Il miele caldo che avvolge le mandorle, il bianco lucido del torrone appena lavorato, le mani esperte che girano lentamente l’impasto dentro “sa forredda”. È un’immagine che profuma di festa, di attesa, di paese. A Tonara la Pasquetta comincia così: con un sapore che è memoria e identità.

Lunedì 6 aprile 2026 il borgo del Gennargentu ospita la 45ª edizione della Sagra del Torrone, uno degli appuntamenti più sentiti e riconoscibili della Sardegna, organizzato dal Comune con la collaborazione delle associazioni locali, il sostegno della Regione Sardegna e della Fondazione di Sardegna. Una giornata che unisce musica itinerante, colori e suoni dell’Isola, con il coinvolgimento del Centro commerciale naturale e degli ambulanti, pronti ad aprire simbolicamente la stagione lavorativa proprio con questa festa.

Tonara non è solo il luogo dove il torrone si produce: è il paese dei torronai. Qui, tra gli 800 e i 900 metri di altitudine, ai piedi del Gennargentu, la lavorazione artigianale affonda le radici nei secoli, alimentata dai frutti di un territorio generoso: miele, mandorle, noci, nocciole. Attorno, boschi di castagni millenari e un paesaggio che racconta un legame profondo tra natura e lavoro.

Ma Tonara è anche il paese dei campanacci, del legno lavorato, dei tappeti e degli arazzi. È un borgo autentico, nato dall’unione dei rioni di Arasulè, Teliseri e Toneri, dove le case in pietra con balconi in legno si affacciano su viuzze strette e dove ogni angolo racconta un mestiere, una storia, una tradizione. I murales dedicati a Peppino Mereu, poeta simbolo del paese, accompagnano un percorso urbano che intreccia arte e memoria, restituendo il ritratto di una comunità viva e consapevole delle proprie radici.

La sagra è anche un momento di accoglienza, come sottolinea il sindaco Pierpaolo Sau: “Pasquetta segna la 45ª edizione della Sagra del Torrone qui a Tonara: un’edizione davvero speciale, con canti, musiche e balli. Non solo torrone, ma anche esposizioni dei nostri fantastici prodotti, il tutto accompagnato dalla nostra ormai mitica accoglienza. Vi aspettiamo numerosi, non perdetelo”.

Il programma della Sagra del Torrone 2026

Il programma della sagra è ricco e diffuso lungo tutto il paese. Al centro, naturalmente, il torrone: alle ore 10 e alle 15 le dimostrazioni e degustazioni con racconto della lavorazione del torrone e dei campanacci, con assaggio di torrone caldo presso “Sa forredda”.

Dalle ore 10 spazio alla Mostra del S'ambulante Tonaresu e dell’abito tradizionale in viale Sant’Antonio, alla mostra di tessitura in viale della Regione, al percorso dei murales con QR code e a “Casa Sulis Mascia – un tuffo nel passato” in via Eleonora, oltre alla possibilità di visitare i retabli del XVI secolo nella sala consiliare.

Dalle 11 alle 13 e dalle 14:30 in poi, in Piazza Sant’Antonio, la 2ª Rassegna del Mini Folk, presentata da Giuliano Marongiu. Sfileranno e si esibiranno i gruppi:

Mini Folk Sa JARA “Tuili”, Gruppo Folk Santa Marta “Talana”, Mini Folk Santu Miali “Padru” e il Gruppo Mini Sos Merduleddos (Associazione culturale Sos Merdules Bezzos de Otzana), con la partecipazione del Gruppo Folk Peppino Mereu di Tonara.

Negli stessi orari, lungo le vie della sagra, spazio alla musica itinerante con A Bratzos Tentos, Su Cuntzertu Antigu, Davide Puligheddu, Mariantonietta Bosu, Costantino Lai, Stefano Loddo e il Trio Peppino Bande, Carlo Crisponi e Roberto Tangianu.

Spazio anche ai mestieri identitari: la lavorazione dei campanacci, la tessitura della fressada, il tappeto tipico, e le dimostrazioni che raccontano il saper fare tonarese. Come sottolinea l’assessore alla cultura Romina Mura “il programma prevede oltre alle dimostrazioni della lavorazione del torrone, le lavorazioni di campanacci e tessitura della fressada, il nostro tappeto tipico”. E ancora, la seconda edizione della rassegna dei Mini Folk, arricchita quest’anno dalla presenza di un gruppo di mini maschere, con la partecipazione del gruppo Folk Peppino Mereu che sfilerà e danzerà per le vie del paese".

Arrivare a Tonara il giorno di Pasquetta significa entrare in un paese che ha voglia di raccontarsi. Tra un pezzo di torrone caldo e il suono di un campanaccio, tra un ballo in piazza e un murale che parla di poesia, la festa diventa esperienza e, come sottolineato da sindaco, è un appuntamento da non perdere.