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LULA 

Oggi gli antichi carnevali di Lula e Lodine tra riti, simbologia e tradizione

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del 25/02/2017
di Pietro Lavena

La gente di Lula, in queste ore, vive come in attesa. Un silenzio palpitante prima che entrino in scena le figure di un carnevale tradizionale forte, verace, ricco di significati e simbologie. Pàganos – Carrasecare Luvulesu, questo il nome dell’evento che prenderà il via oggi, sabato 25 febbraio, alle ore 14.30, quando si terrà la vestizione pubblica in piazza Deledda.

Alle ore 15, poi, le maschere faranno la loro uscita per le strade del centro alle pendici del Montalbo. Su Batiledhu, maschera di riferimento del carnevale di Lula, diviene protagonista di una delle rappresentazioni certamente più impressionanti e forti del carnevale sardo.

Esso si presenta con il viso imbrattato di sangue e annerito dalla fuliggine e il corpo ricoperto di pelli scure di pecora e montone. Sul capo porta un fazzoletto nero da donna e un copricapo con due corna fra le quali viene fissato sa ‘entre ortata (uno stomaco di capra), mentre sulla pancia, sotto sos marrazzos (i campanacci), viene appeso su chentu puzone (uno stomaco di bue) riempito d’acqua e sangue, che viene più volte bucato punto nel corso della sfilata per bagnare la terra in segno di fertilità.

Su Batiledhu è la vittima sacrificale del carnevale. Intorno a lui si muovono sos Batiledhos Gattias e sos Batiledhos Massajos, i suoi aguzzini che lo percuotono e maltrattano fino ad ucciderlo.

Su Batiledhu ferito a morte viene quindi portato in processione su un carro. Da lì, alla fine, risorgerà.

La manifestazione si chiuderà alle 18.30 con la cena comunitaria.

Anche Lodine protagonista con la Sfilata delle maschere tradizionali organizzata dal Bim Taloro in collaborazione con l’Associazione Sa Teula e la Consulta giovanile e il Comune di Lodine.

Alla manifestazione, che partirà alle ore 15, prenderà parte il gruppo Harrasehare Lodinesu di Lodine, i Murronarzos, Maimones e Intintos di Olzai, Sos Colonganos di Austis, gli Urthos e Buttudos e le Mascheras Limpias di Fonni, Sos Tumbarinos di Gavoi, Su Coli Coli di Tonara, Su Bundu di Orani, la Maschera ‘e cuaddu di Neoneli e Donna Zenobia di MacomerA seguire una serata di intrattenimento musicale con i Ballade Ballade Bois.

Racconta il sindaco del paese, Antonio Congiu, racconta: “In origine il carnevale di Lodine si svolgeva nelle vie e nelle case del paese, si formavano gruppi in maschera (troppashumpanzias) di uomini e donne accompagnati da uno con il viso scoperto (su portadore) sennò non li facevano entrare nelle case. Su portadore in genere aveva un’armonica a bocca per suonare il ballo sardo. Nelle case venivano offerti loro i dolci del carnevale (sos pilichittos) e a fine serata i gruppi si riunivano in una sala dove si ballava fino a tardi. Questa usanza è arrivata fino ad oggi, in più adesso le giornate sono arricchite da sfilate di maschere come quella organizzata per sabato dal Bim Taloro”.

Prosegue il primo cittadino: “Per il mercoledì delle ceneri viene confezionato un pupazzo, su Zeomo (hecce omo) che viene accompagnato da un gruppo di uomini vestiti da vedove nelle case del paese che gli cantano i “muttos” tipici di un rito funebre, i versi sono particolarmente dissacranti e in genere prendono in giro personaggi pubblici ma anche gente del paese“.

“Nelle case vengono offerti vino ,dolci ma anche salumi e formaggi che serviranno per lo spuntino collettivo finale. Il rito è molto suggestivo ed è rimasto sempre uguale”.

 

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