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CAGLIARI 

Incontro con Andrea Vadilonga. "Mio padre Cenzo, lo spettacolo in Sardegna e la voglia di continuare"

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del 06/01/2017
di Francesca Melis

È una calda mattina di fine dicembre, devo raggiungere Andrea Vadilonga, giovane manager di spettacolo in Sardegna nel suo ufficio a Monserrato. Arrivo e mi accoglie la madre Barbara, seguita da Skizzo che mi fa le feste.

Andrea è al telefono e mentre aspetto che finisca la sua conversazione inizio ad osservarlo, mi sembra di rivedere suo padre Cenzo: stesse movenze, stesse parole, stesso atteggiamento, stesso modo di fare.

Penso con nostalgia a tutte le volte che ho varcato quella porta, a quante volte Cenzo mi ha accolto in quella situazione perché intento a chiudere un contratto. Andrea mi raggiunge, si siede davanti a me e inizia a raccontarsi.

Quando nasce l’agenzia “Produzioni Artistiche Vadilonga”?

L’agenzia nasce nel 1998 per volontà di mio padre Cenzo Vadilonga. Se tutto va bene, il prossimo anno festeggiamo i venti anni di attività. Nasce dalla voglia di Cenzo di mettersi in gioco da solo, dopo aver collaborato per molti anni con altre agenzie.

L’idea di mettersi in proprio divenne concreta e questa diventò la sua scommessa personale. Poi, dopo la morte di zia Gina, mi ha proposto di entrare in società con lui. Nello stesso momento in cui stavo accettando con entusiasmo mi rendevo conto anche della grande responsabilità e fiducia che stava riponendo in me.

Quindi come hai accolto la proposta di tuo Padre?

Ad essere sincero ho iniziato con un po' di paura. Il nostro non è un lavoro semplice, ti porta a stare tanto fuori casa e lontano dalla famiglia. La Prima zona nella quale mi mandò era l’iglesiente, una zona complicata a causa delle difficoltà economiche. Dopo qualche tempo in giro, ho iniziato ad avere le prime soddisfazioni, ad interagire sempre di più  con i comitati e ad avere sempre più riscontri positivi.

Soprattutto devo dire che il mio ruolo all’interno dell’agenzia non è mai stato secondario rispetto a quello di mio padre. Ogni decisione la prendevamo insieme, confrontandoci e scontrandoci se necessario, ma sempre condividendo le nostre idee e i nostri pensieri.

Come hai vissuto e vivi tu il paragone con Cenzo?

Ci sono stati paesi in cui vedendo arrivare me e non mio padre mostravano un po’ di dispiacere e perplessità perché speravano sempre che la festa nel proprio paese la seguisse mio padre ed è in queste circostanze che ho avuto modo di rendermi conto di ciò che lui aveva costruito nei diversi paesi sia umanamente che professionalmente. È un uomo che ha lasciato un segno positivo perché ha fatto sempre delle belle feste. Conosceva le sue piazze, i suoi committenti e sapeva sempre cosa proporgli. 

Per lui i soldi contavano poco, preferiva guadagnare di meno, ma vedere la piazza piena e la gente contenta e divertita. Questo era il suo bigliettino da visita, ecco perché ci sono alcuni paesi in cui l’agenzia ha sempre lavorato senza problemi. Quindi io mi sono in qualche modo trovato la strada spianata.

Oggi io sono convinto lui abbia fatto la storia “dell’impresariato” in Sardegna. Per me lui è e resterà sempre il numero uno, come Cenzo non penso ne nasceranno altri. Non soffro assolutamente il paragone con lui, so di avere ancora molto da imparare, ma sono consapevole di aver avuto un ottimo maestro.

Non sono sicuramente bravo come lui, sono solo un ragazzo che cosciente  dell’impero che ha in mano sta andando avanti con umiltà e sacrificio, certo di avere ancora tanto da imparare. Penso però che negli anni riuscirò anche io a crescere, migliorarmi e togliermi le mie soddisfazioni e potrò reggere a testa alta il confronto con lui.

Questo è stato un anno abbastanza impegnativo. Come hai vissuto tu questa stagione?

È stato un anno molto duro. Tutto ha avuto inizio a marzo, esattamente quando mi hanno ritirato la patente per eccesso di velocità. Quindi già questo è stato abbastanza tosto.Poi è iniziato il calvario di papà.  Il giorno dopo il suo funerale sono andato in riunione, sono stato criticato per questo, ma in quel momento sapevo che il mio posto era lì.

Un anno pesante è vero, però noi quando ci troviamo in difficoltà siamo abituati a togliere fuori le unghie. Devo anche riconoscere di non essere stato lasciato solo, per questo devo ringraziare tutte le persone che hanno collaborato con me per l’aiuto e il supporto e soprattutto perché quotidianamente mi hanno dato la forza di andare avanti. Ma soprattutto devo ringraziare i comitati, sono state le loro parole i loro sorrisi, le pacche sulla spalla e la loro calorosa accoglienza ad avermi fatto continuare con determinazione e concentrazione.

Ancora continuano a dedicarmi un pensiero spingendomi sempre ad andare avanti e a fare sempre meglio. Questa è la mia forza. Ma poi l’ho fatto soprattutto per lui, per Cenzo, che anche quando giaceva nel letto dell’ospedale il suo primo pensiero era rivolto all’agenzia, alle sue piazze e ai comitati. Mi diceva sempre:”vai avanti figlio mio”. Io ho capito di non poterlo deludere e ho dato sempre il massimo. Le serate non sono state poche e tirando le somme possiamo ritenerci soddisfatti e contenti.

C’è una frase di tuo Padre che ti torna in mente ogni qualvolta chiudi un contratto oppure quando segui una serata?

Lui mi ha sempre detto “Non guardare mai i soldi, ma porta un buon artista. Ricordati che il prossimo anno devi tornare in quella piazza.” Questo è sempre stato il suo avvertimento; infatti, non a caso Cenzo aveva un soprannome, veniva chiamato da tutti “ Lo sconto”, perché spesso per accontentare i comitati vendeva lo spettacolo a prezzo di costo e chiedeva uno sconto all’artista per poter recuperare qualcosa per il suo lavoro.

Oggi l’agenzia è completamente nelle tue mani. Come intendi muoverti in futuro?

L’agenzia sta cambiando sotto diversi aspetti. La prima a tornare in campo sarà mia madre, la quale avrà nuovamente un ruolo centrale all’interno della stessa. Continuerà a farne parte Jessica, che al momento è un punto fermo all’interno dell’agenzia ed è la prima persona ad avere i contatti con i comitati. Poi io ho deciso di dedicare tutto me stesso all’agenzia e vorrei riuscire ad andare personalmente in tutti i paesi in cui lavoriamo. Non cambierà la metodologia di lavoro, continuerà ad essere l’agenzia di Cenzo Vadilonga gestita però da un’altra persona.

Pensi che spesso la figura del manager venga fraintesa?

Si, assolutamente si. Spesso si pensa che le agenzie siano delle mangiatrici di soldi e che il loro unico interesse sia guadagnare. Questo anche a causa di chi non è del mestiere e si improvvisa impresario e ha dato un’immagine sbagliata di questo mondo. Mio padre, per esempio, è cresciuto in questo ambiente, iniziato a 10 anni ad accompagnare il padre nelle serate e quindi ha, piano piano, imparato a conoscere i segreti del mestiere. Gli stessi artisti si affidano alla serietà e alla professionalità di un’agenzia. Ecco perché in tanti hanno scelto la nostra.

Parlaci del tuo cast di artisti.

Ci sono nuovi nomi, il cast sarà più ampio. L’anno scorso avevamo quasi 90 artisti, quest’anno saranno 130. Ci sono artisti che hanno collaborato in passato con questa agenzia  e hanno espresso la volontà di poter tornare a lavorare con noi e sono quindi rientrati in squadra. È il caso dei Janas, band che quest’anno festeggia i 25 anni di attività, loro usciranno con un progetto completamente nuovo.

Questa è per me una soddisfazione poiché dimostra che gli artisti credono tanto in noi. È anche vero che squadra che vince non si cambia, quindi ripartiamo con i nomi storici: La Pola, i Tazenda, Benito Urgu, Giuliano Marongiu, Maria Giovanna Cherchi, Massimo Pitzalis, giusto per citarne alcuni. Abbiamo inserito nel nostro cast anche un grande artista conosciuto a livello nazionale, del quale preferisco ancora non svelare il nome.

Alcuni artisti che fanno parte delle tua agenzia sono partiti dal piccolo e si sono ritagliati uno spazio nel panorama nazionale. Vuoi ricordarne qualcuno?

Certo, non posso non menzionare Cristian Cocco, il quale è stato una vera e propria sorpresa. Dopo anni di Striscia la Notizia a marzo lo vedremo recitare in un film con Gianni Morandi che andrà in onda Su canale 5.  Ma Cristian non è l’unico, anche Daniele Contu farà una trasmissione che andrà in onda nel palinsesto nazionale. Un altro nome importante che grazie alla sua costanza e bravura si è già rivelato negli anni passati è Jacopo Cullin, che è nato alla Pola ma ha negli anni ricoperto diversi ruoli in film di grande rilevanza nella TV nazionale e al cinema. Poi, per quanto riguarda la Pola i numeri d’ascolto parlano da soli.

C’è tra gli artisti uno che consideri il numero 1? Un pezzo forte?

No, per me sono tutti uguali. Dal più piccolo al più grande. Vengono gestiti tutti allo stesso modo. Non esiste una differenza tra loro. Negli anni abbiamo visto come il piccolo può diventare grande e il grande può diventare piccolo. È importante non montarsi la testa e lavorare sodo, sempre con costanza e umiltà.

Quale messaggio vorresti mandare al tuo cast, ai tuoi collaboratori e ai comitati?

È vero, sono un ragazzo di 25 anni, ma sono un ragazzo con la testa sulle spalle, con le idee ben chiare e con tanta voglia di mettersi in discussione. Penso che l’esperienza aiuti tanto, ma che in questo lavoro ci sia qualcosa da imparare tutti i giorni poiché spesso ci sono imprevisti ai quali porre rimedio.

L’unica cosa che posso chiedere è quella di darmi fiducia perché voglio realmente dimostrare chi sono sul campo e continuare a testa alta il lavoro che mi ha lasciato mio padre. Voglio approfittarne per ringraziare tutti coloro che in questo anno passato mi e ci sono stati vicino, anche con un semplice like su Facebook, voglio ringraziare i comitati che sono la mia vera forza.

Per quanto riguarda loro devo dire che non mi aspettavo tutto questo affetto, ci sono stati vicino in ogni modo possibile. Hanno dimostrato la loro riconoscenza verso l’agenzia e la famiglia Vadilonga. Questo non può che farmi piacere e mi stimola ad andare avanti.

Mentre a chi mi critica e mi considera un ragazzino voglio rispondere con i fatti, dimostrando le mie capacità sul lavoro. La stessa fiducia che gli artisti hanno rinnovato all’agenzia credo oggi sia la migliore risposta.

Ti sei in qualche modo sentito tradito?

Ci sono state sicuramente tante delusioni da parte di chi credevo mi avrebbe appoggiato e sostenuto. Persone che credevo facessero parte della famiglia perché mio padre le faceva sentire parte integrante di noi, , invece  avvertita  la difficoltà e la sua assenza,  hanno abbandonato lui e noi, in pratica appena hanno potuto ci hanno voltato le spalle.

Con il passare dei giorni mi sono reso conto che a volergli realmente bene erano e sono pochi e questi continuano a dimostrarlo rispettando me, mia madre e l’agenzia nonostante Cenzo Vadilonga non ci sia più. Oggi siamo pochi ma buoni! A chi mi ha “tradito”, se vogliamo utilizzare questo termine, voglio solo ricordare che la vita è imprevedibile e gli auguro semplicemente buona fortuna.

Chi invece è rimasto “fedele”?

I soci storici di mio padre: la RG music di Renato e Gianni Piccinnu e l’agenzia Centro Spettacoli di Nino Fais.  Loro credono in me e hanno deciso di continuare la collaborazione, questo è per me molto importante. Oggi Gianni e Renato sono diventati la mia nuova guida, i miei genitori sul lavoro, ho necessità di sentirli quotidianamente e di chieder loro dei consigli.

Cosa ti aspetti da questo 2017?

Abbiamo appena concluso la stagione con il capodanno in piazza, ben 7 spettacoli in diversi centri della Sardegna. Penso che la prossima stagione non sarà facile. Voglio riuscire a tenere in prima persona i rapporti con i comitati, sarò mai solo, ma mi avvarrò del prezioso aiuto dei miei collaboratori. Sarà molto difficile percorrere le strade della Sardegna e non poter chiamare mio padre, per me, dopo una riunione con un comitato, era consuetudine farlo e raccontargli come fosse andata.

Anche se il mio acquisto più grande quest’anno è stato proprio papà: lui è mio primo collaboratore, colui che è sempre con me e che guiderà ogni mio passo. Voglio che con i comitati si crei lo stesso rapporto d’amicizia che era riuscito a creare Cenzo, quindi non limitarmi alla chiusura di un contratto, ma sentirli anche dopo per gli auguri di Natale o per un semplice “come stai?”.

Hai pensato di organizzare un evento in ricordo di tuo Padre?

Partiamo dal presupposto che Noi ricordiamo mio padre ogni giorno ed ogni giorno lui è con noi. In questi mesi sono arrivate diverse richieste da vari comuni dell’isola, i quali vorrebbero venisse organizzato nel loro centro. Ora stiamo valutando dove farlo e come organizzarlo. Ci piacerebbe dedicargli almeno due giorni, questo é già deciso. Mentre stiamo ancora lavorando sulla data, che potrebbe essere o a fine stagione 2017 oppure a ridosso di Natale, in questo periodo mi piacerebbe molto perché il Natale era la sua festa, i giorni in cui staccava il telefono e si dedicava esclusivamente alla famiglia.

Però il giorno voglio che sia una grande festa per tutti, non lacrime ma solo sorrisi e divertimento. Mi piacerebbe diventasse un appuntamento fisso negli anni e itinerante nelle piazze che lo hanno visto protagonista per quasi venti anni.

Se oggi di fronte a te ci fosse Cenzo, cosa gli diresti

Gli direi semplicemente grazie. Grazie per gli insegnamenti e per i bei momenti passati insieme, per quanto mi ha dato in tutti questi anni, per avermi insegnato che le cose si ottengono con sacrificio e dedizione. So quanto ha fatto e dato e non permetterò questo castello venga buttato giù da nessuno.

Lui lo ha costruito e io lo porterò avanti, ma questo non lo dico con presunzione, bensì voglio che lui sia sempre orgoglioso di me e voglio tenere alto il suo nome. Io sto seguendo il suo percorso esattamente come fece mio padre quando venne a mancare zia Gina, anche lei carta  vincente “dell’impresariato” sardo. Io a lui devo tutto, perché mi ha insegnato tutto.

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