L’amministrazione comunale di Aritzo, guidata dal sindaco Gualtiero Mameli, preferisce rispondere con il silenzio alla vicenda che si è aperta con un cartello di insulti trovato venerdì sera nei pressi della casa cantoniera al bivio per Gadoni.

Saranno i carabinieri della stazione di Belvì a far luce su un episodio che apparentemente non desterebbe alcuna preoccupazione negli amministratori locali. Il cartello, grande circa 50 centimetri, riportava una scritta di basso profilo indirizzata al primo cittadino.

Sebbene non ci fossero minacce esplicite i militari, secondo indiscrezioni, avrebbero già avviato le indagini per fare chiarezza e individuare i responsabili.

Gualtiero Mameli è stato eletto sindaco nel mese di giugno dello scorso anno e ad Aritzo non si sono mai verificati episodi di tensione legati al lavoro istituzionale dell’amministrazione.

Aritzo è per sua natura estranea a episodi di questo tipo, ma il clima che si respira nel territorio dopo le vicende che hanno minato la serenità di altri centri come Belvì e Desulo, a danno di alcuni amministratori, non consente agli inquirenti di sottovalutare qualsiasi azione contraria al quieto vivere.