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"Sono 800 le persone attualmente presenti nel Centro di Accoglienza Straordinaria e nell’Hotspot di Monastir. Un numero che suscita la preoccupazione dell’amministrazione comunale": la sindaca Paola Ugas chiede, attraverso una nota stampa, un confronto con la Prefettura e con le istituzioni competenti per fare chiarezza sulla capacità della struttura, sulle condizioni organizzative e di sicurezza e sull’impatto della situazione sul territorio".
Nel comunicato, diffuso oggi, sabato 22 agosto 2026, la prima cittadina sottolinea la necessità che Monastir venga ascoltata e coinvolta nelle decisioni relative alla gestione della struttura.
"Sento il dovere, come sindaco, di prendere una posizione chiara sulla situazione del Centro di Accoglienza Straordinaria e dell’Hotspot di Monastir e di esprimere la forte preoccupazione della nostra comunità - afferma la prima cittadina -. Apprendiamo dagli organi di stampa che nel centro attualmente sono presenti 800 persone. È una dimensione che non può essere considerata ordinaria e che non può diventare la nuova normalità per Monastir senza una valutazione seria e trasparente della capacità della struttura, delle condizioni di gestione e dell’impatto che questa situazione determina sul territorio".
"Monastir - prosegue la nota di Paola Ugas - ha fatto e continua a fare la propria parte, con senso di responsabilità e nel rispetto delle istituzioni. Ma proprio per questo riteniamo necessario che anche il nostro territorio venga ascoltato e coinvolto nelle decisioni che riguardano una struttura di queste dimensioni. Non è una questione ideologica e non è una contrapposizione tra cittadini e persone migranti. È una questione di sostenibilità, sicurezza, organizzazione e rispetto della comunità che quella struttura ospita".
"Come sindaca ho il dovere di rappresentare i cittadini di Monastir e di chiedere allo Stato risposte precise: perché si è arrivati a 800 presenze? Qual è la capacità effettiva della struttura? Quali sono oggi le condizioni organizzative e di sicurezza? Quali risorse e quali forze sono state messe in campo per affrontare questa situazione? - si chiede la prima cittadina -. Non possiamo limitarci a prendere atto di numeri che crescono.
È necessario governare il fenomeno, garantendo condizioni adeguate per chi viene accolto, per chi lavora nella struttura e per la comunità che la ospita".
"L’accoglienza è una responsabilità dello Stato - prosegue la nota di Uga -. Anche garantire che sia sostenibile e compatibile con il territorio lo è. Per questo chiederemo formalmente un ulteriore confronto con la Prefettura e con tutte le istituzioni competenti. Lo faremo con fermezza e nel pieno rispetto dei ruoli, perché riteniamo che Monastir abbia il diritto di conoscere, di essere ascoltata e di essere tutelata.
"Monastir ha fatto la sua parte - conclude la sindaca -. Adesso chiediamo che anche lo Stato faccia la propria: garantire una gestione adeguata, rafforzare le condizioni di sicurezza e assicurare che il peso di una situazione di queste dimensioni non ricada esclusivamente sulla nostra comunità e sul territorio".

