Oggi il paziente medio arriva alla visita specialistica avendo già cercato informazioni online, avendo consultato il proprio fascicolo sanitario elettronico e aspettandosi di trovare il medico altrettanto aggiornato sugli strumenti digitali a disposizione. Non sempre è così.

Lavorando a contatto con professionisti sanitari, prima nel settore farmaceutico, oggi come consulente digitale, ho visto da vicino il divario che esiste tra la velocità con cui il sistema sanitario si digitalizza e la consapevolezza che molti medici hanno di questi strumenti. Un divario che si riflette direttamente sulla qualità della comunicazione con i pazienti e, di conseguenza, sulla percezione del professionista online.

Il Fascicolo Sanitario Elettronico: cosa può fare il medico

Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) è il punto unico di accesso ai dati e documenti sanitari del paziente: referti, ricette, lettere di dimissione, verbali di pronto soccorso, vaccinazioni. È alimentato da tutte le strutture del Servizio Sanitario Nazionale e, dal 2020, anche da strutture private accreditate.

Quello che non tutti i medici sanno è che possono accedervi direttamente, con le proprie credenziali, durante la presa in cura del paziente, purché il paziente abbia espresso il consenso alla consultazione.

In pratica significa che, se un paziente arriva in visita senza i referti degli esami del sangue, il medico può consultarli direttamente nel FSE senza aspettare che il paziente li recuperi e li invii. Un risparmio di tempo concreto, per entrambi.

Secondo quanto indicato dal portale ufficiale del Sistema Tessera Sanitaria, i medici SSN possono accedere al FSE del proprio paziente tramite il portale regionale di appartenenza, autenticandosi con SPID, CIE (Carta d'Identità Elettronica) o CNS (Tessera Sanitaria/Carta Nazionale dei Servizi). Le modalità operative variano da regione a regione, ma lo strumento è disponibile su tutto il territorio nazionale.

Con il FSE 2.0, previsto come pienamente operativo nel 2026 nell'ambito del PNRR, l'infrastruttura diventa interoperabile a livello nazionale: i documenti generati in una regione sono visibili anche in un'altra, e l'integrazione con i sistemi di prenotazione e prescrizione digitale si fa più stretta.

Come accede il medico al Sistema TS per le ricette elettroniche

Per emettere e consultare le ricette elettroniche, il medico accede al portale del Sistema Tessera Sanitaria tramite tre modalità di autenticazione a due fattori, introdotte dal DM 8/6/2023:

•          SPID (livello 2) — username, password e codice OTP

•          CIE (Carta d'Identità Elettronica) — con secondo fattore di autenticazione

•          Smart Card (TS-CNS o carta regionale) — con lettore di carta e PIN

 

I medici convenzionati con il SSN ricevono le credenziali dall'Azienda Sanitaria di competenza. I medici non convenzionati iscritti agli Ordini Provinciali possono richiederle direttamente al proprio Ordine o tramite PEC.

L'aneddoto che mi ha fatto capire quanto sia largo il divario

Qualche tempo fa, parlando con un medico specialista, mi raccontava di un problema ricorrente: i pazienti arrivavano alla visita senza portare gli esami del sangue. Una situazione di stallo: visita rallentata, paziente imbarazzato, medico frustrato.

Gli chiesi se avesse mai provato ad accedere direttamente al fascicolo sanitario del paziente. Mi guardò con un'espressione sorpresa: non sapeva che fosse possibile. Lo guidai nel processo nella pratica. In pochi minuti aveva capito come funzionava.

Non era un medico poco attento o disinteressato. Era semplicemente un professionista che non aveva mai ricevuto una formazione pratica su questo strumento, e che probabilmente non la avrebbe ricevuta nemmeno in futuro, aspettando che fosse l'azienda sanitaria a proporla.

Aspettare la formazione istituzionale è un rischio

La formazione digitale per i medici esiste (i crediti ECM coprono anche competenze digitali) ma arriva lentamente, in modo disomogeneo, e spesso in ritardo rispetto all'evoluzione degli strumenti. Chi aspetta che sia la propria ASL o l'Ordine professionale a organizzare il corso giusto al momento giusto, rischia di restare indietro.

La proattività digitale, nel 2026, è una scelta individuale. Non arriva dall'alto.

I medici che si tengono aggiornati autonomamente, che esplorano gli strumenti, che chiedono, che sperimentano, offrono un servizio migliore ai propri pazienti e si distinguono in un mercato dove la presenza online è sempre più determinante.

Il sito web come strumento di educazione digitale del paziente

C'è un aspetto che spesso viene trascurato quando si parla di sito web per uno studio medico: il potenziale educativo verso il paziente.

Un sito non serve solo a presentare il professionista e a facilitare il contatto. Può diventare uno strumento attivo di comunicazione e orientamento. Qualche esempio concreto:

- Ricette dematerializzate. Molti pazienti non sanno come trovare la propria ricetta elettronica o come usare il codice NRE per recarsi in farmacia. Una pagina del sito che lo spiega, con istruzioni semplici, riduce le telefonate allo studio e migliora l'esperienza del paziente.

- Come accedere al FSE. Il paziente può accedere al proprio fascicolo sanitario tramite SPID o CIE sul portale della propria regione. Una guida semplice su come farlo è un servizio utile che il paziente ricorda e apprezza.

- Come trovare i referti online. Sempre più strutture caricano i referti direttamente nel FSE. Spiegare ai propri pazienti come trovarli, senza dover aspettare la posta o richiamare il centro, è un valore aggiunto concreto.

Questi contenuti non richiedono aggiornamenti frequenti, sono utili per chi visita il sito, e comunicano implicitamente che il professionista è aggiornato e attento alla comunicazione con i propri pazienti.

La cultura digitale come fattore differenziante

Il paziente di oggi è digitale. Cerca il medico su Google, controlla le recensioni, visita il sito prima di prenotare, si aspetta di trovare informazioni chiare e aggiornate. E sempre più spesso sceglie in base a quello che trova online, non solo in base al passaparola.

Un medico digitalmente consapevole non è solo un professionista più efficiente. È un professionista che comunica meglio, che riduce i malintesi, che costruisce fiducia prima ancora che il paziente entri nello studio.

Il sito web è il punto di incontro tra questi due mondi. Non una vetrina, ma uno strumento di comunicazione digitale per medici.

Emanuela Silvia Gabriele è consulente digitale specializzata nella realizzazione di siti web per medici specialisti, ambulatori e studi professionali. Opera con il brand EG Consulente Digitale e lavora con professionisti sanitari in tutta Italia.