(Adnkronos) - Morto nella notte a 58 anni Igor Protti. A dare notizia del decesso dell'ex attaccante di Bari, Livorno e Lazio è stata la famiglia suo profilo Instagram. Un anno fa aveva scoperto di avere un cancro al colon: "Mi è stato trovato uno sgraditissimo ospite". Negli ultimi mesi aveva fornito aggiornamenti sulle proprie condizioni durante le terapie. Recentemente aveva accompagnato all’altare la figlia Noemi nella sua ultima apparizione pubblica.
"Con immenso dolore la famiglia comunica che Igor stanotte ci ha lasciati. Ha voluto lasciarvi questo saluto che come da sue volontà condividiamo", si legge nel post che prosegue: "Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile provare parole che possano spiegarlo, l’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l’affetto e l’amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio”.


"Per chi volesse porgere l’ultimo saluto dalle 15 di oggi si troverà presso la stanza del commiato Frongillo al cimitero di Cecina, Via della Rimembranza", scrivono ancora i familiari.
Il sindaco di Livorno, Luca Salvetti, e l'amministrazione comunale hanno dichiarato il lutto cittadino per la giornata di domani, sabato 20 giugno, in occasione della commemorazione di Protti allo stadio comunale Armando Picchi. Dalle 18 il feretro del giocatore sarà esposto allo stadio al fine di consentire alla cittadinanza, alle istituzioni, al mondo sportivo e a quanti ne abbiano condiviso il percorso umano e professionale di rendere un doveroso e sentito omaggio a Igor.
Nato a Rimini il 24 settembre 1967, la sua prima esperienza di calciatore fu nella società sportiva Gladiatori di Rimini. Scoperto dalla Rimini Calcio, giocò nelle squadre giovanili e all'età di 16 anni esordì in serie CI. Nel 1985 passò al Livorno, in serie Cl, dove restò fino al 1988, giocando settantacinque partite e realizzando 12 reti. Nel 1988 è a Bergamo, alla Virescit, in serie Cl, con trentuno presenze e 10 reti. Nel 1989 salì in serie B, nel Messina, dove restò fino al 1992 giocando centocinque partite e realizzando 31 reti.
Dal 1992 al 1996 fu a Bari dove prima, in serie B, giocò cinquantuno partite realizzando 15 reti e poi, in serie A, giocando sessantuno partite e realizzando 31 reti. Nella stagione 1996/97 è ancora in serie A, nella Lazio, con ventisette presenze e 7 reti. Nel 1997/98 passò a Napoli, in serie A, con ventisette presenze e 4 reti.
Nella stagione 1998/99 giocaò prima nella Lazio, con due presenze, poi nella Reggiana, in serie B, con ventiquattro presenze e 8 reti. Nel 1999 tornò nel Livorno. Quattro le presenze in coppa Uefa e numerose le partite in coppa Italia con 34 reti realizzate.
"Le persone vedono il fischio finale, noi Ba abbiamo vissuto con te tutti i 90 minuti contro questo avversario bastardo, subdolo. La gente, come nelle partite di calcio, vede il risultato al 90esimo minuto, non gli altri 89. Te non hai perso Ba perché chi ti è stato vicino davvero sa quante cose sei riuscito a fare in questo anno, quanti traguardi, a partire dall’essere riuscito a vedere il film, il TUO film. CHI C’È SEMPRE STATO SA. Sono stati 90 minuti dove abbiamo cercato di andare avanti, di godersi ogni giornata ma con un dolore dentro immenso. Il tuo 90esimo minuto era portarmi all’altare, ci sei riuscito e non ti ringrazierò mai abbastanza per questo. A presto Ba La tua Chicchis". Questo il commosso messaggio di Noemi Protti figlia di Igor Prossi sui social, per la morte del padre stroncato da un tumore a 58 anni, ricordando l’ultimo anno di sofferenze e quella foto simbolo del matrimonio in cui, provato dalla malattia l'ex attaccante ha porato la figlia all'altare.
"Sapevo qualcosa della sua malattia... ma che dispiacere...". Così Dino Zoff parla brevemente con l'Adnkronos. "Ne ho un ricordo piacevole, di una persona a modo. Alla Lazio ho fatto il possibile per metterlo nelle migliori condizioni. Era un bravo ragazzo, ho sempre avuto grande feeling e rispetto per lui. Segnava tanto, era un goleador, li sapeva fare. Non come oggi? Insomma... i gol mancano sempre, ma lui era un goleador e anche perfetto in campo, un signore. Chi sia morto a quest'età mi dispiace molto, non ci sentivamo da tempo ma ne ho un piacevole ricordo, mi è rimasto nel cuore perché modesto nel proporsi", ha afafremato.