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Sono diciannove gli alimenti finiti sotto sequestro a Pietracatella nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Sara Di Vita, 15 anni, e della madre Antonella Di Ielsi, 50 anni. I prodotti, sui quali si stanno concentrando le verifiche degli investigatori, sono stati rinvenuti in parte nell’abitazione di Gianni Di Vita e in parte nella casa della madre, situata al primo piano dello stesso stabile.
L’elenco comprende un preparato a base di funghi e peperoni, olive verdi e nere, polpette, formaggio al pistacchio, mozzarella di latte vaccino, salsa di pomodoro, funghi presumibilmente del tipo “pleurotus ostreatus”, vongole cotte con guscio, baccalà gratinato con pinoli, uva e patate, una torta con pan di Spagna e crema al pistacchio, pesto, formaggio spalmabile, due diverse marmellate, polenta condita con funghi presumibilmente champignon, due tipi di formaggio spalmabile, funghi alla contadina e giardiniera autoprodotta. Le analisi sui campioni sono state affidate all’Istituto Zooprofilattico di Abruzzo e Molise.
Nel frattempo, si sono concluse poco prima delle 17 le autopsie sui corpi della quindicenne e della madre, decedute per una sospetta intossicazione alimentare. Gli esami, eseguiti all’ospedale Cardarelli di Campobasso, sono durati circa sette ore. La Procura ha concesso novanta giorni di tempo per il deposito dei risultati, anche se gli inquirenti confidano di ottenere indicazioni utili in tempi più brevi.
Resta al momento l’ipotesi di una tossinfezione di origine alimentare, ma il procuratore Nicola D’Angelo invita alla cautela: “La mera esecuzione di un autopsia – dice all’ANSA – non fornisce elementi immediati, occorrerà esaminare e analizzare i reperti e per questo bisognerà attendere i risultati ufficiali”.

