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Milano, 27 ott. (Adnkronos) - La cabina elettrica Comasina “nasce sul sito in cui c'era una storica cabina elettrica che non era primaria ma era già utilizzata per la rete elettrica cittadina. È un investimento complessivo da 40 milioni di euro che si inserisce in uno più ampio di 800 milioni fatto negli ultimi cinque anni da Unareti e da A2a sul territorio e all'interno di un piano che prevede altri due miliardi di euro di investimento da qui al 2035”. Così Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2a, intervenendo all’inaugurazione della nuova cabina elettrica primaria a Comasina, Milano. L’intervento rientra in un piano “enorme” e “ha visto triplicare gli investimenti per singolo contatore di A2a in questo decennio rispetto ai precedenti, proprio per dare maggiore resilienza e capacità di fronteggiare sia le situazioni estreme, che stanno già avvenendo, sia il piano di decarbonizzazione che una città come Milano, come spesso accade per le innovazioni, percorrerà per prima”, spiega Mazzoncini.
Aver lavorato su una cabina già esistente “vuol dire aver trovato un sito rapidamente e non aver consumato suolo”, evidenzia. Un intervento che “nasce dal piano di potenziamento delle cabine primarie partito nel 2020 a Milano. Si tratta di quelle cabine che portano la potenza dalla rete di Terna alla città - illustra - L'obiettivo era di raddoppiare questa potenza per fronteggiare l'elettrificazione nascente come la mobilità elettrica, pompe di calore, piani a induzione, climatizzazione e tutto quello che evidentemente è necessario, portando la potenza di picco di Milano da 1.600 a 2.600-2.700 megawatt. Un’esigenza che richiedeva nuove cabine come questa, che da sola fa 1.800 MW di potenza. Vuol dire che da sola sarebbe in grado di fronteggiare la potenza di picco di una media città lombarda o di servire circa centomila persone nell'area nord ovest di Milano”.
E adesso si guarda al futuro: “Il prossimo obiettivo sarà la cabina di Porta Romana. Un intervento complesso perché è semi interrata dentro lo scalo. Poi andremo avanti con le altre come San Siro per completare la trasformazione”, conclude Mazzoncini.

