(Adnkronos) - L’Iran chiude di nuovo lo stretto di Hormuz “fino a nuovo ordine” e colpisce due navi. Gli Usa rispondono con una nuova, la terza, ondata di attacchi colpendo “circa 140 obiettivi militari”. Teheran reagisce lanciando missili e droni su Emirati, Qatar e Bahrein. Queste le ultime notizie sulla situazione di oggi domenica 12 luglio in Medio Oriente dove la tensione è altissima.
E' arrivato nella notte (ora italiana) l'annuncio della Marina delle Guardie rivoluzionarie iraniane - secondo quanto riportato da The Times of Israel, la chiusura dello Stretto di Hormuz fino a nuovo ordine. Una decisione che arriva dopo che è stato esploso un colpo di avvertimento contro un'imbarcazione che, secondo quanto riferito dai media di Stato, tentava di transitare lungo una rotta "non autorizzata".
L'imbarcazione è stata "colpita da raffiche di avvertimento e bloccata", hanno dichiarato le Guardie, come riportato dall'agenzia di stampa ufficiale Irna. "In seguito a questo incidente – e a causa dell'insicurezza derivante dalle interferenze illegali di attori stranieri – lo Stretto di Hormuz sarà chiuso fino a nuovo ordine e fino alla cessazione delle ingerenze americane nella regione; nessun transito di navi sarà consentito", hanno aggiunto.
Qualche ora dopo le Guardie iraniane affermano di aver colpito una seconda imbarcazione nello Stretto di Hormuz. "Una seconda imbarcazione, accusata di aver violato le norme nello Stretto di Hormuz, è stata colpita", hanno dichiarato i Guardiani in un comunicato diffuso dalla televisione di Stato Irib, aggiungendo di aver attaccato anche una base statunitense in Qatar.
Lo Stretto di Hormuz, "passaggio strategico", è "più importante di decine di bombe atomiche". Parola di Mohsen Rezaei, consigliere militare della Guida Suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, che si è espresso così in dichiarazioni riportate dall'agenzia iraniana Isna nel mezzo dell'ultima escalation tra Usa e Iran. "Proteggeremo lo Stretto di Hormuz perché è strategico, è uno degli asset cruciali della deterrenza del Paese, con un ruolo decisivo per la tutela della sicurezza e degli interessi nazionali", ha affermato ancora, secondo quanto riporta anche l'iraniana Press Tv, insistendo su quello che considera come un "deterrente strategico".
Le forze del Comando centrale degli Stati Uniti "hanno iniziato a lanciare il terzo ciclo di attacchi di questa settimana contro l'Iran, dopo che le forze del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica hanno attaccato palesemente la M/V GFS Galaxy, una nave portacontainer battente bandiera cipriota che transitava nello Stretto di Hormuz", scrive su X il Centcom.
Più tardi fa sapere di aver colpito "circa 140 obiettivi militari iraniani utilizzando munizioni di precisione lanciate da aerei da combattimento, droni e navi da guerra". "Tra gli obiettivi - si legge in una dichiarazione - figuravano siti per missili e droni, asset navali, depositi di munizioni, reti di comunicazione e postazioni di sorveglianza costiera".
"L'Iran ha fatto una scelta sbagliata. Ora pagano". Lo scrive su X il capo del Pentagono Pete Hegseth.
Le autorità di Emirati Arabi Uniti, Bahrein e Qatar segnalano quindi di essere sotto attacco. Il ministero della Difesa di Abu Dhabi, riporta The Times of Israel, riferisce che i sistemi di difesa aerea stanno intercettando missili e droni provenienti dall'Iran. Esplosioni sono state udite anche a Doha, la capitale del Qatar, secondo quanto riferito da giornalisti di Afp.
Il ministero degli Interni del Qatar ha riferito del ferimento di tre persone, fra le quali un bambino. Tre missili lanciati dall'Iran sono caduti all'interno del territorio della Giordania nel mezzo della nuova escalation tra Usa e Iran, rendono noto i militari del regno hashemita, come riporta l'agenzia Petra. "Tre missili lanciati dal territorio iraniano sono caduti all'alba in diverse zone all'interno del regno - ha precisato una fonte del Comando generale delle Forze Armate citata dall'agenzia - Non sono state segnalate vittime". Ci sono invece "danni materiali di lieve entità".
"Mantenete la parola" data o, in caso contrario, "pagherete" per non averla rispettata. Queste le parole rivolte agli Stati Uniti dal capo del Majlis, il Parlamento di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf, nel mezzo dell'ultima escalation tra Usa e Iran. "L'era degli accordi unilaterali è finita - ha scritto Ghalibaf in un post su X aggiungendo una foto con cui vuole mostrare il contenuto del punto cinque del memorandum d'intesa firmato a metà giugno - Ve lo abbiamo detto, mantenete la vostra parola o pagherete il prezzo. La realtà bussa alle porte".
Il passaggio del memorandum d'intesa in evidenza nel post di Ghalibaf afferma che l'Iran "adotterà le misure necessarie, facendo tutto il possibile, per garantire il transito sicuro e gratuito delle navi mercantili durante un periodo di 60 giorni dal Golfo Persico verso il Golfo di Oman e viceversa".