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La comunità di Pula rinnova il legame con il martire guerriero, in un evento che unisce devozione e storia, culminando nella processione verso Nora.
Tutti conoscono la grande festa di Sant’Efisio di maggio, il pellegrinaggio solenne che da Cagliari arriva fino a Nora. Ma a Pula, luogo del martirio del Santo, il mese di gennaio custodisce una dimensione diversa, più raccolta e profonda, che affonda le radici nella memoria storica e nella devozione più autentica della comunità.
Dal 12 al 15 gennaio e il 25 gennaio 2026, Pula rinnova il suo legame con Sant’Efisio, martire guerriero e testimone di fede, ricordando in particolare il giorno del suo sacrificio, avvenuto il 15 gennaio del 303 d.C., sulla spiaggia di Nora, lungo la costa sud-occidentale della Sardegna.
Qui, dove secondo la tradizione Efisio affrontò la morte senza rinnegare la propria fede cristiana, la festa di gennaio assume un valore speciale: non è celebrazione di massa, ma tempo di raccoglimento, preghiera e identità condivisa.
La festa di gennaio, cuore identitario della comunità
Per la comunità di Pula, che vive quotidianamente nei luoghi del martirio, la festa di gennaio ha una connotazione diversa rispetto a quella di maggio. È un momento in cui emerge con forza il senso di appartenenza, una religiosità più intima e una partecipazione sentita, che unisce generazioni e confraternite.
Il pellegrinaggio invernale verso Nora, le celebrazioni liturgiche, le processioni e i momenti di approfondimento culturale diventano occasione per ritrovare un legame profondo con la figura del Santo, con la storia del territorio e con una devozione che attraversa i secoli.
La conferenza di martedì 13 gennaio
Tra i momenti centrali del programma, martedì 13 gennaio alle ore 19, nella Sala Consiliare, è in programma la conferenza:
“Il culto pulese di Efis. Le origini, la devozione e le testimonianze di una grande fede”
Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Pula Walter Cabasino, del parroco don Marcello Loi, dell’assessora al Turismo Donatella Fa e dell’assessora alla Cultura Manuela Serra, interverranno:
• Mauro Dadea, professore e archeologo
Sant’Efisio tra archeologia e storia
• Ignazio Abis, segretario della Confraternita di Sant’Efisio di Pula
La Confraternita di Sant’Efisio di Pula – Un servizio che dura tre secoli
• Salvatore Sarigu, professore e studioso di cultura sarda
Il Cammino di Sant’Efisio
Modera l’incontro Roberto Tangianu.
Il programma dei festeggiamenti
Lunedì 12 gennaio
Ore 18 – Parrocchia di San Giovanni Battista
Santa Messa e cerimonia di vestizione del Santo
Martedì 13 gennaio
Ore 19 – Sala Consiliare
Conferenza sul culto pulese di Sant’Efisio
Mercoledì 14 gennaio
Ore 16:00 – Parrocchia di San Giovanni Battista
Cerimonia dell’imposizione degli ex voto sul simulacro del Santo
A seguire Santo Rosario
Ore 17:30
Santa Messa con l’omelia di don Lorenzo Vacca
Ore 18:30
Dalla Parrocchia di San Giovanni Battista alla Chiesa di Sant’Efisio di Nora
Solenne processione accompagnata dai gruppi folk di Pula, Villa San Pietro, Sant’Anna Arresi, Teulada, dai Miliziani di Sant’Efisio di Cagliari – Stampace, dalle Launeddas dell’Orchestra Popolare Sarda e dalla Banda Musicale Città di Pula
Ore 19:45 – Chiesa di Sant’Efisio di Nora
Solenne benedizione eucaristica
Ore 20:00
Spettacolo pirotecnico
Ore 22:30
Veglia di preghiera nella chiesa di Sant’Efisio di Nora
Giovedì 15 gennaio
Ore 7:30 – Parrocchia di San Giovanni Battista
Santa Messa
Ore 10:30
Santo Rosario
Ore 11:00
Messa solenne e processione a Nora, accompagnata dalle launeddas di Matteo Muscas e Gioele Spano
Ore 17:00
Rientro a Pula dalla chiesa di Sant’Efisio di Nora
Domenica 25 gennaio
Ore 18:30 – Parrocchia di San Giovanni Battista
Santa Messa e conclusione dei festeggiamenti
Il martire guerriero e il luogo del sacrificio
Efisio era un giovane soldato romano, nato verso la fine del III secolo ad Aelia Capitolina, l’odierna Gerusalemme, figlio di Alexandria, nobile pagana, e di Christophorus, cristiano. Arruolato nell’esercito imperiale sotto Diocleziano, ottenne rapidamente incarichi di comando e fu inviato in Italia e poi in Sardegna per reprimere rivolte e perseguitare i cristiani.
La tradizione racconta che durante una campagna militare Efisio ebbe una visione: una croce splendente nel cielo, segno della sua conversione. Da quel momento professò apertamente la fede cristiana. Arrestato, processato a Cagliari e sottoposto a torture, rifiutò di abiurare. Condotto a Nora, pregò per il popolo sardo e venne decapitato il 15 gennaio 303 d.C.
Sul luogo del martirio sorse in epoca altomedievale un primo santuario, ricostruito poi in età romanica dai monaci vittorini di Marsiglia, riutilizzando materiali provenienti dall’antica città di Nora. La chiesa di Sant’Efisio di Nora, affacciata sull’arenile e a pochi metri dall’area archeologica, è il cuore spirituale di questa ricorrenza.
Una devozione che resiste al tempo
La festa di Sant’Efisio a gennaio non è soltanto una ricorrenza religiosa, ma un momento in cui Pula riafferma il proprio ruolo centrale nella storia del culto del Santo. È qui che il martirio si è compiuto, è qui che la memoria si rinnova in forma più silenziosa ma non meno intensa.

