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A poco più di una settimana dall'esondazione del Riu Mannu, alle porte di Ozieri, i testimoni di quelle ore di paura ricostruiscono un'avventura di cui avrebbero preferito non essere protagonisti.
Era la notte fra il 14 e il 15 febbraio quando diverse famiglie sono rimaste isolate nella frazione di Fraigas. A causare l'emergenza l’innalzamento del livello dell’acqua provocato dallo straripamento del fiume che attraversa il Logudoro.
Sul posto sono intervenuti prontamente i Vigili del Fuoco, che hanno operato con squadre di soccorritori acquatici e sommozzatori. Utilizzando gommoni, i soccorritori sono riusciti a raggiungere le abitazioni coinvolte e a mettere in salvo tutte le persone, riportando la situazione in sicurezza.
"ATTIMI DI TERRORE"
"A pochi giorni di distanza ringrazio le tantissime persone che si sono proposte di aiutarci, parenti e amici – commenta ancora scosso Salvatore, che insieme alla sua famiglia ha vissuto attimi di terrore –. Un ringraziamento speciale alle forze dell'ordine, a due carabinieri che si sono fatti trovare al momento giusto nel posto giusto. Non so se per magia, per miracolo, per professionalità o mestiere. Chiamatelo come volete ma non ho parole per descrivere quel momento. Tra l'altro quei carabinieri sono tornati dopo due giorni per vedere come stavamo e come era la situazione".
"Grazie – aggiunge Salvatore – anche ai vigili del fuoco di Ozieri e alla squadra dei sommozzatori, che hanno cercato di fare il massimo per farci uscire al meglio, non solo le persone ma anche gli animali, i nostri cani. Ci sono tanti danni e tanto da fare".
"UNA NOTTE DA BRIVIDI"
A condividere con lui quell'esperienza da dimenticare la sua compagna Anna, che racconta: "A distanza di pochi giorni, solo il pensiero di quella notte mi fa venire i brividi. Ma oggi penso che raccontarlo è davvero una fortuna. Svegliarmi e vedere un fiume in piena sotto casa, senza poter chiamare nessuno al telefono per via delle linee interrotte. Vedere il proprio compagno uscire e rischiare la propria vita in balia della forte acqua. Rimanere più di un'ora e mezza con mio figlio in casa da soli e vedere il livello dell'acqua salire sempre più".
"Dopo aver vissuto tutto questo mi stupisco di non essere andata nel panico ma di aver reagito, nonostante la grandissima paura e la preoccupazione per noi, per i miei suoceri che erano barricati in casa, per i miei cari vicini ancora più in pericolo con altre due bimbe, di cui una neonata".
"GRAZIE AI NOSTRI ANGELI"
"Mi chiedevo come potevamo scappare, senza poter chiamare nessuno! – prosegue Anna raccontando quegli istanti interminabili – Quando poi ho sentito in lontananza la voce dei carabinieri, che chiedevano se stessimo bene e ci invitavano a stare tranquilli, ho pensato che allora c'era qualche speranza. Sono stati davvero i nostri angeli nel buio. Poi, dopo quell'ora che sembrava interminabile, l'arrivo alla porta di casa dei Vigili del Fuoco mi ha liberato il cuore e la mente da tutta la preoccupazione".
"Inoltre, vedere la felicità di mio figlio nell'essere portato sul mezzo dei Vigili per la prima volta, nel ringraziarli per averci "dato un passaggio", la sua ingenuità e l'innocenza di un bambino di 4 anni ci ha fatto tutti sorridere un po' – ricorda Anna –. Mi sento di ringraziare tanto tutta la mia splendida famiglia che ci ha accolto e ancora ci accoglie in casa con calore e affetto. Grazie a tutti i nostri amici e conoscenti che non ci stanno lasciando soli, ma sono presenti e disponibili ad aiutarci in questo brutto momento. Tutto questo rimarrà un ricordo indelebile e permanente, ma non ci toglierà sicuramente il sorriso e la voglia di rinascere più forti di prima".
"INCURIA E ABBANDONO LE CAUSE DEL DISASTRO"
Una testimonianza forte e decisa e anche quella che arriva da Giuseppina, che ha condiviso sui social alcuni video che ritraggono le condizioni del letto del fiume. Il Riu Mannu corre impetuoso fra alberi e piante che rappresentano un ostacolo inquietante al defluire dell'acqua. "Ecco perché è successo il disastro – scrive la donna –. L'incuria e l'abbandono dei nostri fiumi, vegetazione e mondezza di ogni genere. Vergognoso davvero. Chi di dovere ha girato lo sguardo da un'altra parte, come sempre".
"Questa volta si è sfiorata la tragedia, se non fosse stato per i due carabinieri di Ozieri che svolgevano il servizio notturno, probabilmente non sarei qui a scrivere questo post. I primi a intervenire hanno operato con grande professionalità e umanità. Hanno allertato i Vigili del fuoco e, insieme, con mezzi anfibi, ci hanno tratto in salvo tutti, i nostri bambini, i nostri anziani e i nostri animali. Presente anche l'ambulanza della Croce Ottagona di Ozieri. Grazie a loro stiamo tutti bene. E grazie anche agli amici e i parenti che ci sono stati vicini. Loro non hanno girato lo sguardo e il cuore dall'altra parte".

