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Il Governo italiano, attraverso una nota di Palazzo Chigi, ha commentato la cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro da parte delle forze speciali statunitensi a Caracas, sottolineando la propria posizione storica in materia di politica estera: "Coerentemente con la storica posizione dell'Italia, il Governo reputa che l'azione militare esterna non sia la strada da percorrere per mettere fine ai regimi totalitari, ma considera al contempo legittimo un intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi alla propria sicurezza, come nel caso di entità statuali che alimentano e favoriscono il narcotraffico".
Nel frattempo Maduro, catturato nell’ambito di un’operazione ordinata dal presidente Usa Donald Trump, è in transito verso New York, dove verrà detenuto presso il Metropolitan Detention Center in attesa del processo. Secondo fonti citate da Fox e Abc, il leader venezuelano potrebbe comparire in tribunale già lunedì. L’operazione americana ha riguardato anche altri membri della famiglia: la moglie e il figlio Nicolás Ernesto, accusati di reati legati a droga e armi da fuoco.
Dura la reazione interna: Nicolás Maduro Guerra, deputato dell’Assemblea nazionale e figlio del presidente, ha denunciato una "gravissima aggressione militare" di Washington, sostenendo che l’azione minaccia la pace e la stabilità internazionale e mette a rischio milioni di vite. In un messaggio su Instagram, ha invitato le forze sociali e politiche del Venezuela alla mobilitazione, accusando gli Stati Uniti di voler "impadronirsi delle risorse del Venezuela" e sollecitando una risposta immediata da parte della comunità internazionale.



