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Per i lavoratori della centrale elettrica di Ottana (gruppo Clivati), sono previsti a partire dal 10 gennaio 40 lettere di licenziamento su 65 dipendenti. Gli altri sono stati assorbiti nell'azienda Biopower Sardegna.
Si è tenuto oggi in Confindustria, a Nuoro, l'incontro con i rappresentanti aziendali e i sindacati Cgil, Cisl e Uil per esaminare congiuntamente la situazione e avviare la procedura di licenziamento per poter accedere alla Naspi, la nuova assicurazione sociale per l'impiego che ha sostituito la vecchia disoccupazione.
Secondo un conteggio dell'Inps, la cassa integrazione ordinaria per i 40 lavoratori finirà il 10 gennaio e non il 18 aprile come era stato stabilito con un provvedimento dell'aprile 2016.
Sarà la Naspi a consentire agli operai di Ottana Energia un reddito per qualche anno ancora.
"E' una sconfitta per la politica, per i sindacati, per Confindustria e per il territorio tutto - commenta Katy Contini, segretaria di categoria della Cisl -. Il licenziamento era inevitabile per mettere in sicurezza i lavoratori e garantire loro un minimo reddito. Questa è la fine dell'industria a Ottana. Abbiamo chiesto un incontro urgente con la Regione perché si pensi subito a dare un futuro a questo territorio, anche alternativo alle produzioni tradizionali".
"Nel centro Sardegna negli ultimi 20 anni sono stati persi dai 5 ai 6mila posti di lavoro nel settore industria - ricorda Sergio Zara della Cgil - Non è rimasto più niente. Regione e Governo escano dalla passività e prendano in mano la situazione. E' necessario un intervento immediato nel Nuorese perché ora siamo arrivati al dramma".