggiori opportunità di formazione per i lavoratori, che non gravino completamente sulle spalle delle imprese, che spesso investono per formare nuovi lavoratori che poi le abbandonano. Pensiamo, ad esempio, agli autisti di autocarri o di autobus: formare un autista a partire dalle patenti è estremamente costoso; se poi dopo questo investimento il dipendente sceglie di trasferirsi altrove o di passare dal privato al pubblico, certamente questo è particolarmente oneroso per le nostre imprese."

Consigli per Natale e consumo sostenibile?

"Una raccomandazione riguarda la sostenibilità dei prodotti artigiani: nel settore agroalimentare si caratterizzano per l’utilizzo di materie prime locali; nel settore della manifattura, la loro caratteristica spesso è quella di durare nel tempo. Pensiamo alla pelletteria, all’oreficeria, alla ceramica, al tessile: sarebbero tutte opportunità di strenne natalizie non solo a chilometro zero, ma anche con un beneficio per il territorio, perché rafforzerebbero il tessuto produttivo e rappresenterebbero un investimento più conveniente rispetto ad altri prodotti."

Il commercio locale è penalizzato dall’online?

"La vendita online forse penalizza un po’ il commercio, diciamo di meno le produzioni artigiane, perché chi ha la volontà di scegliere un prodotto fatto a mano difficilmente può trovarlo online. Magari può trovare gli stessi pezzi venduti online, ma realizzati dagli stessi artigiani che li vendono nelle loro botteghe o nei negozi. Per gli artigiani, l’online non è un limite; anzi, un artigiano della nuova generazione che utilizza la tecnologia può ampliare le sue potenzialità tramite una piattaforma online, per vendere, per esempio, la bicicletta su misura o il gioiello particolare."

Progetti e propositi per il 2026?

"Continuiamo sulla linea della tutela e promozione delle attività artigiane, sugli incentivi per gli investimenti tecnologici e sulla capacità di intercettare i giovani in Sardegna, creando nuove professionalità e nuove imprese. La cosiddetta crisi di vocazione è una diffidenza verso l’impresa in proprio, spesso non giustificata. I figli non vogliono fare la stessa esperienza dei padri, anche se questi hanno tirato avanti una famiglia con discreto successo. Continueremo a spiegare ai giovani che intraprendere un’attività tecnologica, intellettuale o manuale può dare soddisfazione, stimolare creatività e crescita personale."

E rispetto alle altre province sarde?

"La provincia di Oristano è molto più piccola di tutte le altre, ma ha caratteristiche e peculiarità riconosciute. Sarebbe interessante che la Regione nella ricostituzione dell’Istituto Sardo di Promozione dell’Artigianato Tipico riconoscesse a Oristano questo primato, così come si sta ragionando sulle produzioni agricole e alimentari. Il territorio vanta centralità ed eccellenze che meritano attenzione politica e valorizzazione."