Il mese di gennaio 2026 verrà ricordato in particolar modo per le emergenze fronteggiate e il coraggio del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale (CFVA) della Sardegna. Il passaggio del Ciclone Harry, tra il 21 e il 22 gennaio, ha messo a dura prova fiumi, coste e comunità locali, ma il personale CFVA è stato pronto a intervenire in ogni situazione critica.

Durante i giorni di allerta meteo, le pattuglie hanno monitorato costantemente i corsi fluviali, soccorrendo cittadini minacciati dalle esondazioni e intervenendo per rimuovere alberi abbattuti dal vento. A Pula, nei pressi di Nora, i controlli post-mareggiata hanno permesso di rinvenire resti archeologici – anfore e ossa – messi in sicurezza grazie alla collaborazione con la Soprintendenza.

Ma il lavoro del CFVA non si limita alle emergenze naturali: la protezione della fauna selvatica resta una priorità assoluta. Nel sud Sardegna, gli agenti hanno contrastato il bracconaggio con reti, lacci e trappole a molla, salvando numerosi animali feriti tra cui cervi, daini, cinghiali, volpi, rapaci e persino un cane in pericolo di annegamento.

Tra gli interventi più significativi, spicca il salvataggio di due aquile del Bonelli, specie reintrodotta in Sardegna dal 2018 grazie ai progetti Life, con oltre 20 esemplari liberati per ricostituire la popolazione sull’Isola.

"Il nostro lavoro è proteggere persone, ambiente e specie selvatiche – commenta il CFVA –. Ogni emergenza è una sfida, ma anche un’opportunità per salvare vite e custodire il nostro patrimonio naturale e culturale".

In un mese di vento, pioggia e mareggiate, gli uomini e le donne del Corpo Forestale si confermano veri eroi silenziosi della Sardegna, sempre pronti a intervenire per la sicurezza della popolazione e la tutela della natura.