La scelta di destinare il carcere di Badu ‘e Carros in via esclusiva ai detenuti sottoposti al regime del 41-bis rientra nelle competenze del Ministero della Giustizia ed è finalizzata, secondo quanto dichiarato dal Governo, a riallineare la situazione reale a quanto previsto dalla normativa introdotta nel 2009”. Lo ha ricordato il sindaco di Nuoro, Emiliano Fenu, intervenendo oggi nella seduta straordinaria del Consiglio comunale dedicata al futuro del carcere nuorese. Il primo cittadino ha sottolineato la necessità di aprire “un confronto serio sugli effetti che una simile scelta avrebbe non solo sul territorio, ma anche sui detenuti comuni, sulle famiglie e sulla rete di volontariato che da anni opera nella città, costruendo un patrimonio umano e sociale fondamentale per i percorsi di reinserimento”.

“Su questi temi credo sia sbagliato e pericoloso trasformare il dibattito in una polemica politica – ha detto Fenu –. Per questo ho apprezzato il metodo indicato dal presidente del Consiglio comunale, che chiede l’istituzione di un tavolo di confronto tra Ministero, Regione ed enti locali”. Il sindaco ha reso noto di aver già attivato un canale diretto con il Governo. “Due giorni fa ho avuto un colloquio diretto con il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro Delle Vedove, al quale ho rappresentato le preoccupazioni della comunità nuorese. Il Sottosegretario mi ha garantito che sarà a Nuoro tra fine gennaio e i primissimi giorni di febbraio per visitare il carcere e ascoltare le istanze delle istituzioni locali e della comunità di persona”.

La richiesta di un tavolo di confronto segue analoghe sollecitazioni della presidente della Regione, che già nei mesi scorsi aveva investito il Presidente del Consiglio e il Ministro della Giustizia sull’opportunità di un dialogo con la Sardegna. Duro il comunicato del M5S Sardegna, che accusa il centrodestra di aver dimenticato le origini della norma sul 41-bis: “Perché il centrodestra non ricorda che la norma (articolo 41-bis, comma 2-quater) nasce con la legge 94 del 2009, il cosiddetto pacchetto sicurezza, votato dal centrodestra? Chi c’era al governo? Berlusconi. Chi era ministro in quella legislatura? Giorgia Meloni. Smettetela di raccontare falsità e assumetevi le responsabilità di ciò che state facendo”.

Il M5S sottolinea che la critica non riguarda l’aspetto normativo del 41-bis, ma la decisione di concentrare ulteriormente in Sardegna i detenuti al regime di massima sicurezza, trasformando l’isola in un “terminal” per scelte decise altrove. Dopo la Conferenza unificata del 18 dicembre, in cui il sottosegretario Delmastro ha confermato l’intenzione di concentrare i detenuti in sette istituti esclusivamente dedicati, tre dei quali in Sardegna (Sassari, Nuoro e Cagliari-Uta), il Movimento evidenzia come la Regione e le istituzioni locali non siano state minimamente coinvolte nelle decisioni.