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Arte, poesia e prosa per rendere omaggio a Salvatore Sini, il poeta di Sarule autore dei celebri versi di A Diosa, resi immortali anche dalla canzone Non potho reposare.
Nell’ambito di A Diosa Fest 2026, la manifestazione promossa dal Comune di Sarule e andata in scena venerdì 18 settembre, hanno trovato spazio anche un’Estemporanea di Pittura e la prima edizione del Concorso Letterario di Poesia e Prosa “Salvatore Sini”, due iniziative nate per valorizzare attraverso linguaggi diversi la memoria, l’identità e la cultura sarda.
Estemporanea di Pittura
Per quanto riguarda l’Estemporanea di Pittura, gli artisti erano chiamati a lasciarsi ispirare dalla canzone A Diosa, dalla produzione poetica di Salvatore Sini, dal paese di Sarule e dai suoi scorci, paesaggi e atmosfere, con particolare riferimento ai luoghi legati alla vita e alla poetica dell’autore.
A conquistare il primo posto è stato Tony Amos, seguito da Michele Ghisu, secondo classificato. Il terzo posto ex aequo è stato assegnato a Edoardo Murgia e Davide Deiana.
L’iniziativa voleva offrire agli artisti la possibilità di interpretare liberamente, attraverso la pittura, le emozioni legate ai versi di Sini e ai luoghi che ne custodiscono la memoria.
Concorso Letterario di Poesia e Prosa “Salvatore Sini”
Accanto all’arte figurativa, A Diosa Fest ha ospitato anche la prima edizione del Concorso Letterario di Poesia e Prosa “Salvatore Sini”, promosso dal Comune di Sarule con l’obiettivo di valorizzare la lingua e la letteratura sarda e italiana e favorire un dialogo tra memoria, identità e contemporaneità.
La partecipazione era libera e gratuita e il tema delle opere libero. Gli autori potevano affrontare, attraverso poesia e prosa, temi come amore, memoria, Sardegna, paesaggio, radici, identità, tempo, nostalgia, affetti, vita e relazioni umane, lasciandosi eventualmente ispirare dalla forza evocativa dei versi di Salvatore Sini.
Poesia in lingua italiana
Per la poesia in lingua italiana, il primo premio è andato a Angel Ricardo Dente, dall’Argentina, con l’opera “Poesia antica”.


Poesia in lingua sarda
Nella sezione poesia in lingua sarda, il primo premio è stato assegnato ad Antoni Ignazio Garau con “Po no ndi studai sa spera”.




Prosa in lingua italiana
Per la prosa in lingua italiana, a vincere è stato Sandro Biccai con “Oe comente deris”.






Il concorso chiedeva che le opere fossero rigorosamente inedite, non pubblicate e non premiate in altri concorsi o manifestazioni. Per la poesia era ammesso un solo componimento, fino a un massimo di 50 versi, mentre per la prosa il limite era fissato a tre cartelle.
L’eventuale richiamo ad A Diosa – Non potho reposare doveva tradursi in una rielaborazione originale e personale, senza riprodurre testi già esistenti.
Con queste due iniziative, il Comune di Sarule ha voluto affiancare al programma di A Diosa Fest 2026 un momento dedicato alla creatività contemporanea, mantenendo al centro la figura e l’eredità di Salvatore Sini e invitando artisti, poeti e scrittori a confrontarsi con una memoria che continua ancora oggi a generare nuove forme di espressione.

