Roma, 7 ott. (Adnkronos) - Oltre 90 milioni di euro per 91 progetti di ricerca e una rete di 380 partner scientifici, industriali e attori di sistema: l’Università di Roma Tor Vergata è stata coinvolta complessivamente in 48 progetti di interesse nazionale, 19 come partner di programma, 16 attraverso bandi a cascata e 13 destinati ai giovani ricercatori. Sono i dati diffusi in occasione del convegno Pnrr-Pnc Tor Vergata Innovation Day - Connessioni che generano futuro. Dietro ai progetti ci sono i circa 300 professori e ricercatori coinvolti nella massa critica scientifica, circa 200 persone reclutate nei progetti tra tecnologi, dottorandi, laureati, ricercatori e borsisti e 220 borse per dottorati innovativi.
I progetti PNRR e PNC che coinvolgono Tor Vergata hanno permesso di costruire relazioni, tra gli altri, con 128 partner di ricerca, 108 tra grandi, piccole e medie imprese e 31 stakeholder di carattere generale. Tra i maggiori progetti, Rome Technopole, Restart e Dare, quelli con impatto economico e di ricerca maggiore, arrivando ad assorbire oltre il 30% delle risorse totali. Un ruolo fondamentale quello di Roma Tor Vergata nel mettere a disposizione competenze scientifiche, infrastrutture, giovani talenti, capacità di collaborazione, un impegno che l’ateneo ha articolato in diverse aree tematiche che testimoniano la ricchezza scientifica e la multidisciplinarità.
Formazione, internazionalizzazione; infrastrutture digitali e connettività dai big data al super calcolo, al calcolo quantistico fino l'evoluzione delle rete 5G e 6G. Medicina di precisione, la salute digitale e la prevenzione, dalle terapie a rna alla medicina personalizzata, dalle neuroscienze alla diagnostica avanzata e agli strumenti digitali per la prevenzione: tecnologia al servizio della persona e della qualità della vita, un ampio spettro, anche intendendo il concetto One Health.

L’area dell'energia, dell'ambiente, dell'economia circolare, lavorando su idrogeno, celle combustibili, nell’ottica di economia circolare, transizione energetica e sostenibilità.
E ancora le frontiere dello spazio e della materia, sfide scientifiche che vanno dalle missioni satellitari e dai grandi progetti di Digital Twin alla ricerca sulle onde gravitazionali, dalle sorgenti X ad acceleratori al plasma fino allo studio delle origini della vita nello spazio.
“Queste aree non sono compartimenti separati, ma vengono concepite come parti di un unico ecosistema ed è proprio nell'incontro tra salute e digitale, energia e nuovi materiali, spazio e tecnologie avanzate, formazione e trasferimento tecnologico che possono nascere le innovazioni più significative, ai confini tra le discipline", afferma il rettore Nathan Levialdi Ghiron. "Un ecosistema di innovazione non vive soltanto di idee e di risultati scientifici, vive anche delle competenze professionali, organizzative, amministrative e tecniche che ne sostengono quotidianamente il funzionamento”. Il vero risultato di questi anni "non può essere però soltanto quello di aver realizzato progetti importanti. Dobbiamo fare in modo che le reti e le collaborazioni costruite attraverso questi progetti rimangano vive e continuino a produrre valore nel tempo”, aggiunge.
"La nostra responsabilità è fare in modo che rimangano molto più dei singoli progetti. Perché connessioni che generano futuro non è soltanto il titolo di questa giornata, ma riassume in uno slogan la direzione nella quale vogliamo far crescere Tor Vergata”, ha concluso il rettore.

“I finanziamenti Pnrr e Pnc sono stati una grande opportunità per il nostro Ateneo. La sfida che ci attende e che siamo pronti ad affrontare è quella di dare continuità al grande patrimonio acquisito sia di capitale umano sia tecnologico, a manutenere le attrezzature e assicurare la continuità ai laboratori, alle piattaforme, a tutti i prodotti di ricerca su cui abbiamo lavorato. Siamo certi che con l’appoggio delle Istituzioni daremo un futuro scintillante ai nostri progetti e alle sinergie che potremo creare in futuro”, sottolinea il prorettore alla Ricerca Massimo Federici
“La stagione del Pnrr e Pnc ha rafforzato una rete di relazioni tra le università, le imprese e le istituzioni, una risorsa strategica per il nostro Ateneo e per il territorio. Queste esperienze dimostrano che il trasferimento tecnologico può assumere forme molteplici, con lo sviluppo di un prototipo, o con la costituzione di una nuova impresa, permettendo che la conoscenza prodotta dall'Università contribuisca allo sviluppo economico e sociale”, spiega Renato Baciocchi, prorettore al Trasferimento tecnologico, responsabile scientifico per il progetto Rome Technopole.