È  stata un’intensa e brillante interpretazione recitativa quella di Rita Atzeri che, con lo spettacolo “Maria di Eltili” di Beppe Vigna, che si è svolto presso l’Auditorium della Grande Miniera di Serbariu, ha chiuso la giornata inaugurale dell’evento “Una Miniera di Cultura”, coordinato dall’AES.

Il testo inedito di Vigna, sulle musiche di Alessandro Muroni, è stata, anche, un’ occasione per parlare di temi molto attuali, partendo dalla violenza sulle donne per arrivare al problema dell’integrazione dei migranti e del diverso in generale.

In quest’opera, lo scrittore di Baunei ha raccolto una tradizione orale piuttosto diffusa in Ogliastra, che riguarda una serie di racconti popolari ispirati alle incursioni dei mori saraceni. La leggenda vuole che Maria sia stata rapita e, dopo mille peripezie, sia riuscita a tornare a vivere nella sua Sardegna e a integrarsi nella propria comunità.

Le presentazioni di “Guardando le formiche dal basso”, di Roberto Paracchini, e “Peccato che sia giorno”, di Silvia Serafi, pubblicati, rispettivamente, da Aipsa e Cuec, hanno caratterizzato la prima giornata.

Il primo ha illustrato ai presenti le differenze tra la scrittura puramente giornalistica e quella romanzata, per poi addentrarsi nelle trame complesse delle sue narrazioni, ricche di psicologismi e ambientazioni oniriche, tra realtà e fantasia. Della Serafi, invece, ha colpito molto lo stile e la tecnica narrativa.

Nel corso della serata è stato presentato “Grazia Deledda. Una Vita per il Nobel”, di Maria Elvira Ciusa, edito da Carlo Delfino, dedicato a una delle grandi donne di valore, le “reinas” sarde.