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L'Università di Nuoro soffoca e rischia di chiudere, gli studenti reagiscono

Valentina Puddu (AUSF) "Salvare il polo nuorese è interesse di tutto il territorio. Senza università Nuoro morirebbe"
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del 09/06/2014
di Pietro Lavena

È un disperato grido d’aiuto quello che scaturisce dalle bocche di centinaia di studenti nuoresi verso il cielo di Barbagia. Una reazione compatta e decisa, un'onda a difesa dei propri diritti, dei propri sogni e delle proprie aspirazioni di giovani d’oggi.

Era l’alba degli anni ’90 quando Nuoro divenne sede gemmata delle università isolane di Cagliari e Sassari. Un momento forte e decisivo per le sorti della società nuorese che vedeva nel progetto universitario una via d’uscita da quella fase storica che troppo spesso la aveva connotata come società ‘del malessere’. Da allora, per oltre vent’anni, il capoluogo barbaricino è stato fucina di formazione per professionisti e lavoratori che, con la dignità che contraddistingue questa gente di Sardegna, si sono distinti nei propri campi e nei propri settori seguendo cammini diversi e sempre affascinanti.

Oggi, l’Università di Nuoro vive un momento di inedita criticità dopo che la Cooperativa Ecotopia, che gestisce i servizi di amministrazione ed organizzazione delle sedi dei vari poli cittadini, ha riconsegnato al Consorzio per la promozione degli studi universitari della Sardegna centrale le chiavi di tutti i locali. Il motivo di un gesto così clamoroso è presto detto: ormai da otto mesi i 33 dipendenti della Cooperativa non percepiscono dalla Regione Sardegna gli stipendi e quanto necessario per il funzionamento dell’Università.

Così, improvvisamente, gli studenti delle facoltà di Scienze Forestali e Ambientali, Scienze Infermieristiche e Giurisprudenza hanno trovato sbarrate le porte di tutte le strutture e di tutti gli uffici universitari della città. A partire da venerdì 6 giugno, i ragazzi non hanno accesso alle biblioteche né tanto meno possono sostenere esami o usufruire dei vari servizi previsti per loro.

Nelle parole di Valentina Puddu, presidente dell’AUSF (Associazione Universitaria Studenti Forestali), tutta la preoccupazione e l’apprensione del momento. Valentina ha raccontato a Sardegna Live della sua recente elezione alla guida di un’associazione viva e propositiva che in questi mesi ha lavorato per scuotere l’ambiente dando vita ad interessanti momenti di dialogo e confronto e che ora più che mai vuole continuare un percorso di crescita: “Abbiamo iniziato la nostra avventura nell’associazione poco più di due mesi fa motivati e con tanta voglia di organizzare delle attività a favore degli studenti e non solo. L'obbiettivo dell’associazione è quello di raccogliere e coinvolgere la gente e noi siamo una squadra affiatata, sapevamo che insieme avremo fatto belle cose. Abbiamo dato vita a un bel torneo di calcetto che ci ha impegnati per un mese fino alla festosa serata della finale con le premiazioni e una pizzata fra studenti forestali. Giovedì, inoltre, saremo a Vallombrosa, in Toscana, per prendere parte a un convegno nazionale dell'AUSF Italia sulle foreste.”

Ma è l’organizzazione del Maggio Universitario Nuorese il fiore all’occhiello dei ragazzi dell’AUSF “In queste settimane” racconta Valentina “abbiamo riproposto l’appuntamento del ‘Maggio Universitario Nuorese’ che si è concluso con l’escursione naturalistica alla gola del Gorroppu. Il MUN è un attività ludico-culturale che vuole portare l’università fuori dalle aule a contatto col territorio. Prevede una serie di convegni in cui si discute di tematiche attuali con esperti e docenti e si promuove la scoperta dell'ambiente che ci circonda con escursioni aperte al pubblico.”

“Nell’edizione di quest’anno abbiamo avuto come ospiti le autorità locali (il Sindaco, il Prefetto) e poi ancora professori, cittadini e, naturalmente, tanti studenti. Purtroppo la città non partecipa ancora attivamente alle iniziative ma questo non ci scoraggia, anzi, ci spinge ad insistere nel nostro lavoro di sensibilizzazione e valorizzazione delle ricchezze del territorio.

“Siamo comunque rimasti piacevolmente sorpresi dal numero di partecipanti che hanno aderito all’escursione finale. Circa 70 persone sono venute con noi al Gorropu e, visto il successo, ne organizzeremo un’altra per ottobre.”

Un lavoro coraggioso e determinato quello portato avanti dall’associazione di Scienze Forestali, i cui membri non vogliono arrendersi all’apatia e all’impoverimento culturale che si pone loro come rischio incombente. Tra le centinaia di giovani che hanno scelto Nuoro come città di studio ci sono anche loro e sono pronti a scendere in piazza per difendere il sogno di studiare la  propria terra nella propria terra.

Ancora Valentina Puddu: “Siamo convinti che l'esistenza del polo universitario a Nuoro sia una risorsa per la città, per la comunità nuorese intera e per tutto il circondario. A Nuoro gli studenti vivono, fanno la spesa e spendono, insomma fanno circolare l'economia. Chi studia qui dà a questa città una grande e vitale prospettiva di crescita e sviluppo, e bisogna quindi che la città intera sostenga la nostra sede universitaria senza la quale Nuoro morirebbe. I dipendenti di Ecotopia non percepivano i loro stipendi da otto mesi e hanno chiuso per sciopero ad oltranza finche non saranno pagati. Questa per noi è una situazione disastrosa. Sono saltati gli esami di venerdì e di oggi, una cosa ingiusta dal momento che ci sono persone che devono laurearsi e persone che avevano programmato esami e lavoro. Inoltre noi siamo studenti dell’Università di Sassari, paghiamo le tasse come loro e vogliamo garantiti i nostri diritti. Siamo vicini a Ecotopia e capiamo che il loro gesto non è contro di noi ma contro la politica. Vogliono lavorare e fanno bene il loro mestiere da 20 anni, ma hanno bisogno dello stipendio.”

Infine un messaggio diretto alle autorità competenti: “Vorremmo che i politici, soprattutto quelli locali, si muovessero per risolvere la situazione che riguarda il loro territorio e che i soldi da destinarsi a Ecotopia vengano sbloccati in modo tale da poter riprendere la nostra attività di esami e lezioni. Chiederemo una sala al Comune per poter svolgere gli esami ufficiali previsti, sperando si risolva la situazione entro pochi giorni”.

Domattina, alle ore 10:00, l’Ausf da appuntamento a tutti nel parchetto di Via Tempio per discutere di quanto sta accadendo. L'appello è rivolto non solo agli studenti di Scienze Forestali ma anche a tutti gli altri universitari e a chiunque abbia idee su possibili soluzioni da adottare. La città di Grazia Deledda e Sebastiano Satta non può rinunciare alla cultura che le scorre nelle vene. Gli uomini di domani, all’ombra dell’Ortobene, sono già al lavoro per impedire la spoliazione di questo territorio del baluardo più elevato di pensiero e formazione rappresentato dalla sua università.

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