Ci sarebbe una vera e propria emergenza in diversi Pronto soccorso della Sardegna a causa dell'affluenza per l'influenza, che negli ultimi giorni colpisce pesantemente l'Isola.

"Non so se siamo già al picco ma i casi sono in deciso aumento", spiega Paolo Pinna Parpaglia, direttore della struttura complessa di Pronto soccorso Obi e Medicina d'urgenza dell'Aou di Sassari. Al Pronto soccorso dell'ospedale Santissima Annunziata i pazienti che arrivano con sintomi influenzali sono una trentina al giorno: "Presentano soprattutto complicanze respiratorie e in gran parte sono persone anziane e fragili, che necessitano quindi di ospedalizzazione in reparti principalmente di area medica, quelli più affollati anche per altre patologie - precisa Pinna Parpaglia, secondo il quale l'arrivo dell'influenza rappresenta un problema non solo per il Pronto soccorso, ma per tutto l'ospedale".

Si consiglia di limitare l'utilizzo del Pronto Soccorso per sintomi influenzali che possono essere trattati a casa con il monitoraggio dei medici di famiglia. È preferibile recarsi in ospedale solo in presenza di sintomi respiratori gravi, che potrebbero indicare complicazioni polmonari o sovra-infezioni.Statistiche mostrano che il 30% delle visite al Pronto Soccorso di Sassari coinvolge persone di età superiore ai 75 anni. In più della metà dei casi, si tratta di problemi di bassa complessità per i quali esistono alternative di assistenza più adeguate al di fuori dell'ambiente ospedaliero."È importante sapere - ribadisce Pinna Parpaglia - che il Pronto soccorso non è sempre il luogo più sicuro per una persona anziana. È un luogo in cui affluiscono pazienti affetti da patologie infettive anche gravi, con una conseguente circolazione di virus e batteri. Per le persone anziane, spesso più vulnerabili, il rischio di contrarre infezioni è concreto, soprattutto in situazioni di sovraffollamento".

Al Pronto soccorso dell'Aou di Cagliari i pazienti in attesa di ricovero sono una trentina, cinque dei quali per influenza. "Una situazione generale non tollerabile - avverte il direttore Wolfang Orecchioni - anche perchè dopo il Covid i pazienti colpiti da virus influenzale dovrebbero essere isolati. Tra l'altro la presenza di pazienti in attesa di ricovero rende difficile l'assistenza, aumentando i rischi di complicazioni e mortalità". L'appello che arriva dai medici sardi è quello di vaccinarsi: c'è ancora tempo.