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“L'indagine condotta sui mercati delle rotte domestiche da e per la Sicilia e la Sardegna non ha fatto emergere fenomeni collusivi in relazione al funzionamento degli algoritmi di prezzo o alla concreta dinamica dei prezzi (collegabili all'eventuale presenza di un parallelismo di comportamento tra vettori)”. È quanto emerge dal rapporto finale dell’Antitrust, pubblicato oggi nel bollettino, che chiude l’istruttoria avviata nel novembre 2023 sul caro-voli in prossimità delle festività estive e natalizie, segnalato dalle associazioni dei consumatori e conclusa il 16 dicembre scorso.
La decisione, già anticipata da un report preliminare e da una recente audizione parlamentare, non rileva quindi condotte illegittime da parte delle principali compagnie. Tuttavia l’Autorità segnala “problematiche nella possibilità per i consumatori di comparare adeguatamente le tariffe aeree”, circostanza che impedisce di sfruttare appieno le differenze di prezzo, anche rilevanti, tra i vettori sulle rotte da e per le due isole. Secondo l’Antitrust, la trasparenza e la comparabilità delle offerte incidono sulla mobilità della domanda e sulle dinamiche concorrenziali, soprattutto in un servizio complesso come il trasporto aereo passeggeri.
Nessuna conferma nemmeno all’ipotesi di prezzi diversi in base al dispositivo utilizzato: le verifiche su PC, Mac, smartphone Android e iPhone non hanno evidenziato discriminazioni, con variazioni ritenute trascurabili o casuali.
Sul fronte delle quote di mercato, nel 2024 Ryanair risulta primo vettore sia in Sicilia (50-55%) sia in Sardegna (35-40%). Seguono Ita e Aeroitalia, con la presenza anche di easyJet, WizzAir e Volotea. L’Autorità ricorda infine le politiche regionali di continuità territoriale e rileva, da un’indagine Doxa, una forte incidenza di utenti legati ai territori insulari, più alta per la Sicilia (55%) rispetto alla Sardegna (45%).

