C’è un luogo in Ogliastra dove il vino racconta molto più di ciò che si trova in un calice. Racconta una comunità, la sua storia, le sue radici e il legame profondo con una terra che da secoli vive di vigne e di Cannonau. Quel luogo è Jerzu, che il 2 e 3 agosto ospiterà la 45ª Sagra del Vino, uno degli appuntamenti enogastronomici e folkloristici più attesi dell’estate in Sardegna.

Per due giorni il paese si trasformerà in un grande palcoscenico a cielo aperto, dove tradizione, cultura e sapori si incontreranno tra le vie del centro storico. Le degustazioni del celebre Cannonau si alterneranno alle grandi sfilate dei gruppi folk, alle maschere tradizionali - Boes e Merdules di Ottana, Mamuthones e Issohadores di Mamoiada, Mamutzones de Samugheo - alle Traccas, ai Tamburini e Trombettieri “Sa Sartiglia” di Oristano e agli spettacoli serali di “Jerzu in festa”, in programma nell’Anfiteatro di piazza Europa.

Domenica 2 agosto, dalle 18.30, via Umberto I ospiterà la sfilata dei gruppi provenienti da tutta la Sardegna, mentre alle 21 prenderà il via la rassegna regionale del folklore. Lunedì 3 agosto, dalle 19, sarà invece la volta della sfilata dei gruppi internazionali, del territorio e delle Traccas, seguita dal Festival Internazionale del Folklore e dai balli in piazza.

L’intera manifestazione sarà raccontata anche da Sardegna Live, che realizzerà uno speciale televisivo dedicato all’evento e trasmetterà in diretta la sfilata internazionale di lunedì 3 agosto.

Una festa che racconta l’identità di Jerzu

«Se chiedete a un jerzese che cosa rappresenti la Sagra del Vino, c’è una parola che viene prima di tutte le altre: orgoglio».

A sintetizzare il significato della manifestazione è Antonio Deiana, presidente della Pro Loco di Jerzu: «Orgoglio per aver portato avanti una manifestazione dal finire degli anni Settanta, con un’intuizione che ci portò a essere i primi in Ogliastra a intraprendere questa esperienza enogastronomica. Orgoglio per un prodotto, il Cannonau, che è chiaramente la storia del nostro paese. Tutti gli jerzesi conoscono la Sagra e l’aspettano con trepida attesa».

Un sentimento che affonda le proprie radici nella storia del paese. Il nome Jerzzu compare infatti già in un atto notarile del 1130, nel quale si parla della donazione di vigne. Già nel XVI secolo il vino prodotto in queste terre percorreva le cosiddette “vie del vino” e raggiungeva anche i mercati oltre le Alpi.

Quasi nove secoli dopo, quel legame continua a vivere nelle campagne, nelle famiglie e nelle vigne che disegnano i versanti del territorio.

La storia di Antichi Poderi Jerzu

A Jerzu il vino è il frutto di un patrimonio condiviso. Le vigne si arrampicano sui pendii più impervi dell’Ogliastra, dove generazioni di viticoltori hanno saputo trasformare la fatica in eccellenza.

Da questa tradizione nacque, nel 1950, Antichi Poderi Jerzu, fondata da diciotto soci con l’obiettivo di valorizzare il lavoro dei viticoltori locali.

Oggi la cantina conta 408 soci e rappresenta una delle realtà più importanti del panorama vitivinicolo sardo. Qui il Cannonau, il Vermentino e gli altri vini del territorio raccontano un paesaggio unico, dove il mare incontra la montagna e dove la viticoltura continua a essere parte integrante della vita della comunità.

Durante tutto l’anno la cantina apre le proprie porte ai visitatori con percorsi di degustazione e visite guidate, offrendo un viaggio nella storia, nella cultura e nelle tradizioni del territorio.

Una comunità al lavoro per la sua festa più importante

Dietro la Sagra del Vino ci sono mesi di preparazione e il lavoro condiviso di Pro Loco, Comune, associazioni e volontari.

Gli organizzatori definiscono la manifestazione «il nostro appuntamento più caro, quello che da generazioni colora le vie del nostro amato paesello».

Quest’anno, inoltre, la manifestazione guarda a un traguardo importante: il riconoscimento di “Sagra di Qualità”. Se l’iter si concluderà positivamente, il marchio dovrebbe essere conferito all’inizio del 2027 durante una cerimonia al Senato della Repubblica.

Un obiettivo che rappresenta un ulteriore motivo di orgoglio per una comunità che, da quarantacinque edizioni, continua a custodire e valorizzare una delle feste più rappresentative dell’Ogliastra, facendo del vino il simbolo di una storia che unisce tradizione, identità e accoglienza.