Milano, 2 ott. (Adnkronos) - Il consiglio di amministrazione di Webuild ha deciso che non modificherà il corrispettivo dell'opa volontaria totalitaria promossa su Trevi - Finanziaria Industriale, confermando la proposta di 4,50 euro per ciascuna azione interamente in contanti. Lo rende noto il gruppo in un comunicato.
Webuild ha contestualmente annunciato la modifica della "condizione soglia", abbassandola al raggiungimento del 50% più 1 dei diritti di voto (dal precedente livello), con l'obiettivo di fornire agli azionisti di Trevi "una più rapida e chiara prospettiva di perfezionamento dell'offerta e di incasso del corrispettivo".
Secondo le valutazioni del gruppo, l'offerta in azioni Icop, se rapportata alle stime finanziarie degli advisor del cda di Trevi, corrisponderebbe a un valore reale medio di circa 3,4 euro per azione, inferiore del 23% rispetto ai 4,5 euro in contanti messi sul piatto da Webuild.
Lo scorso 28 settembre, Webuild ha presentato un esposto alla Consob per "possibili profili di irregolarità" nel rilancio sull'offerta per Trevi da parte di Icop, il 25 settembre 2026. Secondo il gruppo, Icop avrebbe annunciato "un incremento del rapporto di scambio, con aumento del numero di azioni da emettere a servizio dell’offerta, senza tuttavia dare atto della disponibilità delle azioni supplementari, né della convocazione di un’assemblea per deliberare la loro emissione, come invece richiesto dalla normativa".
Come riscontrato anche dal cda di Trevi il 29 settembre 2026, oltre la scadenza del termine per l’effettuazione di un rilancio, "il consiglio di amministrazione di Icop ha deliberato di incrementare il numero massimo di azioni da assegnare agli aderenti all’offerta da 8.721.903 a 10.820.406, senza tuttavia convocare nemmeno in quella sede alcuna assemblea per l’autorizzazione all’emissione supplementare, in apparente eccesso rispetto ai poteri delegati al consiglio ai sensi dell’art. 2343 cod. civ. e dell’art. 5.5 dello statuto di Icop, che prevedono, a servizio dell’offerta, l’emissione di massime 8.721.903 azioni" prosegue la nota.
Queste circostanze "sollevano pertanto profili di incertezza con riferimento: alla regolarità del rilancio di Icop, in quanto presentato in difetto dei requisiti di legge; e alla validità dell’emissione delle azioni supplementari, in eccesso rispetto alla delega attribuita al consiglio ai sensi di statuto".
